Post Taggati ‘ inter ’

INTER. Il segreto di Ranieri «Ogni giocatore fa quello che sa fare»

Sembra l'uovo di Colombo...

Il segreto di Ranieri «Ogni giocatore fa quello che sa fare»

«Gasperini non ha avuto tempo e fortuna. Io ho parlato ai giocatori. Dobbiamo dimostrare che non siamo finiti»

L’Inter supera il Cska e guadagna così i primi tre punti nel girone. La partita è stata avvincente, con i nerazzurri che si fanno rimontare il doppio vantaggio iniziale, ma che alla fine riescono a portare il risultato a casa grazie ad una perla di Mauro Zarate. Da quando Ranieri è seduto sulla panchina interista sono arrivate due vittorie su due partite e sembra essere tornato quel gisuto carattere che contraddistingueva i giocatori nerazzurri in passato: «Sono due le cose che più mi soddisfano: i tre punti in classifica nel girone Champions, che ci danno l’opportunità di riprendere il nostro cammino, insieme al gioco espresso nel primo tempo, con personalità e fraseggi, ingabbiandoli alla grande. Poi ho apprezzato la sofferenza con orgoglio della ripresa. E per orgoglio mi riferisco alla reazione che ho visto qui come a Bologna, insieme alla voglia di spingere di questi ragazzi che volevano tanto questo risultato e sapevano come ottenerlo». Le parole dell’allenatore al termine del match riportate da La Gazzetta dello Sport, che chiude con un frecciatina al Gasperini: «Credo che lui non abbia avuto il tempo e nemmeno la fortuna necessari; io ho avuto poco tempo, ho parlato tanto e ho semplicemente messo gli uomini a fare quello che sapevano».

Fonte: http://www.sportnews.eu

maglietta: www.magliettefresche.it

nota di nfts: l’uovo di Colombo…quando un allenatore non sa più che fare può sempre dire ai propri giocatori : ” giocate come sapete e vedetevela voi in campo”…sembra una stupidaggine ma può funzionare. Modello “oratorio”, lo chiameremmo; ma forse le partite risulterebbero meno noiose…?

Zidane ha fatto scuola: ecco il suo miglior allievo…

Maglietta della domenica "sportiva" (si fa per dire...) a : Samuel Eto'o.

 

Samuel Eto’o in Chievo-Inter come Zinedine Zidane in Italia-Francia del 2006. L’attaccante dell’Inter, durante il primo tempo della sfida del Bentegodi contro i veronesi, si e’ reso protagonista di una plateale scorrettezza non vista dall’arbitro Rocchi di Firenze. Dopo avere ricevuto un colpo dal difensore avversario, lo sloveno Cesar, Eto’o e’ tornato verso il giocatore del Chievo e l’ha colpito con una testata al petto facendolo cadere a terra. Il direttore di gara, nonostante le proteste della squadra allenata da Pioli, non ha preso provvedimenti spiegando ai giocatori in campo di non avere visto nulla dell’accaduto. Un episodio molto simile a quello che aveva visto protagonisti, nella finale Mondiale 2006 a Berlino tra Italia e Francia, Zinedine Zidane e Marco Materazzi. Il francese, durante i tempi supplementari, aveva colpito il difensore azzurro con una violenta testata al petto ed era stato espulso. Samuel Eto’o rischia ora di essere squalificato attraverso la prova televisiva. Sarebbe il secondo caso ‘clamoroso’ dall’inizio del campionato: anche lo juventino Krasic, dopo la simulazione in Bologna-Juventus del 24 ottobre, era stato fermato per due turni proprio in seguito all’utilizzo della prova televisiva.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com

JUVENTUS CONTRO INTER: “NON SANNO PERDERE NÉ VINCERE…” (dice John Elkann).

