Magliette di carta, caratteri di ferro.

Scende in piazza con l’iniziativa “Ti stendo” il gruppo “Donne che si fanno sentire”. Un progetto in rosa per rivendicare i diritti delle donne

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Dopo anni di letargo, l’orgoglio femminile sembra essersi risvegliato. Erano necessari gli ultimi scandali politici? Era necessario che Ruby si prostituisse e che il Presidente del Consiglio si definisse una persona generosa che aiuta i bisognosi? Forse.

A una settimana dalla manifestazione “Se non ora quando?”, che il 13 febbraio ha riunito in Piazza del Popolo a Roma oltre 200mila persone, hanno ripreso vigore nuove iniziative sociali e culturali per rivendicare i diritti delle donne. Dopo aver attirato già la simpatia e la collaborazione degli abitanti del Pigneto, la scorsa domenica nel rione Monti, le ragazze del gruppo “Donne che si fanno sentire” hanno coinvolto il quartiere, i partecipanti e i passanti nel divertente e interessante progetto itinerante “Ti stendo”.

Un centinaio di magliette di cartoncino colorato sono state stese tra i palazzi della rinomata “Piazzetta” romana, come appena uscite dal bucato. Su ognuna, i desideri, i sogni, i messaggi e le speranze di giovani madri, studentesse, lavoratrici precarie ma anche di uomini e ragazzi che combattono, tutti i giorni, la stessa battaglia. “Sono Laura, ho 38 anni e voglio essere certa che avrò la pensione” si legge in una delle sagome. Un lavoro stabile con un contratto regolare, un sostegno economico per la maternità, l’accesso agli asili nido comunali, la possibilità di pagare un mutuo rateale, la fiducia in una legge “uguale per tutti”, sono solo alcuni tra i tanti altri desideri ancora irrealizzati appesi alla fontana.

L’iniziativa, apartitica e autonoma, nasce dall’indignazione di donne giovani, intraprendenti, tenaci e preparate che lottano per affermarsi nel mondo lavorativo e per vedersi riconosciute le proprie “qualifiche” che nulla hanno a che vedere con le misure o la taglia del reggiseno. Alla ricerca della partecipazione e della collaborazione di tutti per sensibilizzare, denunciare e stimolare idee e proposte legate alla parola FUTURO.

“Vogliamo espanderci creando una rete di scambio e di confronto per far sentire, sempre più forte, la nostra voce. Abbiamo creato un gruppo su Facebook e un blog per raccogliere le idee e i pensieri di tutte quelle donne, romane e italiane, che pensano sia loro diritto avere non la “beneficenza” del premier, ma un welfare adeguato, una rete di sostegno e assistenza e una serie di servizi per una vita dignitosa e felice” spiega Caterina Manzi, trentenne dell’Appia e ideatrice, con Fabrizia Ferrazzoli, Simona Ricci, Flavia Papurzo e Alice Mangione, del club “Donne che si fanno sentire”.

Il gruppo, come si può leggere sul blog delle ragazze, è sorto dalla condivisione della considerazione che sia arrivato il momento di trovare risposte concrete al malcontento italiano. Da qui la necessità di dialogare con i quartieri e con la gente che ne rappresenta l’anima. Ecco perché “Ti stendo” si propone come un’installazione itinerante tra i diversi municipi della città, con l’obiettivo di svegliare l’opinione pubblica e avvicinare le coscienze popolari alla consapevolezza dei propri diritti.

Un messaggio colorato di speranza e positività nel sogno di…STENDERLI TUTTI..

Fonte: http://www.parolibero.it/

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