Post Taggati ‘ web ’

Non più tanto #Anonymous.#Freeanons

monnalisa

Anche un capolavoro può diventare anonymous

 

 

Anonymous, hacker in rivolta su Twitter:colletta sul web all’hashtag #freeanons

Hacker e utenti di twitter in rivolta per gli arresti del gruppo italiano accusato di aver agito all’ombra di Anonymous. Per i quattro è stato attivato anche un link internazionale per la donazione di soldi per il supporto legale. Sul social network è nato da questa mattina l’hashtag #Freeanons.

«Siamo tutti Anonymous, complici gli arrestati oggi!», scrive un utente,e un altro si chiede se «Anonymous reagirà o li lascerà soli?». Molti ripetono il celebre slogan «non si può arrestare un’idea».

graffiti

Graffito Anonymous a Spoleto

Sveglia, dice il muro, ma in realtà la sveglia di un Anonymous può essere molto dura di questi tempi.  Potrebbe aprire una porta e trovarsi davanti (come è accaduto)  la polizia postale che ti arresta. La Rete sta prendendo le sembianze della parola che la definisce. Rete. Rete da pesca. Pesca di anonymous. Arresti.

Come accade nelle mattanze la Rete rischia di bucarsi, e per ognuno di questi arresti il rischio emulativo è alto. La gestione della “cosa” -anche legata all’infantilismo italiano relativo al web- e ad un certo fascismo innato nei nostri modi di fare. Blando, ma preciso.

Che dire; attenti tutti. A ciò che scrivete, a ciò che dite, che comunicate. Una idea non si può arrestare, certo, ma un anonymous si.

 

M.M. per newsfromtshirts

 

 

 

 

 

Internet: arriva “DateTheMillionaire”, social network della ‘bella gente’ . #idee

La maglietta di ordinanza di coloro che accederanno al nuovo social network…

 

Sbarca in Italia DateTheMillionaire.com “il social network piu’ esclusivo, con foto e informazioni personali, ma con ingresso riservato ai soli appartenenti al club”. Gli aspiranti membri subiranno un’attenta selezione, poiche’ i promotori mirano ad aggregare “soltanto” quella che definiscono “la bella gente”. Per far parte degli “happy few” si paga una quota di iscrizione. Lo comunica DateTheMillionaire.com, in una nota. Scopo del social network, spiegano i promotori, e’ “consentire lo scambio di informazioni, facilitare la ricerca di un partner per una relazione formale o informale o per un amicizia e promuovere quindi gli incontri tra le persone”, ma “contrariamente ai siti d’incontri tradizionali che di solito sono sovraffollati poiche’ l’iscrizione avviene senza una cernita iniziale, DateTheMillionaire.com seleziona i propri iscritti in base a criteri ben precisi”. Ogni domanda di ammissione, spiega la societa’, “viene valutata attentamente. Lo scopo e’ quello di mantenere un adeguato standard di qualita’ e proprio per questo motivo i responsabili del portale DateTheMillionaire.com esaminano l’attendibilita’ delle fotografie e dei dati e fanno una piccola ricerca online prima di inserire nel proprio network un nuovo membro”.

Fonte: http://www.adnkronos.com

“Questo messaggio si autodistruggerà”: è tempo delle informazioni usa e getta .

E finalmente i segreti rimarranno tali...a meno che...

 

Si chiama OneShar ed è un nuovo servizio Web in grado di inviare comunicazioni che si cancellano dopo la prima (e unica) visualizzazione. L’ideale per le notizie segrete e per evitare di lasciare tracce su server e hard disk. L’unico rischio è l’errore umano…

 

Privacy, segretezza, sicurezza: l’informatica del terzo millennio vive la sua paranoia da Grande Fratello e qualcuno cerca di fornire le soluzioni per evitare “leaks”. E’ il caso del nuovo servizio OneShar, che permette di inviare un messaggio ‘sicuro’ tramite Internet che verrà cancellato una volta visualizzato sul browser. L’idea, in effetti, permette di eliminare molti fattori di rischi legati ai tradizionali sistemi di comunicazione. Email, sms e messaggi in chat hanno il brutto vizio di rimanere memorizzati sul dispositivo che li riceve, consentendone la lettura a chiunque vi metta le mani sopra. Un messaggio che evapora dopo la lettura offre una bella garanzia di sicurezza e si dimostra utile per numerosi scopi.

