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Mignotte, ladies a altre storie…

Il presupposto...poi magari è l'uomo che distrugge lei...

“Mi hanno fregato”, Michelle Conceicao è terrorizzata. Agli avvocati garantisce di non aver mai detto di aver imbrogliato Ilda Bocassini. “Hanno montato l’intervista come volevano, mi avevano tolto il microfono e io stavo parlando di altro”, ripete agitandosi su un sgabello al bar Hollywood, attaccato al ristorante Giannino, locali dell’universo di Lele Mora. I legali la rassicurano, mentre riguardano sul computer il filmato trasmesso da Exit mercoledì sera.

Ma le frasi del video sono fin troppo chiare: “Io so tutto, sono riuscita a imbrogliarla”. Negli atti dell’interrogatorio, infatti, sono riportate le insistenti domande del pm Bocassini seguite dai ripetuti silenzi di Michelle. Le parole dell’intervista suonano dunque come un grande ricatto. Rivolto a Silvio Berlusconi. Ma anche a Lele Mora. Perché la brasiliana sa molto di entrambi. Lo si capisce quando riesce a rilassarsi.

A pranzo la raggiungono anche Caterina Pasquino e Cristina, un’appariscente e biondissima 19enne moldava, che si presenta come vocalist e ha sentito più volte gli sfoghi e le confidenze delle amiche. Michelle ha solo una difficoltà: decidere da dove cominciare il racconto. Ma garantisce che se gli inquirenti la convocheranno risponderà a tutto, di tutti. “Non si può mica fregare quella donna lì”, dice senza però riuscire a nascondere la paura.

Fuma una sigaretta dietro l’altra, mangia mezzo toast e si tranquillizza solo quando sente dei guai di Caterina Pasquino, altro personaggio chiave. “Fregata due volte da Ruby”, sintetizza. E racconta: “Karima mi ha convinta a ritirare la denuncia per furto che avevo presentato contro di lei promettendomi che mi avrebbe risarcito anche i danni, invece appena l’ho ritirata lei è sparita”. La moldava Cristina sorride. “Sei pazza, tutto è partito da quella denuncia, io mi sarei comprata mezza Milano, l’hai proprio giocata male”. Michelle scuote la testa: “Io sto zitta, eppure ne avrei di cose da dire”.

A partire da Lele Mora. Che qui è presente anche quando non c’è. “Vedi quello lì?” indica Michelle. “É Fedele, la guardia del corpo di Lele”. Poi ci sono “tutti i suoi ragazzi qui intorno e continuano a guardarci”. Michelle ne saluta un paio, loro la fissano senza ricambiare. Lei s’ infila gli occhiali da sole, irrigidisce il volto. “Il burattinaio di tutto è proprio lui”. Squilla il telefonino di Pasquino.

“Sai dove è Ruby adesso? E’ in Montenapoleone a fare shopping con la Marysthell Polanco, capisci? L’altro giorno con me in un pomeriggio ha speso seimila euro; chi glieli da i soldi?”. I loro sguardi si incrociano e fissano Fedele. “Sicuro che i soldi arrivano da lì”. Pasquino riparte: “Il mio avvocato me lo ha indicato proprio Lele ed è lui che mi ha fatto ritirare la denuncia senza che Ruby firmasse un documento né niente”. Insomma, “se fai due più due”.

Michelle la interrompe, la guarda male. Quasi a rimproverarla. “Io vorrei solo andarmene a casa mia, in Brasile; ma so che prima devo risolvere questa storia. So che non ricatterò mai nessuno perché non mi appartiene” ma, aggiunge, “sto difendendo tutti, davvero tutti ma comincio a essere stanca”. Anche perché “sono rimasta sola, nessuno mi aiuta e per il mondo io sono quella con la patente da puttana. Da quella notte in questura non ho avuto tregua”, ripete.

Ha preso Ruby e se l’è portata a casa. Poi sono spariti tutti. Nicole Minetti, Berlusconi, Mora. Nel domino generato dalla denuncia per furto che ha portato al fermo di Ruby il 28 maggio, alle telefonate del premier in questura per farla liberare e affidarla al consigliere regionale Minetti, Michelle rimane “la prostituta” della storia. “Con tutto quello che ho fatto per loro”.

