Chiamami T-shirt sarò il tuo abito da sera.

Super Glam....B.B. (Brigitte per tutti - t-shirt per tutte)

 

Sdoganata la semplice maglietta: 
“Ora è un capo elegante”

In maglietta bianca si potrà andare anche sul red carpet e perfino alla prima della Scala: nessuno si scandalizzerà. Basta che si tratti di una luxe T-shirt, il nuovo oggetto di desiderio per chi segue la moda. Meglio: per chi ha capito che essere nello spirito del tempo significa precisamente «non» essere alla moda, ma mescolare con gusto e senso divertito dello stile l’alto e il basso. Dunque, per quello che una volta si chiamava abbigliamento da sera, si può ricominciare proprio da una normale maglietta di filo, proprio di quelle a forma di T e con le maniche corte che, rubate all’abbigliamento intimo dei marinai americani della Seconda guerra mondiale, dagli anni Cinquanta in poi diventarono un simbolo di ribellione per i ragazzi che venivano chiamati teddyboys, e in seguito un pilastro per l’abbigliamento casual di tutti.

I segnali di un upgrading erano nell’aria, poi sono arrivate le passerelle: a Jil Sander, soprattutto, ma anche a Marc Jacobs, Balmain, Antonio Marras, Givenchy, il merito di aver mostrato quanto siano belle, dalle nove in poi, le T-shirt sopra una lunga gonna colorata magari di tessuto prezioso, sopra un paio di pantaloni di lamé o sotto un lungo gilé damascato in stile Settanta. Tra le prime a provarci davvero Kate Bosworth, la Lois Lane di «Superman Returns», che alla maglietta della salute bianca ha abbinato, per una serata di gala, una gonna fino ai piedi color vaniglia: accostamento cromatico azzardatissimo, ma il trend era lanciato.

La T-shirt è morbida, comoda e sta bene a (quasi) tutti; se è candida esalta istantaneamente il viso, con un colpo di luce più efficace di un trattamento di ossigenoterapia. Ma come osservano i santoni della moda, per esempio Roisin Murphy, buyer dei grandi magazzini londinesi Selfridges, interpellata dal «Financial Times», «quel che è cambiato è l’atteggiamento con cui, le magliette, la gente le sceglie e le indossa. Non c’è più nulla di “casual”, in tutti i significati del termine. La T-shirt aggiunge spontaneità e leggerezza all’abbigliamento da sera e ne riceve in cambio smalto e formalità».

Le luxe T-shirt sono di ottimo tessuto, spesso anche di tulle, e di taglio accortissimo: lo scollo non troppo profondo né troppo sacrificale, l’incavo della manica sapientemente calibrato. Il lato fastidioso della faccenda è che non sono più tanto economiche, da cui la frase «ma come, 100 euro per una maglietta?» che sempre più spesso risuona nelle boutique meglio frequentate. Lontani i tempi delle battagliere Fruit of the Loom, magliette di cotone che venivano vendute a prezzo politico in confezioni di tre o di cinque. Qualcosa della loro pratica sportività resta comunque nelle T-shirt delle grandi catene di distribuzione, e non è detto che il nuovo stile non possa cominciare anche da lì. Le globe-trotter della moda, quelle che viaggiano alla ricerca del meglio, dicono un gran bene delle James Perse di Los Angeles, per la loro morbidezza paragonabile a quella del cashmere: Jennifer Aniston è d’accordo con loro. L’arrivo anche in Italia dei primi negozi Gap e Banana Republic ha enormemente ampliato il ventaglio delle offerte, e la concorrenza non potrà che migliorare la quantità complessiva. E naturalmente vale la regola base: essendo la T-shirt, originariamente, un indumento intimo, setacciate con pazienza i negozi di lingerie, alla ricerca dei capi «di sotto» che meritano di essere sfoggiati anche «di sopra».

Quando vi sarete impratichite con la T-shirt bianca di sera, potrete cominciare a divertirvi sul serio. Usatela come una tela: aggiungeteci delle paillettes o un unico gioiello di grande effetto. Oppure provate a variare i colori: cominciate con i toni neutri, il beige, il nero o il mastice, e sperimentate con i rosa indiani, i pervinca o gli arancioni di stagione.

Ci sarebbe poi la moda delle magliette stampate con le facce di personaggi celebri, da Jimi Hendrix alla sempiterna Audrey Hepburn, da Bob Marley a Marcel Proust. Sappiatelo: proprio nessuno vi vieta di metterle anche dopo cena.

maglietta: www.magliettefresche.it

Fonte: Egle Santolini per lastampa.it  http://www3.lastampa.it

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    • Ale
    • 5 giugno 2011

    Le luxe tshirt? meglio se in serie limitata e meglio ancora se relizzate da artisti emergenti e che rispecchiano il proprio lifestyle…consiglio (ed indosso) anche tshirt ironiche abbinato a capi più eleganti!
    beh l’ultimo mio acquisto è una tshirt con una nuvola insolente 🙂 http://www.antemix.com/donna.html

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