Il funzionamento è semplice: una volta collegati al sito (anche attraverso l’app per smartphone) basta cliccare sul pulsantone blu “Create One Now” e inserire il messaggio. Quest’ultimo viene crittografato, memorizzato sui server di OneShar e collegato a un URL che viene visualizzata in qualche decimo di secondo. A questo punto basta inviare il link al destinatario e il gioco è fatto. Il messaggio sarà visibile solo al primo collegamento: immediatamente dopo verrà cancellato senza alcuna possibilità di recupero. La sicurezza è garantita in ogni fase della comunicazione, sia attraverso la crittografia del messaggio, sia attraverso l’utilizzo del protocollo https utilizzato dal sito. Visto che il servizio è gratuito e non richiede alcuna registrazione, non è possibile collegare il messaggio al mittente, né tantomeno recuperare un messaggio smarrito. L’unico rischio è che il messaggio con l’URL venga intercettato e visualizzato prima da qualcun altro.

In tempi di intercettazioni, fughe di notizie e gaffes digitali il successo di OneShar è assicurato. Forse può risultare un po’ troppo laborioso per chi vuole intrattenere corrispondenze amorose clandestine ‘in tutta sicurezza’ e, per il momento, non permette di inviare file e immagini. Tra i rischi rimane da considerare la possibilità del classico errore umano. Nulla impedisce, infatti, che il destinatario copi il messaggio e lo salvi in un file di testo vanificando tutte le precauzioni prese dal mittente. In un mondo in cui capita di vedere password scarabocchiate su un post-it appiccicato al monitor, è pur sempre un rischio da mettere in conto.

 t-shirt  : www.magliettefresche.it

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Semina valori e raccogli lavori, anche in rete.

Segnala articolo da non perdere!

 

È una crescita esponenziale. È data dalla moltiplicazione di sempre più persone in rete, ognuna che pubblica informazioni e dagli strumenti che facilitano la comunicazione in senso orizzontale, tutti con tutti. Cercare di orientarsi è di una complessità disarmante. La rete così si espande e per chi crea un’opera artistica (testo, foto, disegni, video) diventare visibili e mantenere l’attenzione è un desiderio che sembra impossibile da raggiungere.

Focalizziamo l’attenzione sull’informazione in rete, un tema di grande importanza. Proprio in questi giorni il dibattito è più effervescente che mai e il professore Giovanni Boccia Artieri in uno dei suoi ultimi post afferma che: “La logica di fondo che contrappone il valore dei media tradizionali e delle figure professionali istituzionalizzate ad un disvalore deterministicamente prodotto dall’amatorialità diffusa di massa nel web, non mi convince fino in fondo”.

Lo pensa Antonio Casilli

 
 

Non convince nessuno, allora iniziamo a distinguere tra quantità e qualità, quest’ultima in termini assoluti e relativi.

Qtyqly

Il grafico vuole dimostrare che la qualità è peggiorata in termini relativi (è sempre più difficile trovarla) ma in termini assoluti è verosimilmente aumentata per via dei contributi di persone, libere e diverse, che si aggiungono alla discussione. Il testo di qualità si deve quindi far largo in una marea di altre parole.

Il valore in rete riesce a trovare il suo pubblico? Sì, ma con pazienza. In rete la comparazione nel breve termine fallisce: chi vuole emergere deve lavorare di più. C’è anche un altro problema che non possiamo nasconderci, ossiah l’impazienza. Poiché Internet è realtime, vogliamo subito vedere il feedback da coloro che dovrebbero apprezzare l’opera creativa. Se passa qualche ora e i dati statistici non schizzano verso l’alto, arriva la depressione e puntiamo l’indice accusatorio sulla confusione.

In realtà il tempo tra la semina e il raccolto si è allungato. Tra una fase e l’altra bisogna lavorare a lungo nella produzione, nella promozione intelligente e costante nel tempo, senza esagerare la sovraesposizione.

Fino a quando bisogna curare il proprio lavoro? Non si finisce mai, però la cura assidua deve durare almeno fino a quando i link entranti sono così costanti da conferire una linfa vitale alla nostra opera. Sono questi link che rendono la proposta dell’autore oggettivamente valida.

È proprio una forma di impollinazione reciproca tra persone, che si realizza con il lavoro e con l’attenzione del pubblico. Quest’ultimo ha una soglia critica di attenzione più alta rispetto al passato ma di certo non è sparita.