Cosa non vuole dirlo. Al pm, garantisce. Perché, spiega, “non ho mai mentito e non ho mai avuto intenzione di nascondere qualcosa; io ho risposto a tutte le domande che mi hanno fatto”, insiste. Eppure il malumore è evidente. E cresce. In lei come in molte delle ragazze rimaste coinvolte nel bunga bunga presidenziale.

“Attricette” che, come è emerso dalle carte dell’inchiesta, consideravano il “culo flaccido” (copyright: Minetti) un lavoro, una casa, un telefono da chiamare per ottenere la “benzina” (i soldi) dal tesoriere Giuseppe Spinelli. Per Michelle cosa era? “Per me è un’ottima persona, l’ho conosciuto grazie al mio ex fidanzato e solo una volta gli ho parlato di un mio progetto da realizzare”.

Poi “c’è stata quella notte con Ruby e non l’ho più sentito”, il premier. Ma allora perché difenderlo? Per qualcosa in cambio del silenzio? “No, io non nascondo niente, niente capito?”, si innervosisce Michelle. Cristina la moldava richiama l’attenzione: ha visto un gran via vai all’ingresso di Giannino. “Quella lì, guardala, non è l’amica di Ruby?” chiede alla Pasquino. “No, non lo so”. La moldava ripete: “Fossi stata in voi due avrei già mezza Milano”.

Fonte : Davide Vecchi per il Fatto Quotidiano.

that’s amMORA! la t shirt del bunga bunga.

Che San Valentino italiota...

Dimostra la tua SFIDUCIA indossando la t shirt Bunga Bunga!Questa maglia fa parte di una serie limitata cioe’ verranno stampate unicamente le maglie di chi aderisce all’iniziativa compilando il form a fondo pagina.

Le t shirt sono stampate in serigrafia artigianale su cotone 100percento utilizzando inchiostri ad acqua atossici.

La prenotazione garantisce una posizione privilegiata nell’evasione degli ordini, in pratica,la tua taglia sara’ sicuramente disponibile al momento dell’acquisto senza subire ritardi dovuti al riassortimento taglie che sara’ legato al numero di adesioni, il meccanismo funziona come la prenotazione di un tavolo al ristorante.

Il costo e’ di 10 euro + 3 euro di spedizione in posta prioritaria, il pagamento avviene tramite paypal o carta di credito attraverso la pagina shop del sito che diventera’ visibile al momento della vendita online.

Fonte: http://www.beyourmedia.net/thats-ammora/

nota di newsfromtshirts: e meno male che le vicende politico/sociale del nostro Paese stimolano la fantasia dei giovani imprenditori. Al di là di tutto “business first”. E accattamose ste magliette va…..!!

Elio dedica ‘Money’ alle ragazze dell’Olgettina.

Indimenticabile disco e copertina

Elio e le storie tese hanno scomodato i Pink Floyd per la nuova canzone parodia sul caso Ruby – Berlusconi. A ‘Parla con me’, la band milanese ha rivisitato ‘Money’, un brano adatto per raccontare i soldi che girano tra le ragazze dell’Olgettina. Tra i protagonisti del testo, non potevano mancare, l’avvocato Spinelli, Lele Mora ed Emilio Fede, sempre pronti a dividersi la torta.

Forse solo Elio poteva in Italia cantare e ri-arrangiare Money dei Pink Floyd; non solo: utilizzarla per fare critica politica e satira; ovviamente proporla in inglese e, con i suoi, suonarla in modo fantastico. (Sentire, per credere, il mitico assolo riproposto con gran classe  dal chitarrista…). Una bellissima confezione. Un prodotto per tutte le età…un ottimo metodo di unire il sacro al profano. E di farsi pubblicità “buona” sul web, ovviamente. E altrimenti dove? La tribuna più vasta e duratura sta diventando questa ed Elio ringiovanisce ogni giorno. Brav0,bravi!

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

Lele Mora telefona alla Miss: “Fai l’infermiera, il capo si divertirà”.

Sii sicuro di notte, dormi con una infermiera...

