Post Taggati ‘ Moda ’

la donna Relish primavera-estate

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E bene si, l’inverno è quasi alle porte, le belle giornate si avvicinano a poco a poco e i maglioni si sposteranno sempre di più verso il fondo dell’armadio per lasciare spazio alle nostre amatissime t-shirt. E’ quindi il momento di dare un’occhiata alle nuove collezioni primavera-estate che, come ogni anno in questo periodo, ci danno suggestioni su ciò che andrà di moda sotto il sole del 2011.

Ma c’è di più. Le t-shirt sono sempre più specchio della nostra società, capaci di evocare stati d’animo ed esplicitare contenuti in maniera diretta e artistica.

Ne è un esempio la nuova collezione Relish di cui vi proponiamo una gallery.

Relish racconta di una donna sexy che non è disposta a vendersi, una donna sensuale che non ha bisogno di mostrarsi nuda per esser definita tale. Una donna che anche con una Kefiah al collo esprime il suo sex appeal, consapevole della sua femminilità anche senza ostentare nudità (visibili o presupposte che siano), tutto con una cura nel dettaglio a cui il brand non rinuncia mai. Stampe in rilievo e modelli fit per magliette che non sono solo t-shirt ma veri e propri manifesti di femminilità. La nuova collezione si ispira al mondo della street art prendendo da questo lo stile metropolitano e lasciando per strada le volgarità e le indecenze di cui sono piene. Una collezione frizzante rigorosamente in black and white come l’anima della città: grigia e monocromatica ma pur sempre molto chic.

 

http://www.relish.it

 

 

Monsieur Steve fa una pernacchia a Jimmy e a Coco .

“This is not Jimmy Choo” è la frase provocatoria stampata su una delle sue magliette più famose. Di chi stiamo parlando? Il nome potrebbe dirvi poco o niente… Ma è destinato a diventare un vero e proprio tormentone della moda: Monsieur Steve.

Non è diventato famoso per una sfilata d’alta moda, né tantomeno è stato visto un suo capo addosso a qualche famosa attrice ribelle intenta a sorseggiare un drink o passeggiare su un red carpet.. Niente di tutto questo. Steve ha usato il mezzo di comunicazione più forte: internet. T-shirt e shopping bag, infatti, son state pubblicizzate su Facebook, Flickr e Twitter (e non solo), ottenendo fin da subito curiosità e visibilità.

Quella di Steve non è la solita moda.

Queste sono scritte ribelli e provocatorie nei confronti di grandi marche, come H&M, Jimmy Choo, Dior… fino ad arrivare addirittura a pilastri della moda come Chanel e Luis Vuitton. Non solo le marche sono nel mirino della sua “critica” o dedica, ma anche nomi noti come Marc (Jacobs), Karl (Lagerfeld), ed addirittura Anna (Wintour, direttrice di Vogue) sono chiamati “amichevolmente” per nome sui suoi abiti.

Non solo è un’idea nuova e decisamente un must per le vere fashion victims, ma è anche accessibile a tutti: infatti, Steve propone le sue magliette ad un prezzo medio che varia dai 20 ai 30 euro.

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Vi starete allora chiedendo come mai nei negozi non si siano ancora viste? Non è un problema solo dell’Italia (che con la scusa che le cose dall’estero ci arrivano dopo, magari, posson esserci sfuggite), in realtà nemmeno sulla fifth di New York la troverete: Steve vende la sua moda esclusivamente online, così come l’ha fatta nascere e pubblicizzata.

Sul sito avrete la possibilità di vedere interamente la sua collezione, dalle magliette, alle bags e agli accessori; è possibile, inoltre, richiedere una maglietta totalmente personalizzata (e sicuramente unica nel suo genere!). Un’altra nota a suo favore sono le spese di spedizione: effettuate in tutto il mondo, non superano i 3.50 euro, ed in caso di pacco o di indumenti danneggiati, verranno cambiate gratuitamente.

Chissà se prima o poi qualche altro ribelle progetterà delle t-shirt con scritto “Who is Monsieur Steve?”