Il grado di separazione tra le persone in rete è molto basso: si possono raggiungere con pochi click, però trovare chi tra queste ha valore per noi richiede molto tempo e attenzione. È importante che per valore s’intenda non quello che l’autore conferisce alla sua creatività, ma quello che il pubblico percepisce. Qualsiasi pubblico, soprattutto quello di domani. Bisogna fare bene quello che si fa oggi per raccogliere bene quello che arriverà domani. Gli esempi, anche locali, non mancano: per professionisti come Luca Conti e Mafe de Baggis, il domani è già arrivato.

Per chiudere con la metafora, potremmo dire che chi sa usare le parole con esattezza conosce con precisione il significato di una quantità enorme. Tale quantità ha quindi per forza di cose una relazione con la qualità. Un testo di qualità è la concretizzazione di un’idea attraverso la selezione delle migliori parole impiegate per la spiegazione.

La selezione (ossia l’attività di filtro) è sempre più meritocratica perché è in capo a ogni singola persona del pubblico; ora è lenta ma la qualità aumenta e alla fine emergerà, anche in rete.

Fonte: http://massimochiriatti.nova100.ilsole24ore.com

Twitter: @massimochi

 

 

 

 

 
 
 

HACKER! BUCATO NELLA NOTTE IL SITO DELL’INTERPOL – IL CASO WIKILEAKS RISCHIA DI SCATENARE UNA GUERRA INFORMATICA.

Uncina il pianeta! I pirati sono tornati...medioevo prossimo venturo?

IL MONDO STA PER SUBIRE ACCELLERAZIONI IMPENSATE…

Ho saputo stanotte che il sito dell’Interpol è stato bucato dagli hacker. Ho gli screenshot della home page bucata, che non pubblico qui ora perchè non è questo il punto. Ma la mia fonte è bene informata: mi ha spiegato che “la vulnerabilita’ e’ un XSS (Cross Site Scripting, errore molto banale da parte di Interpol…) sommato al reverse engineering dell’algoritmo che gestisce l’aggancio a fotografie dall’esterno”. Un linguaggio tecnico complicato per i non addetti ai lavori, ma è chiara una cosa: persino l’Interpol – che sicuramente custodisce nelle sue banche dati informazioni top secret – non è capace di garantirsi un sito a prova di hacker.

Questo rende bene l’idea di quanto siano esposti i segreti nell’era digitale, di quanto sia difficile tenerli tali. E stiamo scoprendo che il pubblico può usare Internet e trasformare la Rete in uno strumento potente per ribellarsi ai propri governi, che sono in balìa dei sistemi informatici per tutta la loro rete di informazioni, più o meno sensibili. L’unica è che chi detiene il potere mantenga una posizione equilibrata e democratica, senza violare diritti fondamentali come la libertà di espressione. “Western Democracies must live with leaks” (le democrazie occidentali devono saper convivere con le fughe di notizie) scriveva l’altro ieri il Guardian. Ordinare l’abbattimento di Wikileaks e ancora peggio del suo fondatore non è un atteggiamento democratico e men che meno equilibrato. Ovvio che, nell’era di Internet, questo non venga accettato e il popolo della Rete si inalberi. 

Gli hacker sono per lo più normali cittadini esperti informatici con un’etica ben dichiarata: si battono per cause come quella di Wikileaks (e se qualcuno non conoscesse la causa di Wikileaks, consiglio la lettura della sua sezione “ About“, riportata anche nei vari siti mirror). Ma possono rapidamente passare dalla parte del torto e tra di loro molti diventare “cattivi”, se si instaura un clima di guerriglia informatica.

La violazione del sito dell’Interpol di stanotte significa che potremmo avere presto una moltiplicazione di “cablegate”, con conseguenze inimmaginabili: perchè gli hacker del mondo si stanno alleando per solidarietà dopo l’arresto di Julian Assange e il blocco delle donazioni al suo sito. E lo stanno facendo in due modi diversi: uno etico, di protesta civile, che è comunque molto potente: sono in tantissimi ad abbandonare per esempio l’abbonameno a PayPal, il sistema di pagamento online che su richiesta degli Stati Uniti ha improvvisamente smesso di funzionare per pemettere le donazioni sul sito di Wilikeaks.  Questa forma di protesta, di ribellione popolare, per “punire” Paypal alla fine potrebbe avere la meglio e la scelta di PayPal potrebbe rivelarsi un boomerang. 