I nostri collaboratori propongono questa maglietta prima che il campionato prenda il via: alla fine la Juventus rialza la testa anche a favore di tutte le altre e John Elkann dice la cosa che tutti pensano in questo momento…”bisogna saper perdere“, cantava nel 1967 al Festival di Sanremo il grande Shel Shapiro dei Rokes su testo di Lucio Dalla.  La prossima volta, oltre la maglietta, proporremo un remake del disco. Nel frattempo leggetevi attentamente il testo:

Vi piace? Magari per andare allo stadio? Info presso: direzione@magliettefresche.it

Lucio DallaRokes
(di Giuseppe Cassia – Ruggero Cini)

Caterina Caselli

No, non puoi sempre vincere! (no, mai!)
No, non puoi sempre vincere!
Tu non devi odiarmi se lei vuole bene a me
capita ogni giorno quello che è successo a noi!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
ed allora cosa vuoi?
Se tra noi due avesse scelto invece te,
ora te lo giuro che in silenzio sparirei!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
come vuoi e quando vuoi.
Quante volte, lo sai si piange in amore
ma per tutti c’è sempre un giorno di sole!
Io non ti vorrei vedere piangere così,
non è mia la colpa se non vuole dirti sì!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
ogni volta che tu vuoi.
Quante volte, lo sai si piange in amore
ma per tutti c’è sempre un giorno di sole!
Tu non devi odiarmi se sorridere non sai
dammi la tua mano siamo amici più che mai!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Non sempre si può vincere
e allora cosa vuoi?
(No, non puoi sempre vincere!)
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!
Bisogna saper perdere!

Da :  http://www.leggo.it

Dalle liti di ieri per lo scudetto 2006 riassegnato agli attacchi verbali a distanza ormai sempre più di moda. A pochi giorni dall’inizio del campionato è già ‘derby d’Italia tra Inter e Juventus. Per ora a parole, ma parole al veleno. In attesa del confronto diretto in campo all’inizio di ottobre i due club si lanciano stoccate pesanti, che sembravano oramai parte del passato. «Meglio multietnici che comprare le partite», aveva detto ieri il presidente Inter. «L’Inter non sapeva perdere, ma non ha ancora imparato a vincere», la replica di John Elkann oggi da Villar Perosa. Con tanto di controreplica del presidente Inter, «meravigliato» per la risposta perchè lui la Juve non l’aveva proprio nominata. Anche se tutti, a quel ‘comprare le partitè, avevano pensato alla rivalità nata da Calciopoli, lo scandalo arbitrale, la bufera Juve, i due scudetti tolti alla squadra allenata da Capello, il secondo dei quali riassegnato all’Inter. Lo scudetto degli onesti, appunto. E sì che la rivalità tra le due protagoniste del derby d’Italia datava prima del 2006. Almeno dal rigore su Ronaldo non concesso da Ceccarini a Torino, con Simoni infuriato e un seguito di accuse e polemiche durissime. Poi, i giorni al calor bianco dello scandalo 2006, e le polemiche infinite degli anni successivi. Ora, le frecciate di John Elkann, ‘eredè dell’Avvocato in casa Juve quanto a ruolo carismatico, sono destinate a riaccendere la sfida extra calcistica tra Inter e Juve. Un confronto che ha raggiunto il suo culmine con la richiesta da parte bianconera di rivedere il processo sportivo, alla luce delle nuove intercettazioni che gli avvocati di Moggi hanno chiesto di allegare agli atti del processo di Napoli. Dalle parole il club torinese era passato ai fatti lo scorso 10 maggio quando comunicò d’aver presentato un esposto, inoltrato alla procura federale e al procuratore capo dell Figc Stefano Palazzi (che insieme con il suo ufficio di indagini aveva aperto un’inchiesta per verificare se esistevano i presupposti per riaprire il processo) e poi, per conoscenza, ai presidenti di Coni e Figc. La ‘denuncià era stata ratificata dal Consiglio di amministrazione nella sede bianconera: nel documento si faceva esplicito riferimento alle novità emerse nel procedimento penale in corso presso il Tribunale di Napoli, che rivelarono una «fitta rete di contatti» tra esponenti della società beneficiata dell’assegnazione a tavolino di quello scudetto e tesserati del settore arbitrale. Polemiche, carte riaperte e sgambetti verbali destinati a proseguire forse anche in questo campionato viste le premesse e le vecchie ruggini tra i due club che nel giro di pochi anni si sono passati l’ambito testimone di padrone del calcio italiano. Con l’Inter di ieri campione del mercato per anni a guardare sconsolata i trionfi dell’era di Luciano Moggi in bianconero. E a parti invertire la Juve di oggi che tenta di tornare ai fasti di un tempo dopo le macerie di Calciopoli e si trova di fronte alla corazzata nerazzurra capace di vincere in campo quattro titoli in un anno. Più lo scudetto del 2006.

