La statua di Wojtyla resta ma verrà ritoccata (i soliti pasticci alla romana…)

Lo diceva anche Lui: e damose da fà....!

Una brutta storia. E’ quella della statua inaugurata il 18 maggio scorso alla Stazione Termini  in onore del beato Giovanni Paolo II, opera dello scultore Oliviero Rainaldi, ora oggetto di una commissione di saggi che dovrà valutarne il destino. Bella o brutta che sia, l’intera vicenda rivela “un’incredibile dilettantismo che ha coinvolto il Vaticano e il Comune”, osservano in Vicariato. Dove non hanno affatto apprezzato la gestione dell’affaire. E che negli ultimi giorni si è anche cercato di risolvere il problema offrendo una struttura dello stesso Vicariato per ospitare la statua e togliere tutti dall’imbarazzo. Ma lo “scontro” interno non si placa. Con i due organi di informazione d’oltretevere, l’Osservatore romano e la Radio vaticana, divisi nel commentare tutta la storia.

Critico l’Osservatore, che attacca il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Dialogante invece l’emittente che apre i microfoni al primo cittadino della Capitale ignorando le critiche alla statua del giornale vaticano. E’ stato il Vaticano ad accendere la polemica con un articolo dell’Osservatore romano diretto da Gian Maria Vian, che fa sapere “urbi et orbi” che la statua non piace. Per nulla. “Pecca di scarsa riconoscibilità”, “il risultato non sembra all’altezza dell’intento”, e definisce il mantello della statua “una garitta, sormontata da una testa del Papa eccessivamente sferica”. Amen. Letto l’articolo, che, per alcuni prelati “mette in difficoltà il sindaco” e suona anche “come critica all’azione politica del Comune”, Alemanno ha preso carta e penna. Ha ricordato al Vaticano, con tanto di lettere firmate in mano, che sia il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio della cultura, sia l’archeologo Francesco Buranelli, segretario della pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, avevano visionato il bozzetto e dato il loro assenso alla realizzazione della statua.

Il Vaticano, in imbarazzo, ha risposto che prendere atto del bozzetto è una cosa mentre la realizzazione della statua un’altra. Ravasi non sapeva, si dice nei “sacri palazzi”, che Buranelli aveva “saltuariamente” fatto visita all’artista in laboratorio durante la realizzazione dell’opera. Con il seguito di incomprensioni e chiarimenti tra il Cardinale e l’archeologo. Ma è la Radio del Papa a sconfessare il giornale del Papa. E il sindaco Alemanno in un’intervista alla Radio Vaticana il giorno dopo le critiche dell’Osservatore Romano, ha spiegato:  “Non sta al sindaco fare il critico d’arte”. “La statua è stata scelta in base ad un’istruttoria fatta dalla nostra sovrintendenza che ha coinvolto tutti i pareri più autorevoli. La collocazione a Termini non è casuale: quella è la porta di Roma. Così lasceremo un segno indelebile”. Da una parte si stronca, dal’altra si dialoga.

Alla fine è toccato al direttore della Sala Stampa Vaticana e direttore della Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, placare le polemiche tra Vaticano e Comune. E non è la prima volta che i due organi di informazione della Santa Sede, uno ufficiale – il giornale – l’altro ufficioso – la radio – non sono in sintonia. E salomonicamente la soluzione verso cui i vertici ecclesiastici si stanno orientando, sarebbe quella di lasciare l’opera dove si trova. Ma con alcuni “ritocchi”.

Brutta è brutta forte...

Maglietta:  www.magliettefresche.it

Fonte: http://www.repubblica.it/

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