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Magliette 2010. Speriamo non ci siano più nel 2011.

Difficile reperirla...

22 aprile. Che fai, mi cacci?  Mi tratti mediaticamente per buttarmi fuori? Può capitare a tutti no? Maglietta geniale e introvabile.

Può essere indossata durante il cenone come scusa per andarsene via prima della mezzanotte. (se ci si annoia). Oppure utile per mandare messaggi provocatori. Mi cacci? Mi mandi via? Me ne vado. Te ne vai? Insomma una “way out” t-shirt. Davvero utile. Anche per fondare nuovi partiti. Se ne sente il bisogno…Insomma il “che fai mi cacci?”, un must del 2010, indossabile il 31 dicembre. E da bruciare infine. Come le streghe.

M.M. per newsfromtshirts.

Magliette, magliette, magliette. 2010 verso il 2011…

Eloquente. Alla fine è pur sempre un lavoro...

Il 2010 ha ampiamente dimostrato e confermato che il lavoro ( o anche solo lavoretto) non manca neanche nei periodi di crisi. Il “blow job” ( che, come recita la t-shirt, in un sottile gioco linguistico solo anglosassone “è meglio che non lavorare…”) almeno dalle nostre parti (ma non solo) si è confermato un porto sicuro dal reddito stabile e garantito. E non parliamo di Ruby, di Mara, di Daniela, di Brenda…ovviamente. Loro il lavoro ormai ce l’hanno. Parliamo delle oscure ed oscuri lavoratori del “blow job” che si sono contraddistinte/i nel corso dell’anno. Con importanti referenti  politici a sostegno,quali Silvio e Piero,  ma anche con il supporto di testimonial , uomini e donne, dello “show biz”, come Fabrizio con la sua B.R. e via così…fino a Wikileaks, che ha rivelato cose inenarrabili per poi chiudere con  la “cosa” principale :  il “lavoretto” -condiviso- ad Assange dalle sue amiche. That’s life.

Insomma, a Capodanno, per chi ne avrà il coraggio, indossare questa maglietta vorrà dire più che altro essere INFORMATI, sensibili agli usi e costumi correnti, “up-to-date” e , sicuramente, disponibili.  Buon anno , buon indosso e buon job. (Blow…?).

M.M. ( per newsfromtshirts).

E Bondi scrive al Partito democratico: “Cari compagni, non mi sfiduciate”

Chi la indossa questa maglietta oggi?……..

Il ministro della Cultura alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti. “Bersani, Veltroni, Fassino, fermatevi e riflettete”

ROMA – Ieri ha scritto a Napolitano , per denunciare la “parzialità” di Fini. Oggi scrive al Pd (la lettera è pubblicata dal Foglio) per scongiurare il rischio di essere cacciato dal governo. E’ un Sandro Bondi iperattivo quello di questi giorni, alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti in Parlamento. Un passaggio delicato visto che a Montecitorio la maggioranza è appesa a tre voti.

Ai democratici il ministro della Cultura lancia un appello per il ritiro della mozione, dal significativo titolo “Cari compagni, vi spiego perché non dovreste sfiduciarmi”. Questo l’incipit: “Siccome riconosco ancora nei principali leader della sinistra e in particolare a Bersani, Veltroni e Fassino un residuo di concezione seria della politica e di rispetto nei confronti degli avversari politici, vi chiedo di fermarvi e di riflettere prima di presentare contro di me un atto parlamentare cosi’ spropositato, pretestuoso e dirompente sul piano umano, che rappresenterebbe un’onta non per me che lo subisco ma per voi che lo promuovete”.

Bondi sottolinea come la sua gestione dei Beni culturali si vuole caratterizzare come espressione della “volontà di gettare dei ponti di collaborazione sul fronte della cultura, il più delicato e generatore di conflitti” e a fronte di un “clima pregiudizialmente ostile alla mia persona”. Nè manca di ricordare la sua formazione politica all’interno del Partito comunista e la decisione del salto successivo con Forza Italia “per la consapevolezza dell’impossibilità di una evoluzione socialdemocratica del Pci”, con successivo sovrapiù di acredine della sinistra nei suoi confronti.

“Tutto questo però – domanda Bondi – giustifica una mozione di sfiducia individuale nei miei confronti? qual è la ragione per cui la presentate? i crolli avvenuti a Pompei? Non posso crederci. Sapete bene che altri crolli sono avvenuti nel passato, e probabilmente avverranno  anche nel futuro, senza che a nessuno passi per la testa di chiedere le dimissioni del ministro pro tempore alla cultura”.

Ieri Bondi aveva scritto a Napolitano attaccando Fini e ruolo “politico” giocato dal presidente della Camera, puntando il dito contro “l’abnorme commistione tra imparzialità del suo ruolo e leadership di un gruppo parlamentare”.

