Campidoglio-Ama, andata e ritorno.

I love papà...ma anche zia, zio, cugino, cugina, nonno, nonna,sorella, cugina della zia e pure della sorella, procugino, prozio, amo anche il fratello della nonna; ed il cugino del papà. E anche della mamma.E il nipote, mio di zia e di nonna.

Dal Comune all’Ama, e poi di nuovo al Comune come distaccato. È la brillante carriera di uno degli uomini vicini ad Alemanno, Paolo Serapiglia, ennesimo caso della Parentopoli che da settimane ormai, a Roma e non solo, è sulla bocca di tutti. Gianni Alemanno, in questi giorni, lo ha ripetuto spesso: «Non mi occupo di assunzioni, se chiunque ha commesso a mia insaputa delle irregolarità dovrà lasciare l’incarico», è stata la giustificazione del sindaco di fronte allo scandalo di Parentopoli. E una volta, in riferimento a Dario Panzironi, figlio dell’ad dell’Ama che lavorava nella sua segreteria e poi è entrato ad Eur spa (società all’ 80%del ministero del Tesoro, ma dove c’è come amministratore delegato Riccardo Mancini, uomo molto vicino al sindaco), Alemanno ha aggiunto: «Non posso sapere neppure quello che avviene nel mio gabinetto» .

Però, proprio nel suo stretto entourage emerge l’ennesimo caso di una storia – le assunzioni facili nelle aziende del Comune, per legami parentali, politici oppure per tutti e due – che sembra davvero senza fine. Serapiglia viene descritto come un «tecnico informatico» e, nello staff di Alemanno, è uno di quelli della «prima ora». In Comune, infatti, entra praticamente subito, non appena si insedia la giunta. Il centrodestra vince le elezioni il 28 aprile 2008 e la delibera di assunzione di Serapiglia (la numero 120) è del 18 giugno: contratto a tempo determinato fino alla scadenza del mandato elettorale del sindaco, categoria D, posizione economica D1, stipendio annuale lordo 23.024 euro. Serapiglia viene assunto, si legge nell’atto della giunta, nella «segreteria del sindaco per cooperare all’esercizio delle funzioni ad essa connesse» , ed è lo stesso Alemanno – con una nota del 5 giugno – ad aver «manifestato la volontà di avvalersi della collaborazione del sig. Paolo Serapiglia».

 

 Un deposito Atac (Ansa)

 

 Un deposito Atac (Ansa)Un uomo di fiducia, evidentemente. Che, però, a novembre del 2009 – poco più di un anno dopo la sua assunzione a tempo determinato – fa le valigie. Per lui, infatti, si aprono le porte dell’Ama, gestita da Franco Panzironi, amico e sodale di Alemanno, segretario generale della sua fondazione Nuova Italia, nominato all’Unire quando il sindaco era ministro dell’Agricoltura. Serapiglia, spiegano in Campidoglio, «è entrato dopo aver svolto una regolare selezione, perché all’azienda serviva quel tipo di professionalità». Sarà. In Ama, però, Serapiglia resta appena qualche mese, tanto era indispensabile la sua figura. Giusto il tempo di scavallare l’anno che, già nei primi mesi del 2010, da via Calderon de la Barca ritorna in Campidoglio, stavolta con la formula del «distacco aziendale» . E dove va a lavorare? Nel gabinetto del sindaco, naturalmente. Ma stavolta, con il contratto all’Ama garantito.

Alessandro Capponi
Ernesto Menicucci
Sul Corriere della Sera in edicola, Cronaca di Roma a pagina 2

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