Fonte: www.nuok.it e http://www.monsieursteve.com/

 

Ode a te burlesque! Le nuove t-shirt firmate Relish

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Relish propone una collezione di T-shirt che strizza l’occhio al più piccante trend di stagione: il burlesque.
Le “ragazze impertinenti” potranno, infatti, sfoggiare magliettine simpatiche e sfiziose con applicazioni preziose di swarovski, tulle e macro-strass che riprendono alcune icone della sensualità riportata alla ribalta da Dita Von Tees.

Le t-shirt sono sexy, ma in modo ironico e garbato; presentano stampe a tema impreziosite da applicazioni con nastri gros-grain, cristalli swarovski, fiocchi di tulle e macro-strass per chi ha voglia di giocare con il proprio stile e sedurre.

I modelli sono tre: “Liz”, con la stampa di un sandalo platform e applicazioni di maxi strass all over e dettaglio fibbia; “Lita”, con stampa di un bustier interamente decorato da sottili nastri di gors-grain nero e “Loreto” t-shirt con silhouette e applicazioni di fiocchi di raso nero e strass oro e blu elettrico.

Tutti i modelli sono disponibili in bianco e in grigio mélange.

Prezzi
: Liz/Lita € 45,00 – Lorento €39,00

 

www.relish.it

(fonte: veraclasse.it)

Regali di Natale: le t-shirt Pretty Face

E’ arrivata “Pretty Face”!
Una mini collezione di t-shirts preview della Primavera Estate 2011, disponibile dal 20 di Novembre nel negozio monomarca di Bologna in via De’ Toschi 2/B ed a partire da Dicembre in tutte le migliori boutiques in cui è presente il marchio Liviana Conti.

La femminilità discreta e sempre ricercata di Liviana Conti viene rappresentata da un volto stilizzato, con due ciglia in prezioso chiffon di seta e labbra in raso.

Tutto nasce da un’intuizione di Liviana, che in occasione dell’apertura della sua prima boutique monomarca cerca un’idea capace di personalizzare ogni dettaglio con ironia. Così il volto stilizzato diventa un simbolo dell’immagine di Liviana Conti, oggi celebrato con la mini collezione “Pretty Face”.

Ogni t-shirt è realizzata in jersey di cotone, dai volumi morbidi, tagliato a vivo ed impreziosito da un filo di perle con finiture in argento che le rende uniche. La palette colori spazia dai classici bianco e nero ai toni del blu, lavanda ed avocado.

Le t-shirts della mini collezione “Pretty Face” sono perfette anche come idea regalo.
Piacciono a tutte perché sono comode e facili da abbinare. Se in più hanno un tocco glam il gioco e fatto!
In più le “Pretty Face” sono vendute in una simpatica shopper di tela che riprende il tema della faccina.

…e visto che il Natale è oramai alle porte, meglio iniziare a pensare che cosa mettere sotto l’albero…

 

www.livianaconti.com

 

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Moda low-cost: il Made in Bangladesh è in protesta

Se improvvisamente questa mattina vi siete svegliati con una voglia pazza di shopping e vi state accingendo a varcare la soglia di H&M, Zara, Maks&Spencer o Wal-Mart avrei una riflessione da sottoporvi:

Da giorni ormai i lavoratori delle fabbriche tessili in Bangladesh, le stesse finalizzate a produrre i capi di abbigliamento delle sopraccitate catene, sono in protesta per chiedere l’aumento salariale. Il loro stipendio infatti equivale piu o meno al prezzo di una t-shirt venduta al grande pubblico, uno stipendio che si aggira intorno ai 15 euro mensili. Com’è possibile che, con tutte le magliette vendute in queste multinazionali dello stile, lo stipendio dei lavoratori sia così basso? Leggo in giro per il web che si dovrebbe boicottare l’abbigliamento made in Bangladesh e sostenere le aziende che non delocalizzano la loro produzione ma la mia domanda è la seguente: quanti di questi 15 euro a maglietta vanno ai propretari, agli azionisti, ai soci e alle poltrone piu potenti di queste aziende?

