Post Taggati ‘ Bossi ’

Bossi: “L’Italia comprerà la partita”.

Presentata oggi in Padania la nuova maglia della nazionale italiana...

Il Senatùr: la prossima stagione
2-3 calciatori slovacchi in serie A.
La Figc: “Offensivo, adesso basta”
Italia contro Slovacchia, Lega contro Italia. A due giorni dalla partita decisiva del Mondiale azzurro – i Campioni del Mondo dentro o fuori contro Hamsik e compagni – scoppia una nuova polemica tra Lega Nord e nazionale di calcio. E stavolta ad accendere la miccia è Umberto Bossi, fondatore e leader del movimento autonomista.

«Tanto la partita se la comprano: vedrete che nel prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi nelle squadre italiane…», è la bordata lanciata dal Senatùr. Gli azzurri, secondo il leader della Lega, agli ottavi andranno, compreranno la partita contro Hamsik e compagni e proseguiranno la loro avventura Mondiale. Per la Figc è troppo: «Una dichiarazione sconcertante e offensiva. Questa volta e in questo momento, il senatore Umberto Bossi ha passato il segno», è la nota ufficiale della Federcalcio che arriva intorno alle 21.20. Due righe per esprimere il «proprio sconcerto» e per prendere le distanze da una considerazione ritenuta «offensiva», anche perchè arrivata in un momento particolarmente delicato per i campioni del mondo che giovedì, contro Hamsik e compagni, si giocheranno tutto.

Dopo due pareggi nelle prime due partite con Paraguay e Nuova Zelanda, solo una vittoria garantirebbe gli ottavi agli azzurri. Potrebbe bastare anche un pareggio, ma il destino della Nazionale dipenderebbe dall’altra partita del girone e potrebbe esserci addirittura il rischio di un sorteggio. Il clima intorno alla squadra è teso, il presidente federale Giancarlo Abete, nei giorni scorsi, ha ammesso la sua preoccupazione, ma ha ribadito la propria fiducia verso il ct e nei confronti di una squadra che almeno fino al prossimo 12 luglio sarà ancora campione in carica. Gli azzurri non si sentono amati dai politici italiani e questo è un dato di fatto. Lo scorso 12 giugno nel ritiro di Centurion ne aveva parlato anche Rino Gattuso. «Se diciamo cose sbagliate i politici ci sparano a zero, ho detto ai compagni di stare attenti. Noi – le parole del centrocampista della Nazionale – non parliamo di loro, invece i politici parlano sempre di noi e strumentalizzano le nostre parole. Questo mi fa diventare matto».

Quello di questa sera è solo l’ultimo capitolo del libro delle polemiche tra il mondo politico e gli azzurri, addirittura «gufati» da Radio Padania che, nel match del debutto contro il Paraguay, si schierò dalla parte dei sudamericani tifando per l’«albirroja». «È solo una piccola emittente, poi ci sono milioni di italiani che tifano a favore della nazionale. Vorrà dire che se la Padania farà il Mondiale tiferemo contro», la replica di Daniele De Rossi da «Casa Azzurri». Proprio il centrocampista della Roma era stato protagonista di un’altra polemica rovente sulla «tessera del tifoso» che aveva scatenato la reazione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e l’intervento della Federcalcio per far rientrare il caso. Qualche giorno dopo un altro intervento politico, quello del Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, che si era schierato contro i premi Mondiali per gli azzurri che, sosteneva «hanno già stipendi molto alti». La replica di Cannavaro e compagni arrivò qualche giorno dopo, in Sudafrica. Nessuna dichiarazione, solo la decisione di devolvere parte degli eventuali premi alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Poi la storia dell’inno di Mameli cantato e, secondo interpretazioni e accuse subito recepite da alcuni politici, storpiato da Claudio Marchisio durante Italia-Svizzera. «Roma ladrona», questa la fase contestata al giocatore azzurro che subito dopo fornì la sua versione, smentendo tutto e incassando la solidarietà dei compagni di squadra e del ct. «Nessuna frase offensiva, semplicemente ero fuori tempo» si giustificò Marchisio. «Desidero sottolineare il mio grande rispetto per l’inno nazionale e per l’unità del Paese che, sono fiducioso, ci sarà vicino in occasione dei prossimi Mondiali», aggiunse lo juventino. L’affetto dei tifosi e degli appassionati c’è, lo testimoniano gli ascolti, quello dei politici… beh non sempre. «Non succederà, ma se dovesse succedere questa volta non farò salire tutti sul carro», disse Lippi lo scorso 9 giugno, nel primo giorno di ritiro in Sudafrica degli azzurri. Quel carro è ancora da fare, poi si vedrà chi vorrà salirci e chi ci salirà.