Fonte: Repubblica.it

Berlusconi: Ieri sera molti hanno offerto la loro collaborazione.

Questo signore, in Cina, sta preparando le magliette celebrative per la grande vittoria del timoniere Silvio...

 ”E’ stata sconfitta la congiura di Fini e della sinistra”, “e’ fallita una manovra di palazzo, una operazione portata avanti da due anni e che e’ miseramente fallita”. E’ quanto ha affermato Silvio Berlusconi parlando a ‘Mattino 5′. “L’ipotesi del terzo polo non ha piu’ prospettive” – ha aggiunto il premier – “Ieri sera gia’ diversi altri parlamentari hanno offerto la loro collaborazione . ..

Ma le folle al seguito del grande Timoniere Silvio sono già raccolte nelle piazze italiane...

Sapete cosa c’è scritto?  Questo:

Applicando l’insegnamento della mia zia Marina le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei suoi 150 anni di storia.

(newsfromtshirts)

CRISI GOVERNO: URSO, NON VOGLIAMO ABBATTERE BERLUSCONI.MESI DI TENSIONE PER NULLA…MORIREMO BERLUSCONIANI.GRAZIE FINI.

La maglietta del giorno per Fli e per: Urso, Fini, Granata, Bocchino, Briguglio e tutti gli altri…

“Il nostro obiettivo non è abbattere Berlusconi” ma “è imprimere una svolta per ricostituire un centrodestra europeo che Berlusconi più di Bossi hanno pregiudicato”.

Adolfo Urso, coordinatore di Fli ospite a Omnibus su La7, parla delle intenzioni di Futuro e libertà.

“Penso che ci sarà un sussulto di responsabilità nella Lega e in buona parte del Popolo della Libertà. Berlusconi per noi è un esponente politico di rilievo, non è il padrone” spiega l’ex viceministro.

“Occorre fare un nuovo Governo allargato alle forze moderate del centrodestra. L’ala moderata del centrodestra non si riconosce più nelle cene di Arcore tra Berlusconi e Bossi: chiediamo che si torni al centrodestra moderato, quello composto da Fini, Casini, Berlusconi e Bossi” conclude prosegue Urso.

E come dice la Perry…ABBIATE PAURA , BRAVI!

e come diceva Jim Morrison…THIS IS THE END.

Fonte: agenzie varie.

Imperia: è guerra Pdl-Fli, Orlando critica Scajola e mette in vendita su internet ( dove altrimenti?) le sue magliette.

Dopo il "che fai mi cacci"...(maglietta di grande successo) ci si affida ancora alle magliette per segnalare il proprio disagio...

Sergio Orlando, fuoriuscito dal Pdl nelle cui fila è stato candidato alle ultime provinciali e ora attivista di Fli nel capoluogo e autore della maglietta che ha sfoggiato durante la cena che ha concluso la visita di Urso a Imperia, ha intrapreso una nuova iniziativa, mettere in vendita le magliette al costo di 25 euro con una particolarità. ” Viste le dichiarazioni dell onorevole Claudio Scajola sul Secolo XIX di oggi ha scritto Orlando sul suo profilo di Facebook e mandato un messaggio a tutti gli amici – ho il piacere di comunicare che le magliette della foto sono in vendita al costo di 25 € ma per gli ex di Alleanza nazionale il prezzo sarà fatto in base al tempo che ci mettono ad entrare in Fli”. 

Fonte:
http://www.sanremonews.it

L’affondo di Fini su Marchionne: “La Fiat salvata dagli italiani”.

Marchionne messo in mutande? Gli procuriamo qualche maglietta?

Il presidente della Camera replica
a Marchionne: “In tv ha parlato
da canadese”. Chiamparino frena:
“La competitività è fondamentale”

«Marchionne mi sembra ieri abbia dimostrato di essere un po’ più canadese che italiano, visto che è italo-canadese». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, interviene sulle parole pronunciate a “Che tempo che fa”dal manger del Lingotto. «Marchionne ha detto una cosa – così il presidente della Camera – che sarebbe normale se detta da uno che non è un top manager italiano, ma è un po’ paradossale che lo dica l’amministratore delegato della Fiat perchè se è ancora un grande colosso è stato perchè c’è stato il contribuente italiano a garantirlo. Non è un paradosso – ha aggiunto Fini – se lo dice a noi classe dirigente “non ce la facciamo con questa concorrenza serrata, ma l’Italia non riuscirà mai a vincere la gara se punterà solo sulla quantità e non sulla qualità». «Di questo – ha spiegato Fini – mi piacerebbe parlare nella politica italiana, non di quello di cui si parla tutti i giorni sulle prime pagine dei giornali».