L’altro modo di ribellarsi esula invece dall’etica hacker e finisce nell’illegalità: come l’operazione di accesso negato (denial of service) nei confronti della Mastercard, che oggi si ritrova tutti i siti del mondo bloccati, un disservizio per tanti utenti. Ed è solo un assaggio di quello che potrebbe succedere. D’altra parte, se il solo soldato Bradley Manning, l’americano di 23 anni, è riuscito a inviare a Wikileaks salvati su un dischetto tutti quei documenti riservati scaricati mentre stava al suo computer nella sua base militare in Iraq, penetrando con facilità i database dei diplomatici e dando il via al cablegate, immaginate i “danni” che potrebbero fare centinaia di migliaia di cittadini digitali arrabbiati per l’accanimento delle autorità contro Wikileaks e contro il suo fondatore, competenti di informatica al punto da essere già stati in grado di bloccare o penetrare le banche dati di tutte le principali organizzazioni del mondo, dalle poste svizzere a PayPal, alla Visa, la Mastercard, fino ad arrivare al sito dell’Interpol, la polizia internazionale che ha spiccato il mandato di cattura per Assange (e non si fermeranno qui)?

Vale la pena trasformare Assange - che non è un hacker, ma un citizen-journalist con il pallino del giornalismo “scientifico” che documenti eventuali misfatti pubblici  - in un eroe di Internet e spingere i suoi sostenitori informatici a fare la guerra a chi lo attacca? Forse questa guerra non s’ha da fare. Speriamo che qualcuno abbia il buonsenso di fermarla e di abbassare i toni dello scontro. La soluzione non è bloccare Wikileaks e arrestare Assange. Quella è solo una miccia che, se lasciata accesa, rischia di fare scoppiare una vera bomba.

Fonte: Anna Masera per lastampa.it

Morte Paul, giallo Maradona:ex ct avrebbe esultato sul Web alla morte del polpo…

La mano di Dio non accetta mistificazioni...

 ”Se abbiamo perso i Mondiali, è stata colpa tua”

BUENOS AIRES – Un giallo corre sul Web. Avra’ o meno Maradona esultato per la scomparsa del polpo Paul? In un testo reso noto via Twitter, l’ex ct se la sarebbe presa con il polpo ‘indovino’, dicendosi “contento” per la sua morte. “Se abbiamo perso i Mondiali, è stata colpa tua” era scritto nel testo.

Il cefalopode più famoso del mondo è stato capace, durante il torneo in Sudafrica, di azzeccare tutti e gli otto risultati su cui era stato chiamato ad esprimere un pronostico, scegliendo tra due contenitori con i colori delle squadre che si affrontavano, entrambi con all’interno un mollusco per lui appetibile. Il tasto dolente per Diego è che tra i risultati indovinati da Paul c’é stata la capitolazione per 4-0 di fronte alla Germania nei quarti di finale, il 3 luglio, che ha significato per la ‘Seleccion’ dire addio a Sudafrica 2010.

Poco dopo la diffusione del testo attribuito a Maradona, fonti a lui vicine, hanno smentito categoricamente le affermazioni sottolineando che l’ex pibe de oro ”non è su Twitter e non sono pertanto sue le affermazioni sulla morte del polpo Paul”.

Il polpo, simbolo dei primi Mondiali in Africa quanto le infernali vuvuzelas, è morto in questi giorni nel parco acquatico Sea Life di Oberhausen, in Germania.

Fonte:  ansa.it

Macchianera Blog Awards 2010

Si è appena concluso, a Riva del Garda, il festival promosso e organizzato da Macchianera che premia i migliori blogger dell’anno. Un ottimo punto di partenza per fare una panoramica delle migliori piattaforme di informazione “interattiva” presenti nel panorama italiano.

L’evento si è concluso non senza sorprese e ci da l’opportunità di approdare nei meandri nascosti (ma non troppo) del web per imparare a conoscere la realtà dei blogger, sempre piu diffusa grazie al suo approccio immediato con i lettori e al suo modo diretto di raccontare la realtà.

Una delle sorprese piu clamorose è stata sicuramente il premio per il miglior fiasco (c’è chi l’ha chiamato “il blog andato a puttane”..) assegnato a Daniele Luttazzi, forse per le grandi aspettative che si avevano nei confronti di un personaggio televisivo che ha sempre fatto parlare molto di se…forse perchè accostato troppo frettolosamente all’altro comico che ha fatto del blog il suo veicolo di informazione maggiore e che, al contrario, ha riscosso da sempre un enorme successo, Beppe Grillo.