Spesso si concentra l’attenzione sul passaggio di soldi tra l’acquisto della maglietta e lo stipendio dei produttori a basso costo senza pensare che prima di questo passaggio c’è un giro di mani che gestiscono, amministrano e intascano piu di quanto si pensi. Molto probabilmente se boicottassimo l’abbigliamento made in bangladesh troverebbero il modo di risparmiare anche nel loro paese, probabilmente sottopagando chi, anche nel loro paese, ha bisogno di lavorare ed è disposto a passare sopra una serie di principi e diritti del lavoratore che sono dovuti non solo legalmente ma anche moralmente. La verità è che servirebbero leggi piu specifiche ed internazionali che tutelassero questo tipo di commercio. Sembrerebbe che la moda della solidarietà sia solo un velo di Maya dietro al quale si nasconde un business da migliaia di euro, ne sono la dimostrazione tutte le linee presenti in queste grandi catene che si propongono di aiutare enti benefiche (vedi l’iniziativa “fashion against aids proposta da H&M o le numerose iniziative eco-fashion mirate alla sensibilizzazione ecologista dei propri clienti) ma che, in fondo, non si curano delle necessità all’interno di casa propria, intascando migliaia di euro e lasciando le briciole ai lavoratori che sono le ruote motrici di queste realtà.

E’ anche vero che, tornando a casa nostra, ci rendiamo conto che le nostre condizioni salariali non sempre sono delle più rosee e queste catene offrono abbigliamento a basto costo che altrimenti sarebbe difficile permettersi. Si rischia infatti una “guerra” di poveri contro poveri (perchè chi compra da queste catene è in cerca di abbigliamento alla moda che altrimenti non potrebbe pemettersi, escludendo tutta la schiera di “parsimoniosi” che pur potendo spendere per il proprio vestiario preferiscono il made in Bangladesh -tanto è scritto sull’etichetta, chi vuoi che se ne accorge? -). E non solo, i potenti nascosti dietro questi grandi marchi continueranno a delocazzare le produzioni senza che i loro nomi siano mai contestati o, peggio ancora, mai conosciuti.

Io personalmente pagherei volentieri 5 euro in piu a capo ma pagherei ancor piu volentieri avendo la certezza che questi soldi in piu andrebbero effettivamente nelle tasche dei lavoratori sottopagati piuttosto che nei conti in banca dei soliti potenti.

Non volevo moralizzare lo shopping, solo aprire una finestra verso realtà che spesso dimentichiamo guardando una gonnellina alla moda. Meditate gente, meditate.

( articolo a cura della redazione di Newsfromtshirts)

il successo dell’anti-brand

Concordiamo con Wait Fashion, lo sfruttamento dell’immagine dei grandi stilisti, ironicamente condito, ma ormai in tutte le salse, sta cominciando a stancare, ma le t-shirt Article sono davvero carine. Quelle di Burberry, Lanvin, Terry Richardson, sono tra le migliori, una chiave un pò diversa e irriverente, che si differenzia un pò dall’ormai visto e rivisto simbolo Chanel, preso e trasformato da troppi brand, o dall’immagine di Kaiser Karl, che appare ovunque.

(fonte: fashionblog.it)

Tezenis: 6 blogger per uno stile unico

Tezenis, in collaborazione con 6 tra i fashon blogger piu famosi della rete, per consigli di stile. E’ la nuova iniziativa della casa di abbigliamento intimo (ma  non solo) per lanciare le sue nuove collezioni. Sempre piu le case di abbigliamento si affidano alla rete per lanciare i propri prodotti ma questa volta è stato fatto un passo decisivo verso la “celebrazione” del mestiere di  blogger. Non è una novità che i blog di moda abbiano assunto in questi anni una posizione di rilievo -non solo in rete-  ma anche al’interno di sfilate e presentazioni di moda; noi di News from T-shirt, da T-shirt bloggers, non potevamo che sottolineare e lodare questa iniziativa.

Moda: Yamamoto ‘This is me’

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Sfilata quasi solenne quella di Yohji Yamamoto tra l’Ave Maria di Schuberth e brani di Jimi Hendrix.

Molto nero, visi bianchi e anfibi. E poi abiti-corsetto, senza spalle, lunghi e perfino intersecati dal velo. Drappeggi di abbondanti stoffe sui fianchi, tuniche, lunghi vestiti da prete, camicioni, pantaloni con top-reggiseno e collant stampati.

E in questo trionfo di gotica eleganza non poteva mancare la T-shirt, rigorosamente nera con le scritte ‘This is me’ a manifesto della sua arte così personale e riconoscibile.

Tanti auguri Naomi!

