Quella sua maglietta Santa…

Lui "da fa" s'è dato...

Il sangue di Wojtyla sulla maglia
indossata il giorno dell’attentato.

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/42133/ ( qui le immagini)

 Il vetro sotto il quale è stata stesa per conservarla meglio consente persino di osservare da vicino i buchi lasciati dalle pallottole di Alì Agca. A via Albergotti, civico 75, nella grande casa delle Figlie della Carità, si trova una reliquia di classe A, praticamente sconosciuta.

Si tratta della maglietta tutta inzuppata di sangue che Papa Wojtyla indossava il giorno dell’attentato, quel terribile 13 maggio 1981. Di per sé un comune indumento di cotone se non fosse per le cifre GP sull’etichetta. È stato custodito gelosamente e nel silenzio più totale in attesa della beatificazione. Attualmente è appeso ad un muro, dentro una specie di quadro, ma molto più prezioso di un quadro, in un’ala del grande edificio stile anni Cinquanta in cui sono conservati cimeli e ricordi della congregazione. Ma presto, molto presto, sarà trasferito nella maestosa cappella dell’istituto. «Eravamo consapevoli che prima o poi sarebbe divenuta una reliquia», sussurra suor Beatrice.

Scusi ma come è finita fin qui?
«E’ il dono di una signora che ha vissuto con noi gli ultimi anni della sua vita. Si chiamava Anna Stanghellini ed è scomparsa nel 2004 senza parenti. Anna ha lavorato al Gemelli come caposala in sala operatoria, ecco perché si trovò in possesso della maglietta appartenuta a Giovanni Paolo II».

E perché mai l’infermiera trattenne questa maglia?
«Anna mi raccontò che quel tardo pomeriggio mentre preparavano il Papa per farlo entrare in sala operatoria per salvargli la vita gli vennero tolti tutti gli indumenti. La t-shirt bianca tutta inzuppata di sangue finì in un angolo, in attesa di essere buttata assieme alle garze usate come tampone. Finita l’operazione chirurgica vide quella maglietta e la prese dal cesto senza dire nulla a nessuno e la trattenne. Questa reliquia se non ci fosse stata Anna noi non l’avremmo, sarebbe finita nell’immondizia, distrutta».

E poi?
«La maglietta la conservò senza dire nulla a nessuno fino al 2000, l’anno in cui me la consegnò. Ricordo che la teneva dietro della biancheria, avvolta in un asciugamano bianco. Quando la vidi restai sbigottita, ero senza parole, non sapevo cosa dire. Presi questo fagottino e lo misi al sicuro dentro un armadio, nel mio ufficio. Successivamente pensammo di metterla sotto vetro, studiando apposta un involucro speciale per conservarla, e così facemmo».

Siete in molti a conoscere dell’esistenza di questa reliquia?
«No, pochissimi. Fintanto che Giovanni Paolo II non verrà riconosciuto beato non si può nemmeno parlare di reliquia, né possiamo esporla al culto dei fedeli».

Ma siete sicure che questa sia davvero la maglietta indossata dal pontefice il giorno dell’attentato?
«Senza dubbi. Anche la Santa Sede ha certificato la natura e la provenienza di questo oggetto. Dopo la morte del pontefice decidemmo di portare il quadro in Vaticano. Era il 20 giugno 2005 e lo portai da sola; ricordo benissimo quanto fosse pesante perché mi dovetti fare tutte le scale per arrivare fin su nell’ufficio di monsignor Marini, il quale quando lo scartò sulla sua scrivania impallidì. Gli spiegai la storia, gli raccontai della signora Anna e di quando raccolse la maglia sporca di sangue dal mucchio dei rifiuti che altrimenti sarebbero stati gettati via dopo ogni operazione chirurgica. Gli aggiunsi che desideravo una specie di autentica. Monsignor Marini strabuzzò gli occhi dicendomi che quell’oggetto parlava da solo e non ne aveva bisogno. Tuttavia mi aggiunse che apparteneva al Santo Padre e, di conseguenza, mi pregò di lasciarlo. Lo avrebbe trattenuto fintanto che non fosse consultato. A malincuore lasciai in quell’ufficio quell’oggetto preziosissimo, unico, speciale e me ne tornai al convento con un groppo alla gola».

Però glielo hanno restituito..
«Fortunatamente sì. Quasi un mese dopo, giorno più giorno meno. Andai a riprenderlo ed ero talmente felice che non lo sentivo più pesare anche se quel quadro era piuttosto voluminoso. Ero felice come non mai. Mi sono fatta persino fare una fotografia nel Palazzo Apostolico mentre mi accingo a guadagnare l’uscita».

Fonte: http://www.ilmessaggero.it

maglietta: www.magliettefresche.it

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: