Sbarcano a Pitti le t-shirt dei diversamente abili .

Iniziativa da premiare.

C’è un mondo a cui la stragrande maggioranza delle persone non guarda. C’è un mondo che comunica con un  linguaggio tutto suo, sconosciuto ai più. E c’è un altro mondo che sa cogliere certi segnali – forse perché in qualche modo gli è vicino – e magari prova a renderli visibili. A tutti.
Un connubio davvero particolare che vede attore un gruppo di disabili bergamaschi presto protagonisti a Pitti Moda con una collezione di magliette ecofriendly e non solo. I disegni, i simboli sulle t-shirt (foto a destra) provengono dalla strada: sono i segnali che in tutto il mondo clochard, rom e altra umanità senza fissa dimora lasciano in particolari spazi di vita per comunicare tra loro.
Chi l’avrebbe mai detto che l’insieme di queste persone, di solito ai margini sociali, riuscisse ad approdare alla mecca della bellezza, del fashion? Eppure da tempo ci hanno scommesso alla cooperativa la Perla nera che gestisce un servizio dedicato a disabili e minori in difficoltà, il servizio Ergolab, già diventato un marchio che dà lavoro a 14 giovani diversamente abili: un laboratorio ergo-terapico aperto nel 2005 al Patronato San Vincenzo di Sorisole.
Ci ha scommesso Fabio Benigni, giovane educatore, che ha fatto sviluppare l’attività di Ergolab, puntando sulla serigrafia specializzata sulle t-shirt, su altro merchandising e quindi su vere e proprie linee di abbigliamento. L’anno scorso il primo successo: le magliette col logo “Lalumachinamod” (dalla corrente Mod, modernismo, con il suo simbolo, ovvero un bersaglio stilizzato, blu, bianco e rosso, unito a una lumachina che, per quanto lenta vuole richiamare il movimento, il movimento anche nelle difficoltà) sono entrate nel mercato della grande distribuzione. 
Adesso un ulteriore balzo in avanti: l’invito a Pitti Modaprima, che si terrà a Milano dal 27 al 29 novembre dove Ergolab presenta una collezione di abbigliamento con nuovi disegni e anche nuovi materiali: “Abbiamo puntato sul cotone cento per cento, sul made in Italy cento per cento, e su una serie di disegni presi a prestito dalla strada, dai 42 simboli internazionali che sono codici e linguaggio per chi vive on the road (ma davvero, non per sfizio) a Milano, New York, Londra… Abbiamo proposto la collezione (ne abbiamo anche una in cachemire per l’inverno) a Pitti che  la presenterà all’appuntamento milanese per la media e piccola distribuzione internazionale: è la prima volta che Pitti punta su un marchio che proviene da un servizio di utilità sociale”.
Cosa si aspettano Fabio Benigni ed Ergolab (sta aprendo un sito www.ergolabstyle.com) dalla passerella milanese? “Ci aspettiamo di poter, grazie a questa attività se andrà bene, dare lavoro ad altri giovani con problemi”.

Fonte: http://www.bergamonews.it/

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