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A Carnevale anche una maglietta può fare solidarietà

 

 

A l’è turna Carlevé: Ivrea si appresta a vivere le giornate più intense dell’anno e, come sempre, alla vigili della festa si moltiplicano le iniziative, anche benefiche.

Spritz immagine & comunicazione, azienda con sede in città, impegnata nel campo della comunicazione e dell’abbigliamento, ha presentato un prodotto dedicato al Carnevale eporediese: la t-shirt “A l’è turna carlevé”.

La maglietta è disponibile nel colore bianco con disegno multicolore sul petto, nelle taglie da adulto e bambino, proposta in una pratica scatola in cartone al prezzo di 10 euro.

«L’iniziativa – spiegano i suoi ideatori Andrea Mazzola ed Elena Mirandola – ha anche uno scopo benefico poiché parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione CasaInsieme Onlus, associazione di volontariato senza fini di lucro attiva dal 1999, che ha fondato e gestisce l’Hospice di Salerano Canavese».

Il disegno originale della maglietta è stato eseguito da Elena Mirandola, giovane illustratrice eporediese diplomata all’Istituto Europeo di Design, che si occupa di grafica e pittura.

L’opera rappresentata sulla maglietta ha lo scopo di raffigurare tutte le entità del Carnevale eporediese in un tono di distaccata ironia, racchiudendo le mura della stessa città in un’enorme arancia dimezzata, simbolo univoco della battaglia carnevalesca.

«I colori accesi e lo stile spiccatamente carnascialesco dell’illustrazione – commentano Mazzola e Mirandola – invitano al sorriso e alla spensieratezza, qualità che il Nostro Carnevale sa ancora regalare a chi lo vive in prima persona e a chi lo viene a vedere per la prima volta».

E’ inoltre prevista la tiratura limitata di pochi pezzi dell’illustrazione stampata su tela, il cui ricavato sarà anch’esso devoluto in parte in beneficienza.

La t-shirt è in vendita nel negozio Spritz di via Quattro Martiri 12 e sul sito internet http://www.cipensaspritz.com.

 

(di Federico Bona – fonte: localport.it)

Una maglietta per chiedere tutela

Una maglietta e delle catene. Questa la contestazione portata avanti da Ignazio Cutrò e Valeria Grasso per chiedere ascolto da parte dello stato.

Ancora una volta la maglietta fa…protesta

Bivona, quasi quattromila anime in provincia di Agrigento. Lì nasce e si consuma la vicenda di Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano che ieri insieme alla collega palermitana Valeria Grasso si è incatenato, in segno di protesta, davanti al Viminale per chiedere una maggior presenza dello Stato, un aiuto concreto per la situazione in cui versa, dopo aver denunciato i mafiosi che chiedevano il pizzo. «Lo Stato italiano mi ha prima usato per istruire un processo al gotha mafioso del bivonese e della bassa quisquina e poi mi ha abbandonato al mio destino. Ora basta, fino a quando non mi sarà restituito il mio lavoro, la mia sicurezza e la mia dignità di imprenditore che ha denunciato Cosa nostra, io rimarrò incatenato davanti al Ministero dell’Interno. Se la mafia non mi ha ancora ucciso allora mi lascerò morire di fronte all’indifferenza delle istituzioni» (leggi qui maggiori info. sulla vicenda dell’imprenditore Cutrò). Ieri un folto gruppo di persone si è radunato attorno ai due imprenditori coraggio e anche una delegazione parlamentare si è recata sul posto.

«Finchè il Ministro dell’Interno non ci riceverà e non ci metterà per iscritto che risolverà i problemi, che prima di schierarci con lo Stato non avevamo, noi rimarremo qui, incatenati, per tutto il tempo che servirà». «Fino a oggi nessuna richiesta di ammissione a programma è stata formulata nei confronti né di Cutrò né di Grasso. Pertanto nulla può la Commissione sui programmi di protezione, in assenza di un’attivazione dell’autorità giudiziaria» – ribattono dall’ufficio del sottosegretario del Ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano (leggi qui il comunicato del Ministero).  Da quando ha denunciato il racket Cutrò ha trovato sbarrate le porte del libero mercato, si è sentito isolato nel luogo in cui vive con la sua famiglia e opera con la sua impresa. Così a cosa serve avere macchinari nuovi, un sostegno formale se poi sul territorio quell’impresa non decolla più, per ritorsione e paura da parte del libero mercato che libero non è?