Il plauso della maggioranza
Dal governo, però, si levano molte voci a favore di Marchionne. «È davvero auspicabile che la politica italiana abbia la lungimiranza di sostenere Sergio Marchionne, che si sta dimostrando un coraggioso innovatore. Da questo punto di vista, anziché polemizzare su una provocazione verbale di Marchionne, occorrerebbe concentrarsi sulla sfida di competitività a cui l’Ad Fiat giustamente ci richiama», dice il portavoce del Pdl Capezzone. «Le persone intelligenti non si soffermano sulle singole parole, ma sulla sostanza di un discorso. Se l’Italia avesse ancora una classe dirigente nazionale degna di questo nome e dei leader politici autorevoli, si interrogherebbe a fondo sulle affermazioni di Marchionne, che chiamano in causa i problemi veri con i quali tutti dovremmo confrontarci secondo uno spirito di cooperazione e non di conflitto. Ignorare o peggio polemizzare con una battuta paradossale quanto allarmata di Marchionne significa far finta che i problemi non ci siano e che tutto possa continuare come nel passato. La sinistra lo può fare, tutti coloro che lavorano per il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia no», interviene Bondi.

La mano tesa del sindaco di Torino
Secondo il sindaco di Torino Chiamparino «Marchionne ha detto cose che dice da tempo, non ha detto niente di nuovo. Non mi sembra una novità. Se non c’è competitività è difficile andare avanti».

Nello studio di Fazio, Marchionne ha detto che «senza l’Italia la Fiat farebbe meglio», spiegando che «nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia». Secondo Marchionne, poi, «Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre». La Fiat, ha chiosato Marchionne, ha ripagato «qualsiasi debito verso lo Stato in Italia». «Non voglio ricevere un grazie, ma non accetto che mi si dica che chiedo assistenza finanziaria». L’Italia oggi si trova «al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48/mo posto per la competitività del sistema industriale. Siamo fuori dall’Europa e dai Paesi a noi vicini – ha proseguito Marchionne – Negli ultimi 10 anni l’Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri Paesi, ma non è colpa dei lavoratori».

Le precisazioni di Sacconi
Una puntualizzazione che non deve essere particolarmente piaciuta al ministro Sacconi che a stretto giro gli ricorda che «l’Italia è un Paese che ha già dimostrato l’attitudine ad evolvere verso una maggiore competitività nel rispetto dei diritti dei lavoratori incluso il diritto ad incrementi salariali legati a una maggiore produttività. Se »è legittimo invocare maggiore produttività».

Fonte: Lastampa.it

Anche Grillo cavalca i sondaggi.

Lui (Grillo...) sicuramente osa...

Il comico genovese: stiamo volando perchè siamo veri, mentre i partiti sono il nulla, il fango è più pulito.

Il bello è che se lo domanda pure lui. «Ma cosa stiamo facendo?», dice dal palco di questo parco accanto all’ippodromo. Lui non lo sa, chi lo ascolta nemmeno. «E’ un sogno, un sogno che parte da qui», aggiunge Beppe Grillo. In cima alla piccola collina che sta proprio di fronte, accanto alla fila di pini marittimi ancora giovani, Natasha Guiduzzi, 39 anni, consigliera comunale qui a Cesena è appena salita per farsi un’idea di quanti sono. La risposta sono le mani sulla faccia, la ragazzona comincia a piangere come una bimba. «Tanti, tanti, tanti. E’ da quattro mesi che ci lavoro e siamo tanti». Almeno ventimila, ieri.

Beppe Grillo l’ha voluta chiamare “Woodstock”, come la tre giorni di 41 anni fa nell’America dei Figli dei fiori. Qui i giorni sono due, si chiude stanotte. «Quarant’anni fa a Woodstock sotto la pioggia si rotolavano nel fango. Qui, ma speriamo che non piova, vedete di portarne via un po’: questo è il fango più pulito che c’è in Italia». Unico accenno a qual che passa la politica in queste ore. Non parla di Fini o Berlusconi, Beppe Grillo. Un copione che nemmeno sarebbe gradito a questo pubblico. Piuttosto, in attesa del gran finale di questa sera, complimenti per il pienone: «Quanti siamo, e senza chiedere una lira a nessuno…!».

C’è lui, che arriva osannato in giacca blu e sale sul palco con la felpa della ditta, «Movimento 5 Stelle». Ci sono attori, amici, cantanti, Dario Fo e Flavio Oreglio, Francesco Baccini e Freak Antoni, Samuele Bersani, Cristiano De Andrè, Max Gazzè. «Tutti gratis, perché condividono la nostra visione del mondo». E tutti qui perché questa deve essere una festa, una grande festa. «Siamo vivi, siamo gli unici rivoluzionari delle idee -dice Grillo ai suoi- Lo spettacolo questa volta lo farete voi. Ci hanno chiamato in tutti i modi, perfino squadristi». E il riferimento è alla festa del Pd a Torino, a Renato Schifani presidente del Senato, contestato e zittito dai «grillini» piemontesi.

Da bravo gattone Grillo aspetta il momento giusto per la zampata. «Nel pomeriggio di domenica spiegheremo dove andiamo a finire». Oggi. «Squadristi noi? Sì, siamo gli squadristi della raccolta differenziata, gente che se vede un mozzicone per terra lo prende e lo mette nel contenitore della raccolta differenziata». Gente che sa risparmiare. Che pratica l’ecologia. Che naviga in rete e grazie a Internet si è ritrovata qui. Come dice il cantautore genovese Francesco Baccini, che in un’ora ha scritto la sigla di questa Woodstock romagnola, «questa è una storia vera, nata dal basso e cresciuta libera via Internet».

A sera, quando Dario Fo sta per salire sul palco, l’Organizzazione comunica che i presenti sono 70 mila. «Solo tra tende, camper e camere d’albergo abbiamo superato i 20 mila», giura il bolognese e consigliere regionale Giovanni Favia. La Questura, al momento, nulla ha smentito. Sul palco, con Grillo, improvvisa un blues dal titolo «ma che cazzo stiamo a fare qua». Ballano tutti. S’intuiscono appena, nel rap-gramelot di Fo, parole o mezze frasi come «galera», «e adesso se ne vanno», «il governo se ne va, ullallah!».

Aspettare il pomeriggio per sapere dove li portarà il sogno, dove andranno a finire. «Con nessun partito – ha anticipato lui, rispondendo ad Antonio Di Pietro – Noi siamo un movimento, e per questo siamo vivi. Non siamo più gli “altri” nei sondaggi, siamo nei comuni, nelle regioni, e cresceremo ancora. Siamo pazzi per la democrazia e non stiamo nè a destra nè a sinistra: stiamo sopra». Frase, quest’ultima, già brevettata da Umberto Bossi negli anni ‘90, quando a Grillo non dispiaceva e concedeva interviste a «La Padania» firmate da Roberto Maroni. Quello dev’esser stato un sogno brutto e breve. Ma adesso, «cosa stiamo facendo?».

Fonte: GIOVANNI CERRUTI

INVIATO A CESENA per lastampa.it

Governo/ Beppe Grillo: Sistema inventa uomo nuovo ma è stagionato.

Grillo sempre più serio...

Beppe Grillo boccia Gianfranco Fini: “Il discorso di Fini – scrive sul suo popolare blog il comico, fondatore del Movimento cinque stelle – mi ha ricordato quello di 15 anni fa di Berlusconi”. “Molte le similitudini. Entrambi – sottolinea Grillo – scendono in campo per il bene del Paese, entrambi rinnegano il loro protettore. Berlusconi rinnegò temporaneamente Craxi e Fini rinnega Berlusconi che lo sdoganò dall’innominabile area post fascista proponendolo a sindaco di Roma (erano i primi anni ’90)”. “Entrambi, sembra incredibile, parlano di legalità… il primo Berlusconi – ricorda il comico e polemista genovese – era infatti un ammiratore di ‘Mani Pulite’ e propose un ministero a Antonio Di Pietro, mentre Fini era nella ‘cabina di regia’ durante i fatti di Genova del G8. Il Sistema quando si trova di fronte a un muro, e ora lo è, si inventa l’uomo nuovo anche se stagionato. I media fanno il resto e – conclude – con un doppio salto carpiato con avvitamento multiplo, inesorabilmente, tutto rimane com’era”.

Fonte:
http://notizie.virgilio.it

La Russa:generale ha cambiato bandiera.

E se in realtà il Generale Fini avesse solo cambiato maglietta? ( O casacca?)...

(ANSA) – ROMA, 5 SET – Non sono i colonnelli che hanno cambiato generale, e’ ‘il nostro generale che ha cambiato bandiera’.
Cosi’ La Russa rispondendo a Fini. ‘Il discorso di Fini e’ deludente. Solo antiberlusconismo’, commenta il portavoce del Pdl Capezzone. E Bersani:’Il Paese non puo’ subire traccheggiamenti, ci sono problemi di cui la politica non riesce a parlare’. ‘Berlusconi non fa nessuna dichiarazione e se ci saranno indiscrezioni di fantasia saranno smentite’. Cosi’ il portavoce del premier,Bonaiuti.

Fonte: Ansa.it

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