‘Le straordinarie avventure di Pentothal’

Il corvetto di Pazienza per decorare una indimenticabile citazione di Proust.

Pentothal e’ un personaggio nato dalla matita di Andrea Pazienza che si aggira tra le manifestazioni del ’77, i cortei e l’universita’ occupata, tra i sogni, le illusioni e le contraddizioni di un’intera generazione ma anche del suo autore: a distanza di 33 anni, Fandango Libri ripubblica Le straordinarie avventure di Pentothal, l’opera prima che consacro’ a soli 21 anni questo geniale artista che verra’ ricordato non soltanto per la quantita’ di opere che riusci’ a realizzare ma anche per la volonta’ di confrontarsi con tutti i materiali e i generi espressivi, non ultime le locandine dei film (fu l’indimenticabile autore del manifesto de La citta’ delle donne di Fellini). ”Quando si entra nelle straordinarie avventure di Pentothal troviamo Andrea Pazienza che sogna. Con una frequenza che ne e’ la caratteristica principale – scrive Enrico Palandri nell’introduzione al libro a fumetti -. Le vicende cascano dalla cima delle sue tavole sul suo corpo sdraiato, piene di momenti drammatici, allucinati, che appaiono per il tratto cosi’ immaginoso del disegno, fantastici e fuori dal mondo, ed erano al contrario l’ordinario disastro della vita universitaria bolognese negli anni Settanta. Agguati fascisti, spacciatori, camionette della polizia”.

Tutti questi avvenimenti Pentothal li registra in un flusso continuo in cui la cronaca si piega costantemente alle esigenze dell’inconscio, alla dimensione onirica e si fa stato di incoscienza. Il linguaggio e’ un fiorire di slang, onomatopee, neologismi e sgrammaticature (”Bruffalo Bill”, ”Oh!Oh!Oh! Joint la gatta non e’ piu’ ora e’ sepolta sotto il bambu”’).

L’andamento e’ ipnotico, ogni disegno e’ uno scorcio su una dimensione sconosciuta, il tratto grafico e’ una felice anarchia espressiva che unisce l’urlo di Munch e suggestioni della Pop art. Tutte caratteristiche che hanno fatto di Pentothal – ma anche degli altri personaggi inventati da Pazienza come Zanardi, Pertini, Pompeo, il Partigiano – un’opera letteraria unica nel panorama mondiale del fumetto, un mezzo espressivo diverso che offri’ a Pazienza potenzialita’ narrative insperate. E lui ha saputo sviscerarle, reinventando lingua e stile nel corso della sua vita breve e intensa (e’ morto il 16 giugno 1988, a 32 anni) facendo raggiungere al fumetto una legittimazione artistica indiscutibile. ”I fumetti di Andrea Pazienza sono universali e sintetici come i versi di Shakespeare”, questa l’ipotesi da cui parti’ il regista Renato De Maria per il film Paz!, mentre lo scrittore.

Pier Vittorio Tondelli, lo defini’ come ”qualcuno che riusci’ a rappresentare il destino, le astrazioni, la follia, la genialita’, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del ’77”.

Fonte : Titti Santamato per ansa.it

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