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Marina B. ci prova…moriremo berlusconiani…

Piccola solo di statura ovviamente...come Iena sembra grande...

Marina da…sbarco.

La paginata di Marina Berlusconi sul Corriere è una prova tecnica di discesa in campo? Un’intervista che più politica non si può, con distribuzione di cetrioli per tutti, dall’ingrato Vito Mancuso a Fini, trapassando un De Benedetti che nasconde sotto il tappeto di ‘Repubblica’ l’insider trading di famiglia, come la “Pravda dei tempi d’oro”, non poteva non sollecitare dubbi e interrogativi.

Che vuole fare da grande la primogenita di Berlusconi? Vista l’inedita grinta da Evita Peron, non è che sotto sotto cova la voglia matta di prendere il testimone del settantatreenne Papi? Risposta esatta, direbbe il fu Mike. La paginata del Corriere è il primo passo. Il secondo appartiene alla pura metodologia berlusconiana: commissionare alla fidata Ghisleri un sondaggio. E vedere che effetto fa una eventuale Marina in campo al paese dei berluscones.

2 – LEGGINA AD AZIENDAM ED IL RUOLO DELLA P3 DEI VERDINI-CARBONI-MARTINO
Marina Berlusconi alias Biancaneve ha detto al Corriere (vedi l’intervista che si può ancora trovare in home page sul sito DAGOSPIA) che la legge sul famigerato condono da 450 milioni tra la Mondadori e lo Stato è stata fatta a favore di tutte le aziende e non solo per Segrate. Bene, oggi la Biancaneve di Arcore andrà a leggere quanto scrive Giovanni Bianconi, sempre sul Corriere?

Dalle inchieste è saltato fuori che “Arcangelo Martino – uno dei tre arrestati per la presunta associazione segreta di cui sono accusati, insieme a Flavio Carboni e Pasquale Lombardi anch’essi in carcere, gli esponenti del Pdl Denis Verdini, Marcello Dell’Utri, Nicola Cosentino e Giacomo Caliendo – il 19 agosto ha fatto chiamare il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e ha parlato del suo ruolo nel «gruppo di potere occulto» ipotizzato dai magistrati.

Ammettendo che effettivamente nelle riunioni a casa Verdini si discuteva del destino del Lodo Alfano alla Corte costituzionale e della causa milionaria tra la Mondadori e lo Stato; spiegando che il nome in codice «Cesare» usato nelle telefonate indicava Silvio Berlusconi e il «vice-Cesare» era Dell’Utri; svelando una confidenza sulla compravendita dei voti in Senato per far cadere il governo Prodi, nella scorsa legislatura”.

Fonte: Dagospia.com

Lo striscione anti Berlusconi. Ma anche le magliette a suo favore…

Mettiamoci d'accordo...questi dicono "meno male che Silvio c'è"!

Questi invece scrivono in cielo: " Silvio ci hai rotto li gommoni"...

Un aeroplanino monomotore a ala alta, decollato da Lavinio, ha sorvolato il litorale laziale tra Anzio e Nettuno trascinando uno striscione con su scritto ‘Silvio ci hai rotto li gommoni’. L’iniziativa e’ di un gruppo di studenti che, per loro stessa ammissione, non appartengono ad alcun partito. (Ansa)

Ecco: l’Italia come sempre è divisa in due. Chi ama “il” Silvio e chi lo detesta. Come andrà a finire? (ndr)

 

L’appello del falco: ‘Presidente, recuperi anche me!’

Fabio Granata, finiano, così titola sul suo sito www.fabiogranata.com una lettera aperta a Silvio Berlusconi che nasce a seguito delle voci odierne che danno per braccati i cosidetti finiani…per ogni finiano dieci deputati pdl dovranno darsi da fare per: scovarlo, convincerlo a tornare all’ovile e redimerlo…altrimenti, forse, sopprimerlo.

Con Fabio Granata, se leggete quando ho appena scritto sul suo sito, sarà molto dura…

Comunque la maglietta lo esprime bene: il mio cuore appartiene a un falco. Dice.Non vogliamo regalarla questa sera a Fabio Granata questa maglietta emblematica?

Un falco che evidentemente vuol bene all'Italia...

Caro Presidente Berlusconi,

ho letto della sua volontà di recupero, sotto la sua ala magnanima e protettrice, dei ‘finiani moderati’…  a parte che lei (ed è la sua parte, mi creda, che maggiormente apprezzo) non è mai stato moderato in niente e riconoscendo in questo qualcosa che ci accomuna profondamente, so per certo che i moderati non le stanno simpatici neanche un po’.

E allora, mi ascolti, recuperi i falchi. Mi recuperi!!!

In fondo basta poco: inizi convincendosi che Dell’utri (con annessi eroi) Cosentino e famiglia, Verdini e commensali non le sono esattamente di grande utilità lungo il difficile percorso di costruzione di una grande forza europea e modernizzatrice.