 

Newsfromtshirts ha piacere di presentare una Galleria di infermiere da tutto il mondo per facilitare il compito di Lele Mora e del Premier. Peschino lorsignori da questa gallery e, per una volta,solo per una volta, al diavolo le magliette. Camici, camici o “quasi” camici….così ” il capo si divertirà”…..O yeah! (E anche noi…)

( da La Stampa del 18 gennaio) : ….(…..) L’infermiera vola in Sardegna
Il 13 agosto Roberta viene invitata da Berlusconi in Sardegna. Nel giro non si parla d’altro. Lele Mora, al telefono con un amico, è decisamente euforico: «Le hanno chiesto di andare due o tre giorni là», dice, parlando della ragazza torinese. Ridono: lui le ha appena suggerito uno scherzetto. La chiacchierata successiva tra Lele e Roberta chiarisce: «Vèstiti da infermiera (Roberta Bonasia è stata effettivamente infermiera all’ospedale Santa Croce di Moncalieri, n.d.r.), portati dietro l’attrezzo che misura la pressione e un camice di quelli che usate in ospedale». Anche lei la prende sul ridere: «Con sotto niente, ovviamente…». Di più. Mora suggerisce a Roberta un paio di autoreggenti bianche e poi di comportarsi come un medico e trascinarlo su e fargli una visita. Entrambi sono certi: il «capo» si divertirà. Lele, stavolta, si sbilancia decisamente: «Amore, prevedo un grande futuro per te».

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Le 14 ragazze a Milano Due: «Per loro case e regali».

Senza parole...

Vivono tutte in un palazzo di «Milano Due», trasformato in una sorta di quartier generale. Ragazze bellissime ricompensate con molti soldi e con abitazioni di lusso in uno degli stabili di via Olgettina 65, a due passi dall’ospedale San Raffaele, nel quartiere che lui stesso ha creato negli anni 70. Appartamenti che Silvio Berlusconi ha ceduto in comodato d’uso alle ragazze che poi ospitava alle serate organizzate nella sua residenza di Arcore. È stata Ruby a raccontarlo nel suo interrogatorio del 3 agosto e le verifiche effettuate dalla polizia hanno confermato che ad occuparsi di tutte loro era la consigliera regionale del Pdl in Lombardia Nicole Minetti mentre alle spese provvedeva Giuseppe Spinelli, il ragioniere che secondo i magistrati era «il fiduciario del presidente e risulta ricoprire vari ruoli in diverse società della holding». Alcune sono diventate famose partecipando a programmi e reality show di Mediaset. Altre attendono la giusta occasione e intanto accettano con entusiasmo gli inviti del capo del governo. In tutto sono quattordici, ma la lista potrebbe anche allungarsi. Ieri, quando i poliziotti hanno perquisito le loro case hanno trovato – oltre a numerosi giochini erotici – gioielli, foulard di seta, borse e vestiti griffati, gadget del Milan dedicati allo stesso Berlusconi, in particolare un orologio rossonero con la dedica «al presidente Silvio campione del mondo». C’era una busta con i biglietti per la partita Milan-Real Madrid indirizzata a Emilio Fede ma regalati a una di loro. Ma sono altre le buste ad aver destato l’interesse degli investigatori: contengono infatti la prova dei versamenti in contanti che oscillano tra i mille e cinquemila euro, oltre a numerose banconote di grosso taglio, anche cinquecento euro.

segue (….)  Fonte: corriere.it

E cosa dovrebbe dire il terriunciello oggi?  Viulenza, viulenza….Abatantuono, il Disney della Brianza, la cenerentola della Lombardia….leggete sopra che organizzazione. Al Silvio il vecchio Al (Capone…) gli avrebbe fatto una…..Se mettiamo insieme tutto il tempo passato da Silvio ad occuparsi dei fatti suoi beh, diciamo che in 17 anni per il Paese, come dice lui, avrà lavorato sì e no 40 minuti….

Incredibile.

M.M. per newsfromtshirts

Fenomenologia di una vita da spot.

Ci piace questa maglietta che trasforma un sorriso in un ...vampiro ( vampira?)