«Vorrei solo continuare a fare il mio lavoro – ha dichiarato qualche giorno fa a Libera informazione l’imprenditore agrigentino – poter continuare a mantenere la mia famiglia. Ho denunciato il racket ma non posso per questo trovarmi in una situazione peggiore di quella precedente. Ho lanciato un appello per mettere in vendita i miei organi poichè non ho altro modo per far fronte a tutte le difficoltà economiche che si stanno presentando». Ieri – dopo il sit-in di protesta  e uno scambio di botta e risposta fra comunicati stampa del Ministero dell’Interno e i due imprenditori -  è avvenuto l’incontro con Mantovano. Il sottosegretario -  si legge in una nota presente sul portale on line di Ignazio Cutrò – «si è impegnato, in primis, a recuperare i soldi che i due imprenditori hanno in sospeso con la Prefettura». Cutrò e Grasso non chiedono denaro, in realtà, ma soltanto di poter ricominciare a lavorare e al sottosegretario hanno palesato le difficoltà in cui si trovano a vivere. Mantovano ha chiesto un promemoria delle difficoltà vissute dai due imprenditori “antiracket” per poter così intervenire. «io voglio soltanto riprendere a lavorare per vivere serenamente e non sentirmi bussare alla porta dalle banche – ha affermato Cutrò. Se in questi anni, da quando ho deciso di denunciare, non ho più lavorato, è soltanto per colpa della mafia». Una azienda da far ripartire in un territorio ostile in cui tutti ti fanno terra bruciata perchè hai scelto di stare dalla parte dello Stato ma anche  una situazione precaria che riguarda la sicurezza personale e della sua famiglia.  «Il servizio – ha detto Cutrò – non viene effettuato con mezzi idonei. Io, mia moglie e i miei figli non ci sentiamo sicuri. Io godo della protezione, anche se subdola, ma la mia famiglia no».

Per maggiori informazioni e seguire gli sviluppi della vicenda di Ignazio Cutrò -  Ignaziocutrò.com

(articolo di di Norma Ferrara; fonte: articolo21.org)

“Oltre la moda, dentro la t‐shirt”. Il libro digitale che celebra la maglietta

 

Presentato il libro digitale che propone alcune riflessioni socio‐culturali su uno dei capi che ha maggiormente influenzato la storia della moda. Premiati i tre vincitori della T‐shirt Competition realizzata in collaborazione con l’Istituto Marangoni. BuyVIP (www.buyvip.com), lo Shopping Club online che propone moda e lifestyle, ha presentato il libro digitale “Oltre la moda, dentro la t‐shirt”, un originale percorso alla scoperta della t‐ shirt, della sua evoluzione storica e del suo ruolo quale strumento di comunicazione ed espressione contemporanea.

Il T‐Book si apre con una riflessione sulla storia della t‐shirt e si interroga poi sulla t‐shirt che verrà, esplorandone le potenzialità in termini di simbologia e linguaggio. Questi contributi sono curati da Diana

Murek e Giusi Lara, docenti di Fashion Design dell’Istituto Marangoni, la rinomata scuola di moda e design fondata nel 1935 a Milano.

“Oltre la moda, dentro la t‐shirt” raccoglie inoltre l’esperienza di BuyVIP T‐shirt Competition, il concorso che BuyVIP ha lanciato in collaborazione con l’Istituto Marangoni e ha coinvolto centinaia di giovani talenti, invitati a liberare la propria creatività attraverso la personalizzazione di una t‐shirt. La seconda parte del libro è infatti dedicata ai 29 finalisti del concorso, i cui lavori sono stati oggetto di un’accurata analisi psicosociale a cura della psicologa e psicoterapeuta Francesca Campostrini che ha osservato le diverse t‐shirt ricostruendo lo stato d’animo di chi le ha create e di chi le sceglie per indossarle, confermandone la forza espressiva.

“La t‐shirt è un capo irrinunciabile in ogni guardaroba e in ogni collezione. E’ uno dei capi che ha segnato la storia dell’abbigliamento e, per sua natura, è particolarmente adatta a esprimere opinioni, emozioni e persino sogni. Ci è sembrato il tema perfetto per attivare la community di BuyVIP, da sempre sensibile alle tendenze più innovative e ai segnali che arrivano dalla moda”, ha commentato Franco Gianera, Managing Director di BuyVIP Italia. “Con la T‐shirt Competition e il T‐Book festeggiamo un anno davvero ricco di soddisfazioni, in cui siamo riusciti a consolidare il nostro business e ottenere dei risultati decisamente positivi. Oggi ci troviamo in una posizione di leadership tra i siti di e‐commerce italiani, come testimonia l’acquisizione di BuyVIP da parte di Amazon”.