Javier Zanetti: «Ogni sportivo lo sa: anche se hai stravinto, vuoi ri-stravincere».

La maledizione degli "zero tituli" prosegue?"

Il capitano neroazzurro scrive sul magazine del Corriere. E svela il “segreto” dell’Inter: «Mai saturi di scudetti»

MILANO – È stata la domanda dell’estate: e adesso? Quasi un’ossessione…Tutti a chiedermi come fa una squadra, che nella passata stagione ha vinto tutto, a ricominciare a giocare per continuare a vincere. In realtà – pur consapevoli delle difficoltà che sicuramente troveremo lungo il cammino, ma che avremmo comunque trovato – il processo è molto più naturale e sportivo di quello che, dall’esterno, si possa immaginare.

 Chi è atleta lo sa: quando sei lì, anche se hai la bacheca strapiena di trofei, non accetti l’idea della sconfitta. Puoi perdere, perché non c’è una legge che lo proibisca, ma quello che hai vinto non condiziona la voglia, la mentalità, il desiderio – quasi fisico – di ricominciare nello stesso modo. Negli sport individuali, quando devi fare il conto soprattutto con te stesso, credo possa esserci qualche ostacolo in più, ma in una squadra, in un mondo con tante teste e tante voci, è il gruppo che trascina verso l’obiettivo; è la contaminazione dei pensieri che diventa un trampolino di lancio. E se non sali sul trampolino sei fuori, a prescindere dalle tue qualità individuali, perché sicuramente c’è un altro compagno che ha più voglia di te, che è disposto a correre un metro in più per esserci. Il gruppo, solo questo è il “segreto” (fra virgolette) dell’Inter che ha vinto Uefa Champions League, scudetto e Tim Cup. Ed è il gruppo il motore che, da capitano, mi fa dire che l’Inter ha ancora voglia, molta voglia di vincere. Ci siamo ritrovati, dopo la tripletta, e il pensiero di quello che è stato fatto lo abbiamo affrontato quasi esclusivamente nelle… interviste. Fra di noi, poco o nulla. Il ricordo è dentro ognuno di noi, le immagini delle vittorie sono nelle nostre case, ci accompagnano e non finiranno mai dimenticate in un cassetto, ma tutti noi sappiamo di avere un grande privilegio, una fortuna da poter condividere con il Presidente, club, i nostri straordinari tifosi: continuare a scrivere la storia nerazzurra. Capitolo dopo capitolo, passo dopo passo.

Dicevano, già due anni fa, che eravamo saturi di scudetti. Ne abbiamo vinti altri due cambiando allenatore. Dicevano che per noi non contava più la coppa italiana, non ci siamo tirati indietro e ne abbiamo alzata un’altra, per altro sotto il celo di Roma, ovvero nella casa della rivale più forte e dura delle ultime stagioni. Sostenevano che, vincendo tanto in Italia, non avremmo trovato le forze per arrivare sino in fondo alla Champions League. Invece nella finale contro il Bayern Monaco non abbiamo smesso di correre neppure quando eravamo già in vantaggio di due gol… Siamo fatti così, noi dell’Inter. Sappiamo che nulla ci viene regalato, che tutti aspettano la nostra prima sconfitta per cantare il ‘de profundis’, per celebrare la fine di un ciclo. Ascoltiamo senza battere occhio. Lavoriamo e basta. Non regaliamo illusioni, non facciamo promesse, non crediamo di avere già in tasca quello che dobbiamo meritare solo sul campo. Lavoriamo per continuare a vincere. E anche per risentire quella bella domanda: e adesso?….

