D’Alema (intervista) capisce perfettamente cosa gli sia successo. Non è il primo non sarà l’ultimo. E’ un problema di leccapiedismo nei confronti di Berlusconi. Silvio è un mandante involontario, come spesso accade. O, comunque,un mandante preistorico. Nell’epoca in cui decise e SI decise tutto…formò la tribù; che ora cammina sulle proprie gambe…

Cadere è un attimo...se ti spingono a tradimento.

Come al solito,  Massimo D’Alema la sua vendetta la consuma a freddo. L’ex premier post comunista non aveva risposto lì per lì alla provocazione di Silvio Berlusconi, compiuta tramite telefonata alla trasmissione di Alfonso SignoriniKalispéra!”, in cui l’attuale premier si era lasciato andare alla solita trita e ritrita polemica contro il “pericolo comunista” in Italia, sostendo che i post comunisti di oggi, anche se vestono in cachemire, restano quelli di sempre.

IL D’ALEMA FURIOSO –  Oggi, Massimo D’Alema ha tenuto a chiarire che quella foto a Sankt Moritz finita sul settimanale gossip ‘Chi’ (diretto sempre dallo stesso Signorini) non e’ stata una vacanza ma solo una “toccata e fuga”. “Io non sono andato in vacanza a Sankt Moritz”, sostiene l’ex premier intervistato dal Riformista, “non che sia un crimine andarci?”. Certo che no, ma i comunisti, secondo la vulgata berlusconiana, se sono vicini al popolo più del Terminillo non possono permettersi, sembra di capire. “Sono andato in vacanza in un paesino dell’Engadina, meno costoso. A Sankt Moritz sono stato in gita. Non c’ero mai stato”. Già, ma D’Alema non è un comune mortale. Agli occhi di Mr. B. rappresenta ancora e sempre il capo dell’esercito del male o, se vi pare, “dell’Italia che odia”. D’Alema, poi precisa anche sulla definizione, che ha dato di lui Silvio Berlusconi, di “comunista in cachemire”. “La sciarpa che indossavo non era di cachemire, posso fargliela vedere. Il giaccone e’ un vecchio giaccone. Le scarpe le ho comprate da Decathlon, pagandole ventinove euro, possono testimoniarlo le tante persone che hanno fatto la fila con me”, ha detto. E qui D’Alema, a cui gli vogliamo bene, un po’ finisce per deluderci. Ma tant’è. Al Giornale, su quella foto hanno fatto un prima pagina da urlo. Tanto che Alessandro D’Amato scrisse su queste pagine: “Che vita di stenti e privazioni, verrebbe da dire parafrasando un fumetto. Quella dei giornali come il Giornale, ovviamente. Che, per scarsa fantasia, si trovano a dover riciclare un classicone dei tempi d’oro di Montanelli per riuscire a trovare un’apertura decente in un giorno di festa. Con Feltri non sarebbe mai accaduto!” Ma è successo, eccome.

Tanto il refrain è sempre quello...come se dicesse: grazie a dio in famiglia non abbiamo garibaldini...

IL DALAILEMA PENSIERO – ”Il punto non e’ la campagna qualunquista. Questo attacco non e’ casuale”, ha assicurato D’Alema, “e’ il segnale che Berlusconi pensa alle elezioni. Ma dice anche molto sul nostro sistema di informazione. Lui riesce a dominarlo”. Poi ci sono anche “gli oppositori” di Berlusconi che comunque ‘godono‘ se il premier attacca un avversario. “E’ mai possibile, ha sottolineato, “che, su giornali non vicini al premier, si debba aprire un dibattito se sia lecito per un esponente della sinistra trascorrere tre giorni sulla neve con la propria moglie in un albergo a quattro stelle?”. ”A Berlusconi, comunque, non e’ rimasta che la forza di imporre queste mascalzonate”, ha sottolineato, “per il resto, e’ finito, ha trascinato il paese al disastro“. Per la serie c’eravamo tanto amati.

Fonte: http://www.giornalettismo.com

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