Ibiza.

Tutto cambia; anche Ibiza

 Anche se non si è Levi Strauss può fare piacere ogni tanto giocare al “piccolo antropologo”. E quale miglior “Galapagos” a disposizione oggi, se non Ibiza?

Alla festa di apertura, con il mitico DJ Luciano ( prima volta che lo sentivo…) abbiamo avuto modo di scoprire diverse ma conformi realtà. Sotto un sole abbacinante, sin dalle 3 del pomeriggio, Ibiza chiamava Las Vegas, rispondeva Montecarlo, arrossiva Mikonos e l’eco si ascoltava a Marrakech. Gli stili si mescolavano sotto il sole e la musica faceva vibrare anche l’acqua delle piscine. Le trampoliere (molto V.Westwood)  fendevano la folla delicatamente e il giovane “vice-Luciano” sparava sapientemente decibel che andavano ad accrescere la peculiarità della fauna studiata.

Il convegno aveva trasportato sin lì donne bellissime dalle pelli diverse. Ragazze nate per danzare. Uomini dagli occhi chiari e capelli già impregnati di salsedine. L’organizzazione era da concerto di U2 o Rolling Stones o da finale da Champions ( che più tardi avrebbe messo ancora una volta tutti d’accordo riportando sulla terra i marziani che, usciti dalla bolgia, si sarebbero diretti nelle pizzerie per un bagno di normalità a base di televisione ). E i look, nel frattempo, si moltiplicavano…apparivano le prima magliette indimenticabili. Ma sarebbe stato troppo, anche per newsfromtshirts, trasformarsi in paparazzi d’accatto. Tutto doveva rimanere lì e solo lì; tra le vibrazioni e i privée laterali dove danzavano ninfe e ninfetti con la faccia di quelli che dicono ” noi siamo i VIP della serata…” ; dove la vita si fissava come in una istantanea felice e astratta, se non surreale.

Ushuaia non era più il nome di un hotel, nè quello della punta estrema del “fuego” d”Argentina. La tierra del fuego, piuttosto, era lì a Ibiza, in quella comunità di alieni per un giorno. In quella felicità per gli occhi -come attratti da uno strano gelato a più piani. E il palco? Un grande Barnum solo apparentemente casuale. Ballerine, mezzi fusti, busti abbronzati, sederi…deve essere così il purgatorio; dove si attende di capire se ci si divertirà in Paradiso o piuttosto si verrà scaraventati all’inferno.

E, quando il sole inizia a tagliare di sbieco, sulla piscina un brivido coglie la popolazione e anche l’antropologo per caso: che ne sarà di questo luogo quando la notte farà la sua comparsa?

Per saperlo davvero non resta che presenziare al prossimo baccanale. Come ha scritto Aldous Huxley: “ alcuni non trovano mai i propri antipodi;altri fanno un atterraggio di fortuna ( il mio caso…ndr)  altri trovano facile andare e venire a loro piacimento…”. Ecco; all’antropologo non rimane che pensare che sia “safe” andare e tornare; perchè quegli antipodi vanno visti e poi lasciati lì; perchè solo in questa maniera rimarranno vergini. E noi sani…

Marco Mottolese – newsfromtshirts – opening party Ibiza – 29 maggio 2011

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