E così, un bel mattino, l’Italia si è risvegliata bigotta. Le cose sono andate in questo modo: si è scoperto che quella bellona di Belen Rodriguez non piace più agli italiani, che avrebbero deciso di acquistare meno telefonini della Tim per punire l’azienda. Azienda colpevole di aver scelto una bomba di sensualità come testimonial. L’Italia percorsa da una ventata di moralismo? Mogli che al telefonino si rivolgono ai mariti con un perentorio «o lei o me»? Genitori che per Natale regalano smartphone con tasto perbenistico? La storia non regge, anche perché negli spot della Tim accanto a Belen c’è il rassicurante Christian De Sica, costretto sì a recitare il ruolo della «fiera ciula», del piacione romano, ma pur sempre re dei cine-panettoni, un genere che è stato sdoganato persino dalla Mostra di Venezia. E allora? Allora si ritorna a Belen.

Alcune analisi di mercato avrebbero rilevato che gli ultimi spot mandati in onda dal colosso della telefonia italiana sono stati inferiori alle aspettative, anche dal punto di vista commerciale. Per la showgirl, dunque, potrebbe non esserci il rinnovo di contratto. Tutta colpa della maliarda Belen, ritenuta troppo impudica e provocante? Sotto accusa gli spot giudicati esageratamente sexy? E adesso come la mettiamo con il Festival di Sanremo che ha chiamato la Rodriguez ed Elisabetta Canalis per lustrare gli occhi ai mariti poco propensi a seguire la litania delle canzonette? Se Sanremo non darà gli esiti sperati, Belen verrà bruciata viva davanti al Casinò della città dei fiori? Tra l’altro, com’è noto, il sindaco di Sanremo, il probo Maurizio Zoccarato, tempo fa aveva riempito i tg delle sue preoccupate dichiarazioni, agitando lo spettro di Morgan: «Non accetto di associare alla mia città qualcuno che non abbia una moralità certa». Si riferiva al coinvolgimento di alcuni personaggi celebri nella vicenda che ha portato alla chiusura dell’Hollywood, una discoteca di Milano.

Ma chi è Belen Rodriguez? È una bellissima modella di origine argentina (Buenos Aires, 20 settembre 1984) che sbarca diciassettenne a Milano per la sfilata «pin-up star collection». Esordisce in tv a TeleBoario, emittente locale della Valle Camonica (hanno l’occhio lungo i valligiani), per poi passare attraverso la solita, lunga trafila del vallettume televisivo. Diventa famosa per la partecipazione all’«Isola dei famosi» del 2008, soprattutto per una presunta love story con Rossano Rubicondi (marito di Ivana Trump), che le costa la rottura con il fidanzato, il calciatore Marco Borriello. Immortale la battuta con cui Enrico Lucci salutò il ritorno in patria di Rubicondi: «Ahò, ci hai data ‘na bottarella?».

L’«Isola» merita qualche riflessione: sulle bottarelle e su altro. Se avesse vinto Belen – la seduttrice, l’adescatrice, la Circe del quadrilatero della moda – le pagine dei giornali e i salotti dei talk show si sarebbero riempiti di discorsi sulla morale della lussuria. Per fortuna, con la vittoria della compagna Vladimir ha trionfato la morale della luxuria. La luxuria è la lussuria in versione Servizio pubblico: un luxus, certo, un eccesso, un’esuberanza che travalica e prevarica ma sempre a fin di bene: perché televisiva, perché comunista. La lussuria appartiene al sesso nella sua fisicità, è lo sfarfallio creativo dell’eros che preme, Belen come «Cleopatràs lussuriosa». Il suo destino di incantatrice era in ogni caso segnato. Bastava attendere.

Adesso, sull’onda del ventilato benservito da parte di Telecom, tutti si affannano a ricordarci che Belen non sa presentare, non ha carisma, non suscita simpatia, non sa far niente (d’artistico) come se questa fosse una prerogativa necessaria alle molte pin-up che calcano gli studi televisivi. Forse che Megan Gale, anche lei testimonial di una marca di telefonini, sapeva fare qualcosa? Forse che George Clooney è stato conquistato dalle doti artistiche della Canalis? Belen è un belvedere, non c’è dubbio. Che sappia presentare rientra invece nell’ambito dell’opinabile. Non aprisse bocca, come fanno le modelle, sarebbe meglio, ma il ruolo non lo prevede.

L’arcano, quindi, si nasconde nella fattura degli spot. Curiosamente, in Italia le aziende telefoniche hanno scelto tutte lo steso modello, quello degli spot-comedy, dell’advertising-soap. Di che si tratta? Le big spender vanno sul sicuro, puntando sulla comicità, su volti noti, su gag d’impatto. Nascono così campagne seriali, non solo costruite sulla continuità delle storie, ma soprattutto sulla forza dei testimonial. Vanno per la maggiore i comici, ma anche i calciatori ci provano. Vodafone ha ormai ingaggiato a pieno titolo Francesco Totti che fa coppia, dentro e fuori lo schermo, con Ilary Blasi in una lunga serie di quadretti più o meno familiari. Wind ha scelto Giorgio Panariello nelle vesti del nababbo (una parodia di Briatore?) affiancandogli la placida Vanessa Incontrada. La 3 ha affidato a Raoul Bova e a Teresa Mannino la rappresentazione della vita di coppia con riferimento alla commedia sentimentale. Il bello è sempre assediato da belle, e l’impresa di conquistarlo risulta più che ardua.
Con Tim si abbandona il modello «casa Vianello» per calare lo spettatore in piena atmosfera da cine-panettone. E qui cominciano i guai: spesso gli spot sono solo gag «usa e getta», buoni per una risata facile, mettono a nudo uno spirito italiano molto grottesco, al limite della cialtroneria, contano molto sull’ammiccamento delle curve femminili. È questo probabilmente è la ragione dell’esito insoddisfacente della campagna pubblicitaria Il problema vero è che il nome di Belen resta legato indissolubilmente a due «marchi». A quello della telefonia, di cui è testimonial, a quello di Fabrizio Corona, il bad boy delle cronache mondane: sesso, droga e discoteche made in Milan. E poi la prigione, le continue trasgressioni, i pettegolezzi con Lele Mora.

Nella vita, Belen conquista le cronache gossipare perché si comporta esattamente come negli spot (fosse rimasta con Borriello, sarebbe stata perfetta, come quando si fa immagine della Serie A Tim!). Al suo fianco, però, non c’è il tranquillizzante De Sica ma l’inquietante Corona E la commedia si trasforma in dramma. Se alla Tim, o a chiunque altro, serve un albi, eccone uno.
Fonte: Aldo Grasso per il Corriere della Sera

QUANTO E’ BUONO BERLUSCONI! AVREBBE “DONATO” ALLA MINORENNE RUBY 375 MILA EURO – 2- IN FONDO, SE LI MERITAVA TUTTI: RUBY È STATA CARINA CON IL BANANA: CERTO, MINORENNE è STATA AD ARCORE A FARE BUNGA-BUNGA, HA DICHIARATO LA MAROCCHINA AI GIORNALI MA, NEL CONTEMPO HA TENUTO A PRECISARE, DI NON AVER MAI FATTO SESSO CON SILVIO …

Bisogna che cada Berlusconi se vogliamo dare una occhiata...(Rubi dixit).

1- DAGOREPORT: QUANTO E’ BUONO BERLUSCONI: AVREBBE “DONATO” A RUBY 375 MILA EURO
Un agente che si chiama Lele Mora, un auto che è una rossa-fiammante Ferrari, un bel conto sotto il mattone. Secondo fonti ben informate, il “dono” del Cavaliere del Cialis (in realtà fa sesso con la “pompetta” sottocutanea) al talento (eufemismo) della “nipote di Mubarak” sarebbe stato, poer ora, di 375 mila euro: prima tranche 75, seconda di 300. In fondo Ruby è stata carina con Berlusconi: certo, sono stata ad Arcore (avrà ballato nella disco Bunga-Bunga), ha dichiarata la minorenne marocchina ai giornali ma, nel contempo, ha tenuto a precisare di non aver mai fatto sesso…

Comunque lei ha già iniziato in parte (a far vedere...) . Si vede che Silvio non dura...

Fonte: Dagospia.com

News: ‘Il Fatto’: c’e’ indagine su premier.