“Partecipare a questo progetto con BuyVIP è stato per noi emozionante, perché ci ha dato la possibilità di vedere la creatività dei giovani applicata a uno dei capi più basici e sempre irrinunciabili”, ha commentato Roberto Riccio, Group Managing Director dell’Istituto Marangoni. “Una tavola bianca, da sempre utilizzata come mezzo d’espressione personale. Il sostegno della creatività e dei giovani talenti è da 75 anni nel DNA di Istituto Marangoni”.

I vincitori della T‐shirt Competition

Lanciata nell’estate 2010, la BuyVIP T‐shirt Competition ha invitato giovani creativi e aspiranti designer a disegnare la propria t‐shirt partendo da un modello base, con fondo bianco o nero. Le creatività dei 29 finalisti, selezionate da una giuria formata da esperti dell’Istituto Marangoni e di BuyVIP, sono state realizzate e messe in vendita sul sito BuyVIP per un periodo di due mesi, dal 26 luglio al 26 settembre 2010.

Sono stati quindi i soci della community di BuyVIP a scegliere i tre vincitori: Giuseppe Fiolo si è aggiudicato il primo premio con “Change”, lavoro nato dalla grande passione per la musica e la tecnologia, Michela Lorenzetti si è classificata seconda con “Cuore di lupo”, rivisitazione della favola di Cappuccetto Rosso, Valentina Manfredini ha conquistato il terzo posto con “It’s only a t‐shirt”, creazione semplice che ammicca all’osservatore.

A Giuseppe Fiolo, vincitore assoluto, è stato offerto un corso estivo di tre settimane in Image Consultant presso la sede di Londra dell’Istituto Marangoni.

Informazioni su BuyVIP: Fondata a Madrid nel 2006, BuyVIP.com ha lanciato nello stesso anno i suoi siti in Spagna e Germania, estendendo l’offerta al pubblico italiano nel 2007. BuyVIP.com è una community di acquisti online nel settore moda e lifestyle con oltre sei milioni di iscritti in Paesi come Spagna, Italia, Germania, Austria, Olanda e Portogallo. Gli iscritti possono usufruire di offerte valide per un periodo limitato su quantitativi ristretti di prodotti di moda e fashion di alta qualità, selezionati fra oltre 500 marche come Tommy Hilfiger, Converse, Timberland, Pepe Jeans, Calvin Klein e altre. Gli iscritti possono acquistare i prodotti a prezzi decisamente interessanti, solitamente con sconti dal 30% al 70% sul prezzo al dettaglio. Per maggiori informazioni, visitare http://www.BuyVIP.com

(fonte: tecnologopercaso.com)

Carlo Zampa dedica una maglietta ad Olimpia

 

 

La Roma batte 2-0 la Lazio, con gol di Mirko Vucinic e Marco Borriello, e trionfa nel derby capitolino.

Il giornalista di Mediaset Premium nonchè storico speaker giallorosso, Carlo Zampa, mostra una maglietta celebrativa che recita: “Mia cara Olimpia, mettete in pompa, che sto grillaccio del marchese sempre zompa”.

Il riferimento è alla mascotte biancoceleste Olympia, l’aquila addestrata che ieri non ha spiccato il volo per motivi di ordine pubblico.

 

Quella sua maglietta fina…

Di recente Fiorello è approdato con nuovo spot di Wind Infostrada. Bello e spavaldo, 50 anni e non sentirli, la vena ironica e vincente nella strategia commerciale adottata dalla compagnia telefonica colpisce al primo impatto ma a noi di news ha colpito “quella sua maglietta fina”. Sembra infatti che la t-shirt sia presa come stereotipo giovanile, non solo per il suo look sportivo ma perchè Fiorello la indossa sotto la neve, oltretutto guidando la superbike dell’aprilia che non è proprio il massimo da guidare in determinate condizioni meteo. Ancora una volta la T-shirt è sinonimo di moda, un simbolo intramontabile usato con maestria ed ironia per donare alla sceneggiatura ancor piu credibilità e un accento divertente al personaggio esilarante dello showman. Godetevi lo spot e diteci che ne pensate.

News from T-shirt

il successo dell’anti-brand

Concordiamo con Wait Fashion, lo sfruttamento dell’immagine dei grandi stilisti, ironicamente condito, ma ormai in tutte le salse, sta cominciando a stancare, ma le t-shirt Article sono davvero carine. Quelle di Burberry, Lanvin, Terry Richardson, sono tra le migliori, una chiave un pò diversa e irriverente, che si differenzia un pò dall’ormai visto e rivisto simbolo Chanel, preso e trasformato da troppi brand, o dall’immagine di Kaiser Karl, che appare ovunque.