Dolce&Gabbana celebra i 25 anni di carriera di Naomi Campbell con una collezione di T-shirt in Edizione Limitata realizzata con immagini che ritraggono la modella immortalata dai più grandi fotografi di moda del mondo.

14 i diversi soggetti presentati sulle T-shirts firmate Dolce&Gabbana vedono Naomi ritratta da maestri quali Patrick Demarchelier, Fabrizio Ferri, Steven Klein, David La Chapelle, Peter Lindbergh, Steven Meisel, Mert and Marcus, Tom Munro, Herb Ritts, Paolo Roversi, Sølve Sundsbø, Mario Testino, Ellen Von Unwerth e Bruce Weber.

“Oltre a essere una delle nostre modelle preferite, Naomi è anche una grande amica e una donna speciale. Quello che conta di più per noi, e che celebriamo insieme a lei in questo anniversario, sono i momenti personali vissuti insieme e che ci hanno fatto conoscere la sua generosità, la sua simpatia, il suo essere sempre pronta ad aiutare gli altri.”  Sostengnono Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Le T-shirt saranno vendute esclusivamente presso le boutique Dolce&Gabbana durante eventi speciali che vedranno la partecipazione di Naomi e che si terranno: il 4 ottobre a Parigi, il 20 ottobre a Mosca e si concluderanno a Pechino, Hong Kong e Shanghai.

Il progetto supporta Fashion For Relief, l’associazione benefi ca fondata da Naomi per mobilitare e coinvolgere il mondo della moda nella raccolta di fondi nei momenti e luoghi del bisogno.

(fonte: LaStampa.it)

La maglietta che si spruzza addosso

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MILANO – Una maglietta che non fa una grinza e che si adatta perfettamente al corpo, tanto da sembrare disegnata addosso. E in effetti così è davvero, perché «Spray-on Fabric» è un tessuto-non tessuto formato da una miscela di fibre di cotone, polimeri e solventi che si spruzza direttamente sulla superficie che vogliamo rivestire (quindi, anche sul corpo umano) mediante una semplice pistola spray o a un aerosol, creando una patina che si secca all’istante, da personalizzare poi a seconda dei gusti (si possono scegliere colori e persino profumi diversi).

BASTANO 15 MINUTI – Fabrican Ltd è l’azienda fondata nel 2003 dal designer spagnolo Manel Torres, che dal 1995 e grazie anche alla collaborazione con il professor Paul Luckham dell’Imperial College di Londra, lavora all’invenzione di Spry-on Fabric. Bastano appena 15 minuti di «lavoro a spruzzo» per «vestirsi» con una t-shirt colorata (un po’ di più se si opta per un paio di pantaloni o magari per un vestito completo) e il bello è che una volta asciugati, gli abiti possono essere tolti, lavati e re-indossati, mentre quando vi siete stufati di quel look, non dovete fare altro che sciogliere il composto e riutilizzare così il materiale recuperato, per realizzare nuove creazioni o sistemarne di vecchie.

VESTIBILITÀ – «Volevo realizzare un materiale futuristico, senza cuciture, veloce e confortevole», ha spiegato il dottor Torres al londinese Daily Mail, «che mi permettesse di creare abiti all’istante e a poco prezzo e che garantissero una perfetta vestibilità. E così, per dimostrare che scienza e tecnologia possono davvero aiutare gli stilisti di moda, sono finito per tornare ai princìpi dei primi tessuti come il feltro, che erano prodotti prendendo le singole fibre e cercando di legarle insieme, senza punti o cuciture». Stando allo stesso designer, ci vorranno almeno un paio d’anni prima che la tecnologia Fabrican possa arrivare nei negozi e nel frattempo la ricerca prosegue, cercando un modo per movimentare le forme (non a tutti piace che i vestiti seguano ogni minima curva del corpo) e per minimizzare l’odore (non certo gradevolissimo) dei solventi. E anche se il sistema“Spry-on Tessuto era originariamente rivolto al mondo della moda, si è visto come abbia potenzialità tali da rivoluzionare pure altri mercati, come ad esempio il settore legato a farmaci e igiene personale (cerotti, salviettine e deodoranti), il design industriale e la produzione di semoventi per l’arredamento.

Simona Marchetti

(fonte: Fabricanltd.comcorriere.it)

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