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Non sono tutti uguali i calciatori, se visti da sotto la maglietta ufficiale. #Osvaldo, #Totti #Balotelli

football

Osvaldo ci aveva pensato molto prima di esporla.

 

Indubbiamente Osvaldo della Roma è un tipo rock. Non solo per le “sotto” magliette che espone quando si toglie quella ufficiale giallorossa ma anche per la faccia, per la “cara”, diciamo e per la grinta. Parlando però di magliette “urlate” dopo un gol non possiamo non ricordare Totti, al quale la lunga carriera ha permesso di sciorinare una infinita collezione di magliette esposte per il pubblico forse quello meno interessato al lato tecnico della partita. Francesco Totti , sollevando il “giallorosso” ,  ci ha quasi raccontato la sua vita a mezzo di artigianali invenzioni pensate durante la noiosa settimana di allenamenti. Si partiva dallo “sgarro” alla Lazio (vi ho puniti ancora)  alle scuse ai propri tifosi ( scusate il ritardo) per finire a magliette puramente celebrative della propria famiglia. Aggettiviamo il suo modo di fare spot con una maglietta? TRADIZIONALISTA.

E vogliamo parlare di Balotelli? “Why always me?”, una delle sue più famose. Perchè sempre io nel mirino dei giornalisti? Perchè sempre io con i fotografi alle calcagna, anche fuori dai campi di calcio. Ovviamente a Balotelli tutto ciò fa piacere…e dunque lo poniamo nel girone dei VITTIMISTI (allegri), dove la maglietta è un accessorio per far vedere i muscoli. Perchè a Balotelli più che a far vedere la maglietta interessa un altra cosa: far vedere al pur nutrito parco di appassionate del calcio, in televisione e allo stadio, i propri bicipiti e la propria disponibilità ad occuparsi di più donne, anche in contemporanea.

 

osvaldo

Fondo schiena di Osvaldo. Sembra insegnare a De Rossi a comunicare a mezzo di maglietta.

Infine Osvaldo, o Osvaldone, come alcuni allo Stadio lo chiamano. Osvaldo è un tipo rock, dicevamo. Ha avuto il coraggio di ri-suonare il sacro refrain di Totti “vi ho purgato anche io” e ora esporre l’inutile coraggio di omaggiare tutte le donne che amano il rock & Roll, grazie alle esposizione di una maglietta che, secondo noi, ha ben altri significati rispetto a quanto si può semplicemente leggere…Osvaldo ha le sue groupies, Osvaldo fa un concerto, quando segna un gol è il suo acuto, e la maglietta sta a li a dimostrare che nel centravanti oriundo  alberga una star che non ne vuol sapere di allinearsi agli altri uomini sandwich che espongono magliette in campo con delle precise finalità: lui è per il verso sciolto, per l’enigma in rima, per la maglietta che neanche la sua mamma capirebbe. Girone di “magliettaro” ? SEX SYMBOL PURO.

(1ma puntata; marco mottolese per newsfromtshirts)

 

 

 

 

Como, sulla maglia Fondazione Borgonovo

Como senza sponsor? Spazio alla solidarietà. Da oggi sino alla fine del campionato il Como porterà sulla maglia il logo della Fondazione Stefano Borgonovo Onlus.
La lodevole iniziativa è stata presentata a Giussano, nella casa dell’ex attaccante del Como colpito dalla Sla. Per nulla a disagio per l’invasione nella sua camera di giornalisti, fotoreporter e videoperatori, Stefano Borgonovo ha parlato a lungo con i giornalisti e i rappresentanti del Como, grazie al computer oculare con sintetizzatore vocale. «Sono onorato di vedere sulla maglia del Como la fondazione che porta il mio nome. Non nascondo di essere emozionato, ho indossato per la prima volta la maglia azzurra nel 1975, avevo 11 anni. Con lei sono arrivato in Serie A».

Nonostante il dispiacere di aver poi dovuto interrompere la carriera di allenatore in seguito al fallimento del Como (nel 2005, era il mister della Primavera), Borgonovo è sempre rimasto legato ai colori azzurri. «Mi hanno chiesto cosa provo nel vedere il mio nome sulla maglia ufficiale del Como, ho risposto così: “normale, quella maglia non l’ho mai tolta”».

Molto emozionato Amilcare Rivetti, vice presidente del Como: «Siamo noi che dobbiamo ringraziare Stefano Borgonovo e la moglie Chantal per averci dato la possibilità di portare sulla maglia l’immagine della fondazione che sta combattendo una partita importante, speriamo di vincere insieme, su tutti fronti».

L’intesa tra la famiglia Borgonovo e il Calcio Como è stata raggiunta in pochi giorni, grazie anche a Fabrizio Diana, legale della fondazione e responsabile comunicazione della società lariana. E sempre nel giro di pochi giorni la Legea è riuscita a realizzare le nuove maglie che saranno indossate per la prima volta oggi dai giocatori del Como, nella sfida contro l’Alessandria.

Felice per l’iniziativa anche Chantal, moglie di Stefano. «Ringrazio il Como per averci offerto l’opportunità di promuovere la nostra fondazione che ha tanti progetti per combattere la Sla».

La collaborazione tra Fondazione Borgonovo e Calcio Como sarà sempre più stretta. Chantal Borgonovo collaborerà con la società azzurra nel campo della comunicazione e dell’immagine: testimonial e public relations.

«Vogliamo rilanciare la società sotto tutti gli aspetti – ha confermato Maurizio Porro, neo direttore generale del Como – ed essere vicini e utili a realtà importanti come la Fondazione Stefano Borgonovo».

E il Borgo ha sempre nel cuore il settore giovanile. Dopo essere stato costretto a lasciare il Como ha fondato con l’amico Marco Barollo una scuola calcio di alto livello a Giussano, operativa sui campi del Vis Nova. Ma c’è anche un’offerta di collaborazione con il Como. Che richiamo per Stefano…

Riccardo Bianchi

Per maggiori informazioni sulla Fondazione Stefano Borgonovo visitate il sito ufficiale http://www.fondazionestefanoborgonovo.it/

 

 

Tributo a George Best: ecco la limited edition dedicata al Belfast Boy firmata Andrea Bertacca e Andy Richardson

 

Andy Richardson, il marchio di abbigliamento più cool e british inspireddel momento Made in Tuscany, anche per questa stagione replica con una special edition per le t-shirt in cotone stampato con disegni originali del creativo . Dopo l’icona JFK è il turno di unfuoriclasse storico del Manchester United: “The Belfast Boy” (parte delricavato della vendita delle magliette sarà devoluto alla George Best Foundation). Inoltre dalle ore 20.00 di martedì 11 gennaio, incollaborazione con Darden Studio parteciperà a una performance che si concluderà mercoledì 12 gennaio alle 20.00, presso lo storico atelier diPecchioli Ceramica. In questa evocativa cornice i fotografi di Darden Studio useranno i capi di Andy Richardson per uno shooting di 24 ore, cui il pubblico potrà assistere. Gli scatti finali ottenuti dalla maratona creativa, saranno esposti dal 20 al 25 gennaio 2011 sempre presso Pecchioli Ceramiche negli orari di apertura dello showroom

Real: con Mou si vendono meno magliette

La rivista spagnola “Don Balon” riporta un calo del 20% dall’arrivo dello Special One

Non è ancora scoccata del tutto la scintilla tra il Real Madrid e Josè Mourinho. Dopo le accuse rivolte allo Special One per il gioco poco spettacolare del suo Real e le polemiche con giocatori e stampa, ora ci si mette anche la crisi del merchandising. Infatti, da quando Mou è l’allenatore del Real Madrid, il club blanco ha perso popolarità: la rivista Don Balon riporta un calo del 20% nelle vendite delle magliette e degli altri prodotti ufficiali merengue. La rivista sottolinea inoltre l’immagine pubblica e i modi fi dare dello Special One non sarebbero graditi ai tanti soci del Real Madrid, nonostante siano per lo più amici del presidente Florentino Perez.

 

(fonte: datasport.it)

La speranza in 33 magliette

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Il Real Madrid ha inviato delle magliette firmate con dedica ai 33 minatori bloccati da quasi 2 mesi in una miniera in Cile, invitandoli ad andare a vedere un match al Santiago Bernabeu quando ne verranno fuori. Le maglie riportano il messaggio “coraggio, minatori” e sono state consegnate con un album di foto della rosa della squadra al ministro cileno delle Miniere,Laurence Golborne, che si incaricherà di passarle ai minatori. Il Real ha pubblicato sul proprio sito delle foto dell’allenatore José Mourinho e delle star della squadra, Cristiano Ronaldo, Iker Casillas o anche Sergio Ramos, in procinto di firmare le maglie che hanno il numero 33 al retro. I 33 minatori intrappolati saranno portati fuori “nella seconda parte di ottobre”, cioè prima del previsto,

Una realtà sempre più virtuale…ma anche una grande idea!

Siamo tutti qui perchè nessuno è qui.

Tifosi finti? Raddoppiati – Sono raddoppiati, allo stadio «Nereo Rocco» di Trieste, i tifosi virtuali seduti sugli spalti. Nuovamente rivoluzionato il colpo d’ occhio all’interno dello stadio dove sono state aumentate le dimensioni della copertura collocata sui gradoni della gradinata Colaussi e che raffigura i sostenitori alabardati in una giornata di festa. I teloni raffiguranti i tifosi sono stati elevati di un’ulteriore livello e ora coprono in altezza quasi completamente la tribuna prospicente alle due panchine. Sulla copertura, inoltre, hanno fatto la comparsa anche gli attesi sponsor, una quindicina, portando così a complimento il progetto di marketing elaborato dal presidente Stefano Fantinel (Ansa/Lasorte)

Surrealismo fotografico...

Roma in crisi: tensione Totti-Ranieri. «Siamo tornati al catenaccio».

La nuova maglietta della Roma...

La squadra rientra dopo la sconfitta di Monaco: sfogo del capitano, il tecnico non commenta.

ROMA – Clima pesante nella Roma dopo l’ennesima sconfitta. La «doppietta» 1-5 contro il Cagliari e 0-2 contro il Bayern ha alzato la tensione negli spogliatoi giallorossi. E dopo le indiscrezioni su tensioni fra l’allenatore e Francesco Totti – uscito scuro in volto dal campo quando è stato sostituto con Menez sull’1-0 di Monaco – il tecnico si trincera dietro un no comment.
«Non so nulla, non ho letto nulla, non voglio commentare», ha dichiarato Claudio Ranieri imbarcandosi con la squadra all’aeroporto di Monaco per tornare a casa dopo il 2-0 subito nell’avvio di Champions League. Bocche cucite anche all’arrivo a Roma Fiumicino, intorno alle 14.30: la squadra è entrata in silenzio stampa. Ad accogliere i giocatori nessun tifoso, solo curiosi. E loro non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Potranno parlare solo i dirigenti.

 

 Totti corre via e Ranieri si gira dalla parte opposta (foto Liverani)

 

 Totti corre via e Ranieri si gira dalla parte opposta (foto Liverani)

AMAREZZA E DUBBI – Secondo i rumor provenienti dallo stadio di Monaco, capitan Totti aveva espresso – nel dopo partita – tutta la sua amarezza per il gioco oltre che per il risultato. «Siamo ritornati al vecchio catenaccio – aveva poi dichiarato il capitano alla Gazzetta dello Sport – non abbiamo giocato al pallone, abbiamo pensato solo a difenderci. Giocando in questo modo mi sembra difficile poter vincere le partite». Ma il tecnico giallorosso non si scompone : «Il bello del calcio è che si può sempre ripartire. C’è sempre un gara per ricominciare… Non so nulla delle dichiarazioni di Totti» si legge sul sito Romanews.eu

Fonte: http://roma.corriere.it

Belen Rodriguez: Marco Borriello non vuole solo una notte di sesso.

Un vero sportivo sa che il sesso non fa male se accoppiato al sentimento.

Alcune settimane fa, Belen e Corona si erano lasciati. Entrambi sembravano convinti, lui l’aveva cacciata di casa e lei aveva dichiarato che stavolta era finita. Poi però, neanche tempo una settimana che Corona cambia idea e raggiunge Belen Rodriguez a Barcellona dove lei sta girando gli spot della Tim. Li il re dei paparazzi cerca di riconquistarla e sembra ci riesca, visto che i due sarebbero rimasti chiusi in albergo due giorni. Ma poi Belen torna di nuovo sui suoi passi e decide di tornare in Argentina da sola per stare con la famiglia. Fabrizio Corona torna a Milano da solo, ma giura che con Belen non è finita e per riconquistarla la difende dalle voci sul giro di cocaina all’Hollywood, poi intervistato da Novella 2000 dice che quando Belen tornerà, sentiremo ancora parlare di loro perché la loro storia non è affatto finita. Si sentono tutti i giorni e Belen aveva ammesso a Tv Sorrisi e Canzoni di sentirsi sola.

Ma se Laura Chiatti, sembra del tutto uscita dalla vicenda, meno Marco Borriello ex mai dimenticato di Belen Rodriguez. L’argentina, avrebbe incontrato qualche settimana fa Borriello ad Ibiza e da li sarebbe nato il caos con Corona. In seguito Belen aveva ammesso, che con Borriello aveva sbagliato perché non si erano mai chiariti, dicendo anche di ammirarlo perché si era fatto da parte sapendo che lei era molto confusa. Ora a Novella 2000 arrivano nuove indiscrezioni su Marco Borriello e tutta la vicenda. Secondo una fonte ben informata,  lui non andrebbe a letto con Belen solo per una sera. Vuole molto di più.

La persona che ha riferito queste informazioni ha dichiarato: “Marco non è uno che si accontenta di una sera con Belen, fosse anche per il togliersi il gusto di fare cornuto Corona. Borriello è intelligente e per sé vuole dell’altro, di più” e conclude dicendo: “Belen e Borriello sono due ragazzi con la testa sulle spalle. Non andrebbero mai a letto così per fare. Il problema è Corona. Se lui non si decide a offrirle stabilità, una vita semplice, come potrebbe invece darle Borriello, la corda si spezzerà irrimediabilmente. Insomma, questa storia è più intricata del previsto.
Fonte: http://www.notizieoggi.net

“Non Evoluti” ma ben vestiti

Il supergruppo di tifosi del Milan presenta la maglietta che verrà sfoggiata il 20 luglio, il giorno del raduno dei rossoneri.

I “Non Evoluti” si mettono a nuovo e presentano la maglietta che sfoggeranno il 20 luglio, il giorno del raduno del Milan.

“Nell’occasione per la prima volta i tifosi milanisti giungeranno a Milanello tutti insieme non per una finale di Champions, non per la presentazione di Messi o Cristiano Ronaldo, bensì per star vicino alla propria squadra del cuore nel momento più importante e di bisogno – spiega Alessandro Jacobone, presidente degli ormai quasi 30mila “Non Evoluti” -. Verranno parecchi ‘Non Evoluti’ da tutta Italia e stiamo organizzando i pullman e il car-sharing per permettere a chi arriva dalla stessa regione di abbattere i costi di trasferta”.

“Le magliette saranno presto disponibili per tutti i ‘Non Evoluti’ che ne vorranno una come ricordo per questa data che speriamo sia di svolta per la storia del Milan”, conclude il leader del movimento che chiede a Silvio Berlusconi di lasciare il timone rossonero.

(fonte sport.libero.it)

«Toto-t-shirt» a San Lorenzo: l’Azzurro più richiesto? «Totti» … ( E te pareva…). Classifica popolare ( e veritiera…).

Totti for ever!

Tra le bancarelle del mercato centrale si gioca un «mondiale» parallelo a quello vero. E’ il mondiale delle t-shirt false. Le più vendute sono quelle dei finalisti.

Al mercato di San Lorenzo si disputa un «micro-mondiale», parallelo a quello vero. E’ il mondiale delle magliette, repliche delle originali, le cui vendite seguono esattamente l’andamento dei risultati che arrivano dal Sudafrica. Così, da sabato pomeriggio, dopo l’altisonante batosta rifilata dalla Germania all’Argentina, i commercianti più lesti (e lungimiranti) hanno già pronte, da esibire meglio delle altre, la replica delle maglie di Lahm e Sweinsteiger. Ad acquistarle però non sono tanto i turisti tedeschi, né i calciofili nostrani, quanto gli albanesi.

“La mia comunità è in festa – fa sapere Erlind, mentre ne compra una – da noi ci sono moltissimi tifosi della Germania”. “Non tutti, forse la metà, a dire il vero”, precisa, poco dopo, Filip: “io tifo Italia, e conosco altri albanesi che sostengono l’Olanda”. Ed è proprio l’Olanda a segnalarsi come «squadra simpatia»: «stiamo vendendo un sacco di maglie di Schnejder, soprattutto perché gioca nell’Inter», racconta Raul, peruviano, che lavora, assieme a Vanessa, nel seminterrato davanti alla basilica di San Lorenzo.

All’esterno e all’interno, è un vasto campionario di magliette, anche originali. Naturalmente, la differenza di prezzo è tale che si preferisce spendere 10 euro per provare l’ebbrezza di avere sulle spalle un nome importante. Gli italiani lo fanno più la sera, giocando a calcetto, mentre «sono stati molti i turisti americani», continua Raul, «a volere la maglietta della propria nazionale, almeno fino a quando non è stata eliminata». Più che la squadra, però, conta la star, il singolo fantasista che fa battere i cuori. «Anche delle ragazzine -commenta Vanessa- tante di loro hanno comprato la maglia di Cristiano Ronaldo». Oltre all’esterno portoghese, i commercianti avevano riempito scaffali e bancarelle con le scritte di Messi, Kakà, Rooney e Gourcouff: ma le rispettive nazionali non sono andate oltre i quarti e sono stati loro, i giocatori più attesi, a deludere maggiormente.

Per questo Cesar, mentre indica la propria bancarella, mostra di essere «sorpreso dalle richieste degli ultimi giorni, sono tutti nomi che non abbiamo mai avuto». Questo vale soprattutto per l’Uruguay, che è arrivata in semifinale «e meno male, per i nostri affari, che  il Paraguay non ha eliminato la Spagna». Ed è forse David «mara» Villa il vincitore, per ora, di questo micro-mondiale. Per far fronte alle nuove richieste, alcuni commercianti hanno ordinato la maglia di Honda: «è arrivata sabato, per non ora non abbiamo alcun riscontro». Segno forse della mancanza di turisti giapponesi in questo periodo, a Firenze. E l’Italia? «fino alla partita con la Slovacchia andavano via da far paura», risponde Raul. Poi hanno continuato a seguire l’andamento dell’Italia vera. Com’è successo al Brasile: la maglia di Kakà non ha avuto più richieste dopo l’eliminazione ai quarti.

Gli azzurri più venduti? «Cannavaro e, incredibilmente, Totti». Proprio così:il capitano della Roma non era neanche tra i convocati in Sudafrica, ma resta il giocatore azzurro più amato. E Gilardino, a Firenze? Possibile non si venda? «No, Gilardino con la maglia della nazionale non piace. Semmai, ai bambini». E Montolivo? Non pervenuto. «Poi c’è una maglia che, a questo punto, ci è toccato nascondere»: è quella di Felipe Melo. «Più che altro -spiega Cesar- perché con la maglia di Melo esposta, nascevano continue discussioni su questo giocatore. Come mai era più forte alla Fiorentina? Hai visto Corvino che scherzo ha fatto alla Juve?». E per evitare discussioni tra juventini e viola, meglio non farla più vedere. Per un Melo che non dà frutti, il micro-mondiale regala invece soddisfazione a quei tifosi, come gli albanesi, che non potranno mai aspettarsi grandi exploit dalla propria nazionale. Il Perù di Raul non si qualifica da tempo immemore e allora: «mi consolo con mia moglie, che è olandese». Martedì, per la semifinale con l’Uruguay, cena a due in tenuta arancione.

Marco Bazzichi  per  http://corrierefiorentino.corriere.it/

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