Assange arrestato, la rivolta degli hacker .

Wikileaks sanguina...Assange nelle mani della giustizia...

Il fondatore di Wikileaks Julian Assange si è consegnato oggi alla polizia britannica, che lo ha tratto in arresto in base al mandato spiccato dall’Interpol per l’inchiesta di stupro aperta in Svezia.

Per il portavoce di Assange l’arresto del fondatore di Wikileaks è un attacco contro la libertà dei media. Che non fermerà le attività del gruppo.

Resa concordata
Stando a quanto precisato da Scotland Yard, Assange si è presentato questa mattina alle 9.30 a un commissariato di polizia di Londra, come concordato con i suoi legali, e dovrà comparire in giornata davanti alla corte di giustizia di Westminster, chiamata a decidere sulla sua estradizione in Svezia.

Il 18 novembre scorso, la magistratura svedese ha spiccato un mandato di arresto nei confronti dell’australiano di 39 anni per interrogarlo “su ragionevoli sospetti di stupro, aggressione sessuale e coercizione” commessi ai danni di due donne nell’agosto scorso.

Il 1 dicembre scorso, l’Interpol ha diffuso nei 188 Paesi membri dell’organizzazione la “richiesta di mandato di arresto a fini di estradizione” ricevuta dalla Svezia. Due giorni dopo, però, la Svezia è stata costretta a emettere un nuovo mandato di arresto, per rimediare ai vizi procedurali contestati da Scotland Yard, che non aveva potuto procedere all’arresto.

Ieri, il legale Mark Stephens aveva fatto sapere di aver avviato i contatti con la polizia britannica per un incontro volontario. Nei giorni scorsi, Assange ha fatto sapere di essere pronto a contestare l’estradizione in Svezia, perchè potrebbe portare alla sua consegna agli Stati Uniti.

Il giorno del giudizio
Tutto e’ pronto per l’immissione in rete del ‘file’ ‘Giorno del Giudizio’ di Wikileaks, ma l’organizzazione anti-segreti di Julian Assange non ha ancora intenzione di scatenarlo. Lo riportano fonti del Guardian. Wikileaks aveva minacciato di rendere pubblico un codice segreto che avrebbe offerto la chiave per aprire la ‘cassaforte’ di documenti riservati dell’organizzazione se Assange fosse stato arrestato.

La rivolta degli hacker
Un gruppo di hacker, “Operation Payback”, afferma di aver lanciato con successo oggi attacchi informatici contro PayPal e PostFinance, in risposta alla chiusura delle donazioni per Wikileaks e del conto dello stesso Assange in Svizzera.

“La banca svizzera (PostFinance) che ha chiuso il conto a Assange e’ stata tirata giu’ oggi con un Ddos attack (negazione del servizio, lo stesso lanciato in piu’ occasioni contro i domini di Wikileaks in questi giorni, ndr)”, recita un annuncio del gruppo su Twitter. Qualche ora prima, un altro assalto informatico era stato lanciato contro PayPal, sempre da Operation Payback. Le due società non hanno confermato la notizia.

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/

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