 Javier Zanetti per il Magazine del Corriere della Sera

(Zanetti è un bravo ragazzo, per questo pubblichiamo il suo articolo…ovviamente per i milioni di tifosi italiani NON interisti, si spera che la fame di vittorie si sazi…o che si trovi qualcuno più affamato di lui…)

 

 

 

 

Balotelli si compra la Ferrari.

Questo articolo è una scusa per farvi vedere questa bella maglietta che indossa Mario...

Aveva detto rispondendo a Josè Mourinho ‘Io non guido una Ferrari’, Mario Balotelli ha però cambiato gusti in tema di macchine e alla Pinetina in questi giorni si è presentato con una nuova fiammante Ferrari California.
Un ‘regalino’ per l’esame di maturità appena passato o forse un anticipo dello sceicco Al Mansour padrone del Manchester City che sta facendo il possibile per portarlo alla corte di Roberto Mancini.

Scoop. Dedicata ai tifosi interisti: il prossimo campionato anche una donna indosserà la gloriosa maglietta…

Infatti, in campo con il capitano Zanetti ci sarà anche Elenoire.

Presentate a Milano le nuove magliette 2010-2011 dell’Inter.

Ci sarà anche in campo anche una donna? Elenoire magari ?

Esame di maturità per il «ragionier» Balotelli …

Ma che maglietta indossa Balotelli...Di chi è quel faccione?

MILANO – Superato l’ultimo ostacolo – la prova orale della maturità, per ottenere il diploma giuridico economico aziendale – Mario Balotelli può dedicarsi alle vacanze e concentrarsi sul suo futuro di calciatore e sulla permanenza all’Inter, tutt’altro che scontata. «Se resterò all’Inter? Adesso vediamo», ha risposto l’attaccante attorniato dai giornalisti che lo attendevano fuori dall’Istituto privato «Milano», in zona Viale Monza. L’attaccante interista si è presentato alla scuola dove nei giorni scorsi aveva già sostenuto le prove scritte, intorno alle 7,50. Scarpe da tennis fucsia, jeans, t-shirt bianca con un paio di collane bene in vista e occhiali da sole, ha parcheggiato la sua fuoriserie nera e, senza tanta voglia di parlare, si è infilato nel portone. Dall’attaccante interista poca voglia anche di commentare l’episodio della scacciacani, per il quale il calciatore è stato fermato dalla polizia domenica pomeriggio, insieme ad alcuni amici con i quali aveva appena attraversato Piazza della Repubblica sparando in aria: «È stata solo una stupidata. Chiedere scusa? A chi?», ha tagliato corto il maturando prima di entrare a scuola, da dove è uscito dopo circa 45 minuti.

Fonte: Corriere.it

Balotelli e amici sparano dall’auto con una scacciacani: la polizia li ferma.

Sullo sfondo una chiesa; e un pensiero..."forse è meglio che mi vada a confessare..."

MILANO – Mentre l’Italia del calcio, o almeno una buona parte, pensa a Balotelli come prossimo salvatore della patria lui procede inesorabile nel suo stile di vita. L’ultima “bravata” del giocatore dell’Inter Mario Balotelli e di suoi tre amici risale a domenica pomeriggio. Risultato: sono stati tutti e quattro fermati e identificati dalla polizia a Milano dopo aver sparato in aria con una scacciacani.

 L’ALLARME – Intorno alle 18.30 una signora milanese ha chiamato il 113 per segnalare che quattro ragazzi “africani” a bordo di un’Audi R8 nera avevano appena sparato in aria attraversando piazza della Repubblica a Milano. L’equipaggio di una Volante è intervenuto sul posto ed ha bloccato l’auto, facilmente identificabile per i cerchioni gialli. Alla guida c’era Balotelli che ha consegnato agli agenti una pistola giocattolo con regolare tappo rosso di sicurezza, scusandosi per quella che ha definito “una ragazzata” di cui si assumeva tutta la responsabilità. I poliziotti si sono dunque limitati ad identificare tutte le persone in macchina.