Mi ascolti. Li faccia dimettere e li reimpieghi in altre delle sue molteplici attività: hanno capacità e relazioni, seppur pericolosissime, utili a quasivoglia impresa, tranne alla più nobile: quella politica.

Poi ci proponga una riforma della giustizia che velocizzi i processi, senza farli andare in prescrizione, dando giustizia sia alle vittime che agli innocenti e dia risorse ingenti e nuove professionalità e strumenti alle Procure e alle forze dell’ordine, magari smettendo di insultare le prime e trovando i soldi per gli straordinari alle seconde.

Metta definitivamente da parte scudi, lodi e leggi ad personam: vada, invece, alla fine del suo mandato, a difendere davanti ai giudici il suo onore e la sua sacrosanta volontà di rivendicazione della sua trasparenza.

Il 19 luglio, poi, lasci stare il Premio Aznavour e venga con noi in Via D’Amelio a ribadire all’Italia chi sono gli eroi, senza se e senza ma!

Inoltre applichi alla politica del suo Governo il suo indiscutibile amore per la bellezza italiana, espellendo senza bisogno di probiviri, chiunque proponga condoni e sanatorie, avviando la più grande azione di ripristino della bellezza e del paesaggio di tutti i tempi, bloccando cemento, pale eoliche e speculazioni edilizie, con buona pace di cricche e mafie.

Non le chiedo, pur non essendo moderato, di sostituire i triumviri con Bocchino, Briguglio e Granata poiché con questa operazione perderebbe molte colombe finiane e non sarebbe un buon consiglio, ma almeno sostituisca gli attuali attraverso un sorteggio tra tutti i parlamentari del Pdl: se esclude gli ex An (che, oggettivamente, potrebbero aggravare la situazione) non potrà che rilanciare il partito, chiunque venga sorteggiato.

Oppure, con decisionismo schimttiano nomini Fabrizio Cicchitto: è leale senza essere servile, è uno dei pochi ad aver letto qualche migliaio di libri, è ironico e, mi perdoni Presidente, è anche romanista come me (quindi abituato anche alle sconfitte)!

Sostituisca poi, la prego, Capezzone… lo mandi al Grande Fratello e metta al suo posto Mara Carfagna: bella, onesta, di buona famiglia, intelligente.

Due ultime richieste: richiami Kakà e Sheva e ridia il Milan a Leonardo, riconquistando così, oltre il falco padre,la falchetta Andrea, milanista che non gliele ha mai perdonate.

Infine, vada a trovare Gianfranco Fini (dopo aver spostato Feltri a dirigere Chi, dove farà cose egregie) e gli chieda scusa per tutto, iniziando a pensare che in politica la discussione, il confronto, la trasparenza, la legalità non sono il demonio ma l’unico metodo per far diventare un grosso partito, un grande partito per “far bene cose di interesse comune”.

Presidente, in attesa della sua risposta, ho il dovere però di sottolinearle l’unico rischio della mia piattaforma: ‘ritrovarci’ con un Pdl fatto da 34 deputati e 10 senatori. Sono i rischi dell’audacia!

Contro tutti i moderati e i moderatismi, hasta la Victoria Presidente.

Fabio Granata (falco)

E con ciò il “falco” Granata con Berlusca ha chiuso. Per sempre!. (ndr)

La Tulliani-dynasty: mamma e fratello gossip, politica e Rai.

Forse era meglio Papi...che dici Ely? ( Ovviamente detto dalla nostra assoluta neutralità)

Il primo a capire che nella politica italiana stava facendo irruzione una nuova risorsa narrativa, ancora una volta è stato Dagospia. E’ infatti il famoso sito di gossip che prende a martellare, in tempi non sospetti, molto prima che esca fuori la storia dell’appartamento di Montecarlo, sul clan Tulliani. Lo fa alla sua maniera, irridente, sarcastica, avvelenata al punto giusto.

E’ Roberto D’Agostino a rivelare per primo che la quasi-suocera di Fini, la signora Frau, 63 anni, è appena sbarcata alla Rai come produttrice tv e ha venduto un programma a RaiUno: 183 puntate da 50 minuti l’una, ciascuna alla cifra di 8120 euro, per un totale di 1 milione e 485 mila.

Un anno prima, sempre Dagospia aveva raccontato che anche Giancarlo Tulliani, il quasi-cognato, fratellino della compagna di Fini, era approdato in Rai come produttore tv. Scriveva maligno Dago che Tulliani jr era stato ribattezzato in Rai «mignolo d’ascolto» per il flop. E aggiungeva con rara perfidia: «Era il dato Auditel che tutti i dirigenti Rai aspettavano avendo assistito increduli alle rimostranze del giovane produttore che voleva il suo programma “Italian Fan Club Music Award’s” addirittura in prima serata».