Per presunti rapporti con minorenne di origine marocchina.

I love Papi? (Maglietta esclusiva per chi conosce l'arabo).

(ANSA) – ROMA, 26 OTT – Alla Procura di Milano sarebbe in corso un’indagine su presunti rapporti tra Silvio Berlusconi e una giovane di origine marocchina, all’epoca dei fatti minorenne. Lo conferma ‘Il Fatto Quotidiano’, dopo che il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati aveva smentito l’esistenza di una denuncia a carico del premier da parte della ragazza che, secondo il quotidiano, era legata al giro di Lele Mora. ‘Il Fatto’, per l’edizione di domani, annuncia che fornira’ ”ulteriori elementi”.

Fonte: Ansa.it

NINA MORIC SU CORONA-MORA, MI SENTIVO IN DISPARTE.

Il triangolo è pericoloso...

 ”Fabrizio e’ sempre stato molto legato a Lele Mora e mi sentivo in disparte, non mi sentivo una donna completa in questo ‘triangolo’, ma non pensavo, ne penso adesso, che abbiano avuto una relazione sessuale. Se c’e’ stato qualcosa lo sanno solo loro due”. Nina Moric, intervistata in esclusiva da Barbara d’Urso a “Domenica cinque” racconta cosi’ il raporto che legava Fabrizio Corona al suo pigmalione Lele Mora. “Quando ho sposato Fabrizio detestavo Lele, avevo rabbia contro di lui – continua – perche’ lui veniva prima di me nella testa di Fabrizio e mi sentivo senza ruolo, ma non come amante, ma per il l’affetto che li legava e mi sentivo tradita. Io non ero il suo punto di riferimento, era Lele il suo punto fermo.
  Con il tempo ho imparato a conoscere Lele per quello che e’, ho scoperto la sua grande generosita’. A Fabrizio non mancavano i soldi percio’ non potevo pensare che le case e le macchine gliele comprava Mora. Io voglio essere lasciata in pace. Quando io e Fabrizio ci siamo lasciati, Lele Mora e’ venuto a darmi una mano, mi e’ stato vicino quando piangevo e mi sono ricreduta sul suo conto: il male non era Mora, ma Fabrizio.
  Lele e’ una donna ferita; quando dai tanto e ti torna indietro solo dolore, non stai bene”.

 Fonte: agi news  – http://www.agi.it

Macho micio…( ma le relazioni hanno mille sfaccettature no?…)

Sul petto di Fabrizio il cuore batte solo per Belen...(altro che il Lele...)

Una capsula di buonumore in mezzo a tanta pesantezza. Il James Dean della mutua, Fabrizio Maria Corona in Belen, ha avuto una relazione col diversamente longilineo Lele Mora, il cosiddetto manager dei cosiddetti teledivi che amava farsi fotografare in pose da odalisca fra valletti nerboruti. Adesso sappiamo che uno di quei bronzi era lui, il Fabrizio Maria. Lo ha rivelato proprio Mora ai magistrati che indagano su un giro di fatture false, spiegando di aver speso per l’amante uno sproposito in auto, appartamenti e altri ammennicoli rigorosamente esentasse.

Dov’è il buonumore in una storia così triste, direte voi? Ma nella vendetta dell’Immagine, l’unica dea che questi eroi del luccicante nulla siano disposti a onorare. Corona ha costruito il suo mito presso i poveri di spirito sbandierando dalle copertine dei rotocalchi la sua mascolinità «maledetta» e la contabilità delle performance erotiche con la ricarica telefonica Belen: sei giorni la settimana, ovviamente, perché quelli al suo livello il settimo si riposano sempre. Finché si scopre l’altarino, che un mio amico gay aveva sospettato da tempo (infatti non la smette più di ridere). Corona come il predicatore moralista con il conto in banca alle isole Cayman. O come l’estremista vegetariano sorpreso ad azzannare un hamburger da McDonald’s. Dice il saggio: chi ostenta la sua virilità nasconde una doppia verità. E se non vi piace la rima, proviamo con l’assonanza: in fondo al ruggito del macho si può udire il miagolio di un micio.
 

Fonte: Massimo Gramellini per www.lastampa.it

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