(fonte: fashionblog.it)

Tezenis: 6 blogger per uno stile unico

Tezenis, in collaborazione con 6 tra i fashon blogger piu famosi della rete, per consigli di stile. E’ la nuova iniziativa della casa di abbigliamento intimo (ma  non solo) per lanciare le sue nuove collezioni. Sempre piu le case di abbigliamento si affidano alla rete per lanciare i propri prodotti ma questa volta è stato fatto un passo decisivo verso la “celebrazione” del mestiere di  blogger. Non è una novità che i blog di moda abbiano assunto in questi anni una posizione di rilievo -non solo in rete-  ma anche al’interno di sfilate e presentazioni di moda; noi di News from T-shirt, da T-shirt bloggers, non potevamo che sottolineare e lodare questa iniziativa.

Keep a Child Alive!

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La New England School of Art and Design ha contribuito in maniera attiva all’iniziativa promossa dalla cantante Alicia keys per aiutare i bambini africani nella lotta contro l’AIDS ideando per l’occasione una serie di stampe per t-shirt che verranno messe a disposizione dell’evento di cui vi proponiamo una breve gallery.

Si chiama Keep a Child Alive e lo scorso 30 settembre a New York ha avuto luogo l’ottava edizione.

In supporto alla manifestazione è stato proposto anche uno show, a cui hanno partecipato, oltre ad Alicia Keys, il di lei marito Swizz Beatz e Jay-Z, i rapper e producer hanno proposto insieme “On The Next One”, mentre in un altro momento Jay-Z ed Alicia non hanno mancato di incantare tutti i presenti con la hit planetaria “Empire State Of Mind”.

Fino ad ora i fondi raccolti equivalgono a 2,4 milioni di dollari, cifra che servirà ad acquistare medicinali per chi non se lo può permettere. Gli introiti potranno aumentare anche attraverso l’acquisto di una t-shirt, più precisamente tramite il sistema Buy Life: facendo la scansione del codice identificativo abbinato alla maglia, usando uno smart phone, gli statunitensi potranno ancora donare.

Altri ospiti intervenuti allo show benefico sono stati: Beyoncé, Usher, Jay Sean, Whitney Houston e Janelle Monae.

 

keepachildalive.org

suffolk.edu

Medici senza frontiere: le magliette che fanno la differenza

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Si riconoscono dalla T-shirt con il loro logo e dalla determinazione nel voler aiutare la gente, sono i volontari di Medici senza frontiere, impegnati su molti fronti per aiutare le popolazioni piu disagiate e purtroppo spesso dimenticate nel mondo.

Ultima in ordine di tempo la vicenda in Nigeria, dove oltre 400 bambini sono morti per avvelenamento da piombo a causa dell’estrazione dell’oro in una miniera contaminata.

“Noi di Msf riteniamo però che le cifre siano molto più elevate”,ha dichiarato Ahmad, coordinatore di Msf ad Anka, precisando che numerosi casi di avvelenamento da piombo non sono stati censiti in quanto non individuati come tali dalle comunità colpite.

L’avvelenamento di massa è emerso nei mesi scorsi, dopo che alcuni contadini hanno scavato in una miniera abbandonata alla ricerca d’oro senza sapere che le pietre erano contaminate. L’Onu ha stimato a settembre che circa 18.000 persone potrebbero essere rimaste contaminate.

Nessun giornale ne parla, in pochi si mobilitano.

Le scappatelle del premier o le dichiarazioni di odio di un ministro fanno forse piu notizia?

Per tenervi aggiornati e per sostenere Medici senza Frontiere visitate il sito

medicisenzafrontiere.it

“Pensa se non potessi scappare”

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È questa una delle frasi scritte sulle magliette utlizzate in questa azione non convenzionale realizzata a Londra da WaterAid.

Mi fa piacere segnalarvi questa nuova iniziativa per la campagna di sensibilizzazione Dig toilets Not graves.
WaterAid è un’organizzazione internazionale non governativa che si propone di migliorare le condizioni di vita nei paesi poveri, attraverso l’accesso all’acqua potabile, all’igiene e alla sanità.
Nel video, una “cacca” comandata a distanza rincorre i passanti, che fortunatamente riescono a scappare. A una maglietta bianca, il compito di veicolare il messaggio e i crediti.
Guardate la reazione della gente!

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