Il clan Tulliani va alla ribalta, dunque. Mamma, fratello, e poi, lei, lady Tulliani, ex show girl, ex fidanzata di Luciano Gaucci, ex giocatrice di straordinaria fortuna al Superenalotto. Inevitabili, vista l’area, i riferimenti al clan Petacci che imperversava dietro le quinte del potere ai tempi del Regime. «Tulliani è convinto che il suo futuro sia ormai la televisione ed ha pronto anche un pacchetto di film da vendere a Rai Cinema, dicono gli “addetti ai lavori”. Con grande padronanza di sé ricorda a tutti chi è e dove vuole arrivare», scriveva ancora Dagospia.

E qualche giorno dopo aggiungeva che Fini aveva incontrato il produttore tv franco-tunisino Tarak Ben Ammar, già socio del Cavaliere, proprio perché erano in vista «sinergie» con il giovane Tulliani. Già, dove vuole arrivare questo giovane Tulliani che quando frequentava casa Gaucci nel settembre del 2000 si fece nominare vicepresidente della Sanbenedettese e poi presidente della Viterbese (società di calcio che Gaucci, patron del Perugia, comprava a raffica) ad appena 23 anni? Le malelingue raccontano che lo si vede un po’ troppo spesso nei ministeri a perorare i suoi vari affari.

Ma se Giancarlo balza solo oggi agli onori delle cronache (e avrebbe tanto sperato di rimanere inosservato nel suo quartierino di Montecarlo dove paga, pare, un affitto di 1500 euro al mese) è Elisabetta, la compagna del presidente della Camera, madre delle sue due figlie, immancabilmente ribattezzata dagli antipatizzanti «la zarina», su cui si sa molto di più.

E’ stata una show girl, ma senza grande successo: qualche comparsata qua e là dietro Giancarlo Magalli. Si è data anche lei al calcio, dietro Lucianone, ma non ha lasciato tracce indimenticabili nel football.

Ci ha provato anche con la politica. Come ha raccontato il «Riformista», nel 2004 assieme a Gaucci andò a conferire con Sandro Bondi, che era il coordinatore di Forza Italia, per strappare una candidatura alle Europee nel partito di Berlusconi. La candidatura non arrivò; Gaucci poco tempo dopo – non prima di averle intestato alcune proprietà, ma la questione è molto controversa e ci sta provando il tribunale civile di Roma a fare chiarezza – scappò a Santo Domingo; lei nel 2007 fu scoperta dai paparazzi che s’accompagnava a Fini.

Cattive le parole dell’ex fidanzato, tornato alla ribalta, e secondo il suo avvocato ormai teleguidato dal clan berlusconiano, tornando sulla questione delle vincita miliardaria al Superenalotto: «Tutte le case che le ho comprato, le ville, i terreni… Si figuri che con quella fame di soldi che ha Elisabetta e tutta la sua famiglia, che ha sempre avuto, mi da la metà a me. Aveva fame di soldi. Stava con me per i soldi, mica per altro».

Il resto è cronaca politica.

FRANCESCO GRIGNETTI per www.lastampa.it

“Festa in Brasile con le ballerine” E’ giallo sulla notte di Berlusconi.

Le uniche parole che sento uscire dalla tua bocca: BLA BLA BLA !!!

 

SAN PAOLO
Non sono bastate le barzellette spinte raccontate davanti agli imprenditori brasiliani riuniti per sentirlo parlare di business, barzellette in cui si parlava senza mezzi termini di “ciulatina” con tanto di invito a diffidare di chi non sa ridere. Il premier Silvio Berlusconi nella sua visita ufficiale brasiliana conclusa in realtà da due giorni con sosta a Panama prima del rientro in Italia continua a far parlare di sè.

Il principale quotidiano del Paese del samba, “O Estado de Sao Paulo”, dopo aver pubblicato una foto del Cavaliere con la bellissima miss Italia Brasile nel mondo se ne è uscito con uno scoop che è rimbalzato ben presto anche fuori del Brasile. In un lungo articolo incoronato dalla foto di Alexandra Valença, una ballerina di lapdance, il giornale brasiliano racconta di un dietro le quinte che sarebbe seguito agli impegni ufficiali e che avrebbe visto il premier come protagonista. Una festa privata con sei ballerine nella suite di un hotel di lusso.

Le ragazze sembra non sapessero per che cosa fossero state ingaggiate: «Ci avevano detto – racconta una di loro – che avrebbero presentato il progetto di un programma televisivo italiano e che volevano delle brasiliane». Le ballerine da portare al cospetto del Cavaliere sono state scelte da un certo Valter, che si è qualificato, in buon portoghese, come «un imprenditore italiano».

Paolo Manzo per www.lastampa.it
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