Senza sorprese è stato invece il premio per miglior blog dell’anno assegnato a Spinoza, pungente e accurato occhio critico della nostra quotidianeità, premiato sia come miglior blog collettivo che come miglior blog 2010. Curioso che il miglior blog della rete Italiana sia privo di immagini e analizzi con ironia e capacità critica le vicende sociali e politiche, segnale che, forse, qualcosa si stia svegliando nel nostro paese o, forse, segnale che i blog vengano seguiti da quelle masse  che qualcuno definirebbe comuniste e rivoluzionarie tanto bramose di sapere…

Tra i blog artistici c’è da segnalare il miglior blog per la fotografia andato a Paolo Virzì, regista de “La prima cosa bella” come si legge alla prima apertura della sua pagina (forse un po troppo autoreferenziale?) che mette a disposizione della rete la sua capacità di critica fotografica “visionaria” proponendoci una panoramica di foto tutte accompagnate da un suo commento che inizia con “ho visto…”, un ottimo espediente narrativo figlio del suo mestiere di regista che trasforma un semplice blog in una pagina di intrattenimento vera e propria.

Non ci dobbiamo dimenticare però le origini del blog stesso che vanno ricercate anche e soprattutto nell’informazione. Sempre piu giornali all’interno del loro sito inseriscono blog, personali o della testata, per raccogliere le opinioni dei lettori e per esporre le proprie opinioni in maniera più libera. E’ il caso de “Il fatto quotidiano” premiato come miglior blog di testata giornalistica grazie anche alla copiosa presenza sui social network e alla grande risposta dei lettori nei confronti del quotidiano nato online e poi su carta stampata. Tra le sue “tastiere” (perchè ormai non si parla più di “penne”) quella di Marco Travaglio e di innumerevoli scrittori, filosofi, magistrati, giornalisti e blogger che rendono questa piattaforma una finestra opinionistica a 360 gradi.

Tra le testate giornalistiche premiate anche Repubblica.it per il miglior servizio mobile, al quale va riconosciuta la leadership per quanto riguarda la varietà nelle forme utilizzate per dare notizie (video, opinioni, blog e articoli su ogni tema trattato) realtà anch’essa molto presente all’interno dei social network.

Altri premi sono stati assegnati come miglior blog politico a Nichi Vendola (a mia memoria l’unico blog politico fatto da politici degno di nota), miglior blog tecnico-divulgativo ad Andrea Beggi, miglior blog vignettista a Stefano Disegni, biglior blog grafico a Pensoscrivo, miglior blog sportivo a Storie di calcio, miglio blog ecologico a Ecoblog, miglior blog televisivo a TvBlog, miglior blog culinario a Giallo Zafferano.

E il blogger dell’anno? Alessandro Gilioli, giornalista dell’Espresso, che con il suo blog d’autore “Piovono Rane” offre ai lettori brevissimi ma pungenti articoletti accompagnati da foto e video con una costanza di aggiornamento da fare invidia a qualsiasi redazione giornalistica.

E poi non potevamo non citare il premio per il Miglior Social Network o Servizio per i Blog andato a WordPress, la nostra piattaforma alla quale facciamo i nostri complimenti e ringraziamenti.

La manifestazione presentava anche una serie di eventi, molti dei quali curiosi e con piu seguito delle aspettative come ad esempio “12camp”, meeting finalizzato ad insegnare a uomini e donne a camminare su tacco 12…

Si sa il mondo e bello perchè vario e nel mondo dei blogger la varietà si fa sentire!

Aspettando che venga inserita la categoria “Miglior blog di News su T-shirt” vi invitiamo ad alimentare la vostra voglia di sapere girando per i blog segnalati, ad aprire un vostro blog e sperimentare questa nuova forma di comunicazione e, perchè no, a continuare a seguirci dandovi l’appuntamento al prossimo anno.

Buon blog a tutti!

News from T-shirts

Svezia, annullato il mandato di cattura contro il fondatore di Wikileaks.

I ragazzi ( della Cia...ndr) mentono...