Fonte: Corriere.it

Siamo d’accordo…

Senza la t-shirt chi parlerebbe di Materazzi?

Questo il titolo di un interessante articolo uscito su “Il Romanista” che parla di come le t-shirt indossate dal difensore interista lo abbiano reso più noto di quanto non potesse esserlo semplicemente nel calcio giocato. E’ proprio vero che molte volte la maglietta (e non chi la indossa) fa notizia…

“ C’è in Italia una categoria di persone, in genere ritenute di una qualche rilevanza pubblica, che per occupare il centro della scena non hanno che un metodo: il principio della provocazione, della dichiarazione o del comportamento che assumono rilevanza solo perché diretti ad irridere, stuzzicare, a volte addirittura offendere, sempre in maniera gratuita, accompagnata da una buona dose di cattivo gusto.

Sia chiaro, possono vantare le attenuanti della dimenticanza e dell’oblio: se non dicessero o facessero qualcosa di sgradevole, sconveniente, maleducato, improprio nessuno si ricorderebbe più di loro; tanto è vero che si producono in tali atteggiamenti quando hanno già imboccato il sunset boulevard, o viale del tramonto se preferite. In genere, nella stragrande maggioranza dei casi, sono politici, i cosiddetti “onorevoli”. Un caso per tutti, da manuale, datato 2003: alla scomparsadell’indimenticabile Alberto Sordi, nel coro infinito di messaggi di cordoglio e di ricordo di una personalità incommensurabile per il cinema e la cultura del paese, stridette la presa di posizione di tale Speroni della Lega, il quale si sentì di sottolineare che in realtà l’arte di Sordi esprimeva una comicità ed uno spirito provinciali, localistici addirittura. Per questo fu ripreso dallo stesso Bossi, pensate un po’. Ora, per chi ricorda quell’epoca sarà facile ricordare anche come il succitato Speroni già da qualche tempo avesse ceduto la scena ad altri “colonnelli” del Senatur.

Quella sparata irrispettosa ed assurda nei contenuti gli servì quindi per tornare ad occupare agenzie e titoli dei telegiornali per un paio di giorni almeno. Il meccanismo è questo, a metà tra il bastian contrario e il rancoroso che deve sempre avere qualcuno da attaccare, un obiettivo su cui riversare la bile causata dal non riuscire ad essere, o non essere più, protagonista in proprio. Anche il calcio negli ultimi tempi ci sta proponendo, in merito a questo discorso, un caso da manuale: quello diMarco Materazzi o, meglio delle sue magliette offensivamente celebrative. Come a dire che i Milito segnano e i Materazzi indossano, gesticolano, sproloquiano (vedi offese a Mexes in diretta Rai al termine di Inter-Roma di Coppa Italia). Scampoli di partita, ingressi a due minuti dalla fine, magari per far prendere i meritati applausi ai protagonisti veri, una maglia da titolare sempre più di rado. Chi parlerebbe di lui, se non indossasse t-shirt ora contro la Roma, ora contro la Juve? “

(Il Romanista – P.Marcacci)

Nike e Inter lanciano la maglietta campione d’europa

L’Inter, con Nike, ha lanciato la maglietta commemorativa della vittoria di sabato, allo stadio Bernabeu di Madrid, contro il Bayern Monaco, che l’ha consacrata Campione d’Europa. La maglietta è già stata vista al temporary shop della Nike in corso Vittorio Emanuele a Milano, dove il negozio, in cui c’era una statua di Sneijder con la magica maglietta che indossavano tutti i giocatori dell’Inter dopo la vittoria a Madrid, è stato preso d’assalto. Nei prossimi giorni la maglietta sarà disponibile probabilmente in ogni punto vendita Nike. Sulla T-shirt davanti è disegnato un biscione neroazzurro, simbolo dell’Inter, mentre dietro c’è la scritta “Write the future”, cioè la campagna pubblicitaria che Nike ha lanciato in vista dei Mondiali di calcio in Sud Africa.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 8.340 follower

%d bloggers like this: