Grattacieli e parchi galleggianti . E’ sul mare la città del futuro

Non è che non ci crediamo...ma il davvero il mare accetterebbe tutto cio?

Il piano avveniristico di una società giapponese. Nuclei da 10-50 mila abitanti costruiti intorno a torri interamente edificati sull’acqua. Autonomi per le risorse energetiche, in grado di riciclare tutti i rifiuti e “pulire” anche l’Oceano, difese da paratie. “Pronti a partire nel 2025”.

Dall’alto somiglieranno a giganteschi gigli d’acqua, in realtà saranno vere e proprie città che galleggeranno sull’Oceano Pacifico e potranno ospitare da 10.000 a 50.000 persone. Una soluzione per chi intenderà, nel prossimo futuro, andare a vivere in città fluttuanti dominati dalle tecnologie verdi e dove i gas serra che vengono emessi dalle metropoli terrestri dei nostri giorni saranno abbattuti del 40 per cento.

Ad ideare questa città da sogno ci ha pensato la società giapponese Shimizu che l’ha chiamata Green Float. Ogni città sarà una cellula a sé stante che sarà libera di navigare sull’Oceano Pacifico in prossimità dell’equatore, dove non si formano gli uragani, ma potrà unirsi anche ad altre cellule-città via via più grandi. Secondo un’idea futuristica – e fantapolitica – quando una città avrà raggiunto una certa dimensione potrà trasformarsi in un vero e proprio Paese con una propria costituzione, tale da rendersi indipendente da ogni Stato posto sulla terraferma.

Il cuore di ogni singola città sarà un grattacielo che svetterà per circa mille metri dal livello del mare, ma molte persone abiteranno tutt’attorno ad esso. Una serie di pianure e di boschi daranno modo di coltivare e allevare gli animali che offriranno tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza dei cittadini. La città verrà costruita su un’isola artificiale in lattice a forma di nido d’ape, del peso di 7.000 tonnellate. Anche la grande torre centrale non necessiterà della terraferma per essere costruita in quanto essa sarà composta da leghe di magnesio i cui componenti verranno estratti dall’acqua di mare. Anche i vari elementi che assemblati daranno vita alla città verranno costruiti direttamente in mare aperto.

Ogni città fluttuante riciclerà interamente i propri rifiuti, ma non solo: navigando per l’oceano potrebbero fare propria la sporcizia oggi presente e trasformarla in energia per l’isola stessa.

Spiega Masaki Takeuki della Shimizu Corporation: “L’ubicazione delle Green Float è un elemento vincente. E’ stato scelto l’equatore perché il clima è generalmente molto stabile. La temperatura al livello del mare si aggira attorno ai 28° C, ma a 900-1000 m d’altezza essa scende a 26°C e dunque risulta accettabile per viverci per tutto l’anno. Proprio sull’equatore non si formano i tifoni e dunque è difficile che si creino condizioni ambientali particolarmente pericolose. Tuttavia, in caso di onde anomale o altri eventi estremi, una serie di paratie proteggerà l’isola”. Per difendere  persone, animali ed edifici da grandi ondate, ad esempio, sono state pensate membrane elastiche che si troveranno in prossimità di lagune poste a 30 metri d’altezza. Inoltre mura da 100 m attornieranno le parti più importanti dell’isola fluttuante.

Quando si potrà comperare il primo appartamento? La Shimizu vuole sperimentare la prima città fluttuante entro il 2025 e sembra che gli acquirenti non manchino già ora.

Chi si prenota?

Fonte: http://www.repubblica.it

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