Bossi: “Fini? In 10 milioni pronti a battersi per la Padania”.

Sembrerebbe una barzelletta, ma potrebbe anche essere una verità!

Altro capitolo della polemica tra Fini o Bossi sull’esistenza della Padania. Stavolta è il turno del leader della Lega: “Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che la Padania esiste. Non c’è uno Stato padano, ma la Padania esiste”.

Se Fini ha detto che andrà più spesso al Nord, non potrà contare su Bossi: “Io non vado ad accogliere uno che spara a zero contro di noi. Ha le gambe e la capacità di prendere il treno da solo, faccia da solo”.

In fondo, aggiunge, “quella contro la Padania è una polemica che non fa bene alla salute di Fini, perché è difficile che lui prenda i voti dalla nostra parte”.

Poco prima Fini aveva spiegato non senza polemiche: “Perdere tempo a discutere di una cosa che non esiste (la Padania) ci mette fuori strada rispetto al problema vero, come permettere al motore economico dell’Italia di essere competitivo e vincente nell’economia globalizzata. E quindi meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli. Queste sono le esigenze reali del Nord. Non sventolare una bandiera verde”.

Fonte:
http://www.blitzquotidiano.it

E “il trota” vince la sfida-gadget. Renzo Bossi al di là di sè stesso…

La simpatica maglietta che celebra il "mito" de IL TROTA....(sotto la pioggia...)

PONTIDA All’ombra (si fa per dire, in assenza di sole) dei dieci metri dell’Albertone da Giussano, nel prato di Pontida è ancora una volta protagonista la «Varese padana». Vuoi perché il popolo del Carroccio riunito per il ventennale ha tributato l’applauso (bagnato fradicio) più caldo al titolare dell’Interno Roberto Maroni (sopra di lui, solo l’Umberto); vuoi perché sul palco ha debuttato un emozionato Marco Reguzzoni, ormai proiettato nell’olimpo dei big del movimento; vuoi perché tutti i migliori gadget targati 2010, prima d’approdare in terra bergamasca, hanno ricevuto la «benedizione» di Gemonio; e vuoi perché il caffè bosino ha vinto la sfida-gradimento sulla birra, complici dieci gradi di temperatura e fango fino alle ginocchia.
Ma c’è di più: tra gli stand presi d’assalto dai 50 mila di Pontina, protagonista assoluto è stato «il trota». Renzo, l’erede, è finito su una delle t-shirt più gettonate dell’edizione, con ciuffo spettinato, pinne verdi, guanciotte rosse e occhioni formato gigante. Una celebrazione parallela a quella del neo consigliere regionale sul palco pontidino, con annesso giuramento.
Inarrestabile la popolarità del «delfino» battezzato «trota» da papà, complici forse i gossip che l’hanno visto protagonista assieme ad Eliana Cartella e Mario Balotelli. A inventarsi «il trota» sono stati i collaboratori della nazionale padana, tra cui Ferdinando Possi e Simona Costa, che hanno messo in vendita (ed esaurito) il gadget a dieci euro. L’intero ricavato andrà all’oncoematologia dell’ospedale di Brescia (provincia che ha portato Bossi jr al pirellone (….)

Fonte:
http://www.laprovinciadivarese.it
 di: Sara Bartolini

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 5.210 follower

%d bloggers like this: