Facebook generation guida la protesta.

Scuola sì, guerra no…! (Bella l’immagine, bella l’idea…)

Occupazione parte da licei e web, ‘Scontri? useremo iPhone’.

ROMA – Annunciano battaglia sfilando dietro uno striscione dal quale spuntano a malapena le loro chiome gelatinate. E’ la generazione dei nuovi ‘ribelli’ che organizza i cortei su Facebook, contro la riforma della scuola, occupa gli istituti e promuove convegni sulla lotta alle mafie. La generazione dei ”fratelli minori” che occupa i licei mentre i piu’ grandi, gli universitari, temporeggiano. Oggi a Roma, nella giornata internazionale dello studente, sono stati i quindicenni a guidare il corteo fino a piazza Montecitorio, deviando dal percorso ufficiale. E a seguirli c’erano gli universitari, i ‘fratelli maggiori’ che fino allo scorso anno erano i veterani della protesta anti-Gelmini.

”Governo precario, generazione di precari. Vediamo chi cade” e’ stata la scritta sullo striscione di apertura della manifestazione: una nuova sfida lanciata dall’esercito di arrabbiati e ancora sbarbati. A Palermo negli slogan nessun riferimento ai ”nonni” dei movimenti di 30 o 40 anni fa e per chi cerca un nome collettivo per loro e’ un bel problema: per ora il loro coordinamento si chiama semplicemente ”studenti indisponibili”. A Roma, come in altre citta’, via i ‘rasta’ o la kefiah: oggi vestiti griffati, abiti scuri in stile ‘emo’ o jeans consumati. Nessun mito di riferimento, ne’ nuovo ne’ in eredita’. La loro protesta suona, asciutta e diretta, nella lingua degli short messages, lo stile T9 che impazza su Facebook. E sui cartelli gli slogan sembrano i post nei social network, ingenui, immediati estemporanei: ”Noi il presente della conoscenza. Voi la protesi dell’ignoranza” o ”Non saremo mai come voi ci volete”. E si citano scrittori allora meglio rivolgersi al cantore dei disillusi, dei ragazzi ”Fight Club”, Chuck Palahniuk con l’interrogativo gia’ risposta:”Da quando futuro e’ passato da promessa a minaccia?”.

Cartelli e frasi che inseguono un furgone, dal quale fuoriesce la musica dei Chemical Brothers, dei Prodigy remixati con gli ormai ‘vecchi’ 99 Posse. E questi ragazzi hanno voglia di capire la realta’. Cosi’ al Virgilio, uno dei licei occupati di Roma, gli studenti organizzano dibattiti sul ‘caso Terzigno’, la lotta alle mafie e il post-terremoto in Abruzzo. Al liceo Visconti, invece, hanno annunciato lezioni di filosofia con i prof domani a piazza Montecitorio. Davanti all’istituto e’ stato esposto uno striscione che dice ‘No al calcio moderno’. ”Perche’ e’ fatto solo di marketing e soldi”, spiega Agostino. Il liceo e’ anche gemellato con una scuola di Milano in un progetto dal titolo ‘Make school, not war’, per svolgere una ricerca che dimostri ”la differenza tra la quantita’ enorme di fondi spesi per la guerra e le missioni di pace e i pochi spesi per la scuola”.

Il ’68 delle bombe carta o dei fiori nei cannoni e’ preistoria. La Pantera che imitava il 68 e’ lontana. Oggi i ribelli junior avanzano verso Montecitorio, contro i cordoni della polizia, muniti scudi di gommapiuma e ”la cultura”, ovvero cartelli con sopra scritti i titoli dei classici dell’umanita’: ”La Repubblica” di Platone, ”Furore” di Steinbeck, ”Il sole nudo” di Asimov”. Sono pacifisti e pacificatori tecnologici. ”E in caso di scontri o di sgomberi delle occupazioni da parte della polizia – dicono sicuri anche sulla rete- piu’ che a reagire saremmo stati pronti a scattare foto con l’I-Phone e a ‘taggarle”’.

Fonte: Lorenzo Attianese per Ansa.it

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