STOCCOLMA – La procura svedese ha emesso e poche ore dopo annullato un mandato di cattura per stupro e molestie nei confronti del fondatore del sito Wikileaks, Julian Assange. Il direttore delle comunicazioni della procura svedese, Karin Rosander, aveva confermato nel primo pomeriggio il mandato di cattura emesso nei confronti di Assange: “Possiamo confermare che è ricercato”, ha detto Rosander, spiegando che il mandato era partito la scorsa notte. Ma a metà pomeriggio il provvedimento è stato annullato dalla stessa procura.

“Sulla base delle attuali informazioni non vi sono più le basi per sospettare che abbia commesso uno stupro” ha dichiarato un’altra portavoce della procura, Eva Finne senza fare riferimento alle altre accuse, di molestie sessuali, che erano state mosse contro il fondatore di Wikileaks nel mandato d’arresto. Assange pertanto, ha concluso la procura, “non è più sospettato di stupro e molestie. Tutte le accuse a suo carico sono state cancellate” e il fondatore di Wikileaks “non è più ricercato”.

Il trentanovenne australiano guida il sito di informazioni segrete finito nell’occhio del ciclone per la recente pubblicazione di 77mila documenti riservati del Pentagono sulla guerra in Afghanistan e proprio la settimana scorsa dalla Svezia aveva detto di essere pronto a pubblicare altri 15 mila documenti top secret.
Assange aveva subito smentito le accuse, lasciando trapelare l’idea di una sorta di “punizione” per la sua attività pubblicistica. In una mail spedita al quotidiano svedese Dagens Nyheter da una località sconosciuta, il fondatore di Wikileaks ha scritto:  “Perchè queste accuse emergano proprio ora è una domanda interessante, non sono stato contattato dalla polizia, queste accuse sono false”.

 Fonte: Repubblica.it

La campagna “sticazzi” viene lanciata con una maglietta, ovviamente!

Non elegantissima ma eloquente!

Veloci, rapidi, intelligenti eccoli quelli di “Sticazzi” pronti a “succhiare le ruote”  al fenomeno delle coatte di Ostia….bellissimo marketing, ragazzi. Speriamo che la gente, al momento opportuno, cioè al momento dell’acquisto della bella maglietta estiva, non dica mai…e sticazzi!

L’incredibile ascesa di un clochard cinese. Povero ma bello, ora stella del web.

Gli starebbe bene questa maglietta...al clochard cinese. Parola di newsfromtshirts.

Un uomo irresistibile viene spesso definito “Bello e dannato” e lui dannato lo è davvero dopo una vita vagabonda per la strada. Si chiama Chen Guorong ed è un clochard cinese, sfortunato e povero nella vita reale, ma nella sua esistenza virtuale è invece una star. L’uomo oggi ha 34 anni e nel 1996 si trasferì nella città di Nongbo, nella Cina orientale, in cerca di un lavoro per mantenere moglie e figli.

Ma non fu fortunato. Niente lavoro e così prese a fare una vita da clochard. Finchè un fotografo non mise su internet alcune foto dell’uomo. Un successo immediato, con uno stuolo di fan innamorate del nuovo Jhonny Depp cinese. Ora Chen è una star: ha fatto da modello per una campagna pubblicitaria e ora pare che verrà prodotto un film sulla sua vita, sulla base del romanzo scritto dal cugino di Chen. Insomma parecchi soldi girano attorno a Chen, un po’ meno nelle sue tasche: ora vive a Nanchang, dove è nato, nella provincia di Jiangxi. Ma si dice che soffra di seri problemi mentali, forse è schizofrenico.

Sex symbol suo malgrado, Chen ha un senso estetico innato. Nelle foto in giro sulla rete ha un look trasandato chic, quello che le star amano definire “shabby” (trasandato, appunto). E’ quell’aria casual che hanno attori come Johnny Depp o l’inglese Jude Law e ancora il Brad Pitt ultima versione (quella pantaloni larghi e barba incolta per capirci).

Ma mentre per gli attori in questione il look shabby è frutto di ore di make up e di consulenze con stilisti e look maker, per Chen si tratta di vita vera. Barba incolta e occhi scavati sono “nature” e non artifici del look. Eppure è diventato una moda e il marketing ha già fiutato l’affare: il sito di e commerce cinese Tao Bao ha messo in vendita una linea di abbigliamento ispirata a Chen. Ovviamente, un successo.

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it   

Cheng Guorong. Per gli amici "Brother Sharp".

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 8.386 follower

%d bloggers like this: