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Bossi: “Mai rubato come il Psi, non mi ritiro”

Ladri...fatelo da dietro! (prima versione)

 

"Lasciatemi dirvi di me e della mia famiglia: siamo tosti come i ladri...!" (seconda versione)

 

«La Lega non è il Partito socialista che aveva rubato i soldi e ha preso tangenti». Umberto Bossi al comizio di Conegliano: «Non posso ritirarmi, ho fatto io la Lega». Intanto il Carroccio lancia la ‘rivolta fiscale’ contro l’Imu. Maroni: sindaci disdicano contratti con Equitalia.

Lo ha detto Umberto Bossi, parlando ad un comizio a Conegliano per la campagna elettorale. Bossi ha parlato all’esterno d’albergo, davanti ad una platea ridotta. «Nella Lega ci sono solo lombardi e veneti, non ci sono mafiosi» ha affermato Bossi tornando sulla tesi del complotto ai danni del suo partito per le vicende legate all’affaire Belsito. Quanto al coinvolgimento dei suoi figli, Bossi ha detto ai militanti che «se sono entrati nella vicenda è perchè masticano Lega fin da piccoli e con essa sono cresciuti ed hanno voluto entrarci».

«La Lega – ha aggiunto – è pronta a cambiare quelle parti del movimento che non funzionano, ma noi dobbiamo andare avanti nel nostro progetto per realizzare la nostra cattedrale che è la Padania». «Nonostante le pietre prese – ha insistito – la testa è dura quindi si va avanti. Dopo la batosta correremo più di prima». «Il Nord non si sconfigge – ha concluso – è inutile che Roma si dia tanto da fare, noi siano liberi».

Bossi spera che i giorni peggiori per lui, e per la Lega, passino. «Vivo male questi momenti – confessa alle telecamere a Conegliano – non avevo capito chi era quello lì», dice riferendosi all’ex tesoriere Belsito, anche perchè «cercava di agganciare i miiei figli». «La Lega continuerà, non finirà. Le parti sbagliate si cambiano», assicura. Quanto alla possibilità di lasciare lui stesso la politica, Bossi dice: «Non posso ritirarmi, altrimenti la gente penserebbe che altri hanno colpe. Io – sottolinea – ho fatto la Lega. La gente non lo dimentica».

Fonte: Unità.it

E’ ora di pulire il pollaio… L’è ura de netà fò ol polèr…

Un baldo giovane della Lega ci mostra questo capolavoro di maglietta.

(…da un libro di Storia ritrovato in una bancarella di Bérghem  nel 2012)

All’inizio della terza decade di marzo l’esercito padano era pronto per la grande offensiva.

Il morale dei soldati era già alto per i risultati ottenuti nei precedenti mesi stando sull’offensiva/difensiva, insomma, all’opposizione,ma diventò altissimo quando iniziarono a giungere le notizie dal fronte e s’iniziò a capire cosa significa avere una grave crisi dentro l’esercito e avere il nemico sulla soglia di casa. L’avanzata inesorabile delle armate Alleate indebolì però la volontà sia del governo sia del popolo padano. Inoltre Maron  -grazie ai forti contingenti alleati, e dobbiamo qui dire, anche grazie agli italiani che misero fin da febbraio  in crisi i padani, stava per lanciare un attacco di reazione a Roma, attacco che avrebbe portato per la prima volta la guerra sul suolo nemico.

Se le notizie facevano in parte gioire la Padania , le misere condizioni (logistiche oltre che morali) in cui si dibatteva l’Italia  minavano la volontà di combattere dei soldati in generale. Poi c’era il disfattismo dei capi militari, che fino allora avevano goduto un alto prestigio, ma quando ci fu il cedimento ai primi di aprile della linea che proteggeva il Po’ non solo frenarono al fronte alcuni zelanti comandanti (figuriamoci i loro sottoposti!), ma sembrava che loro sul campo, e i politici a Roma, allentassero l’ultimo freno contro la rivoluzione sociale in atto (di cui parleremo in un capitolo dedicato) e i padani sul loro glorioso campo, e i politici a Roma, allentassero l’ultimo freno contro la rivoluzione sociale in atto (di cui parleremo in un capitolo dedicato).

 Così, all’improvviso, al grido di : L’è ura de netà fò ol polèr (e indossando una gloriosa maglietta) si fece avanti un certo Masaniello il quale, brandendo una scopa minacciosa,si candidò  a pulire il pollaio perché, come si sa, la storia si ripete. La prima volta come tragedia e la seconda come farsa.

(M.M. per newsfromtshirts)

I muri parlano…e come parlano….(Pontida 2012)

  

        Ma chi la voterà più la Lega…?

Slittamento di una lettera e voilà: eravamo padroni ora siamo ladroni...è così facile perdere tutto.

E’ ricomparsa la scritta ‘Ladroni a casa nostra’ sul prato di Pontida, tradizionale luogo di ritrovo dei raduni della Lega Nord. Ignoti hanno cancellato la lettera ‘P’ della frase ‘Padroni a casa nostra’, che da tempo campeggia su un muro che delimita il prato, sostituendola con la lettera ‘L’. La stessa manipolazione beffarda era stata fatta lo scorso marzo.

MARONI IN POLE – Scherzi a parte, il futuro politico della Lega sembra ormai nelle mani di Roberto Maroni anche se Umberto Bossi non è completamente fuori dai giochi. E’ quanto emerge da una analisi sulla rete effettuata da ‘Voices From the Blogs’, l’osservatorio permamente sui social media dell’Università degli Studi di Milano che ha indagato le reazioni dei militanti del Carroccio alle dimissioni del Senatùr dalla carica di segretario federale. “Per fare un po’ di chiarezza sulle opinioni della Rete, VfB ha analizzato tempestivamente oltre 33 mila tweet pubblicati tra il 5 e l’8 aprile, la metà dei quali (16 mila) riflette l’opinione dei cittadini lombardi”.

I risultati? La maggioranza relativa addita tutti i dirigenti leghisti come colpevoli dello scandalo sui rimborsi elettorali (35,7%). Ma se c’è da trovare un colpevole, ben prima dell’ex tesoriere Francesco Belsito (5,7%) o dello stesso leader Bossi (17,4%), il dito degli italiani punta con decisione contro la famiglia del Senatùr e il cosiddetto cerchio magico (21,5%). Un dato che tra i soli lombardi sale al 25,1%.

La bufera di questi giorni ha intaccato anche la figura dell’ex segretario leghista: il 31,2% lo vede parte a tutti gli effetti della “casta”. E il futuro del partito? Maroni appare in pole position per il 64,6% delle opinioni espresse. Il dato, però, scende al 46,6% nella sola Lombardia, mentre cresce l’apprezzamento per Flavio Tosi. E Bossi? Per un terzo delle opinioni (29% di italiani e 36% di lombardi) sarebbe un errore considerarlo fuori dai giochi. Mentre i sentimenti sulla Lega si polarizzano rispetto a gennaio: diminuiscono i neutrali, crescono gli ostili (dal 61,3% al 63,1%), ma ancora di più i simpatizzanti: dal 21% al 25,4%.

A RADIO PADANIA IN ONDA LA PROTESTA – Intanto restano incandescenti le linee telefoniche di Radio Padania: anche nel giono di Pasquetta l’emittente della Lega riceve decine e decine di telefonate di sostenitori e simpatizzanti che continuano a commentare gli svilupppi delle inchieste della magistratura che hanno travolto i vertici del Carroccio.

Qualcuno prova a difendere la classe dirigente leghista e lo stesso Senatùr, sostenendo che le inchieste “sono una mossa politica per denigrare la Lega” e “se il figlio di Bossi è arrivato lì vuol dire che non c’era altra gente disponibile”. Ma la maggior parte delle telefonate sono di leghisti amareggiati e delusi. E c’è chi arriva a paragonare il leader storico della Lega a Bettino Craxi, uno dei simboli considerati dal ‘popolo padano’ emblema del centralismo romano e della I Repubblica.

Fonte: http://qn.quotidiano.net

Renzo Bossi: l’amicizia pericolosa con l’imprenditore Alessandro Uggeri.

Prendi la bici e scappa, Renzo....meglio.

 

E’ un’amicizia che rischia anche di coinvolgere Renzo Bossi, figlio di Umberto, quella tra il consigliere regionale leghista e Alessandro Uggeri, imprenditore fidanzato dell’assessore regionale Monica Rizzi. C’è al momento un’indagine della procura relativa all’imprenditore, per accertare l’eventuale esistenza di festini con droga e prostituzione e di frode fiscale relativamente ad affari immobiliari nel bresciano. Bossi Jr sarebbe coinvolto nella vicenda a causa dell’aiuto richiesto all’imprenditore in occasione della campagna elettorale delle regionali del 2010.

L’amicizia tra Renzo Bossi e Alessandro Uggeri è iniziata parecchio tempo fa, in occasione delle elezioni regionali dello scorso anno. Chiesto il sostegno dell’assessore regionale, Renzo Bossi fu ospitato nella villa di Uggeri dove, secondo le indagini, si sarebbero svolti incontri anche a base di escort e cocaina.

A quelle feste, che comunque rimangono al momento solo indiscrezioni, nella villa di Roè Volciano, vicino a Salò, sarebbe stato presente anche Renzo Bossi, che sarebbe quindi coinvolto nell’indagine, anche se gli indagati rimangono Uggeri ed un suo amico, relativamente ad azioni di frode fiscale relative ad alcune società immobiliari nel bresciano.

Renzo Bossi, secondo gli investigatori, sarebbe stato “utilizzato” anche negli affari poco chiari di Uggeri, come un vero e proprio biglietto da visita. L’imprenditore e i suoi amici, sfruttando l’aiuto dato a Bossi per la raccolta di voti, potrebbero averlo coinvolto come cartina tornasole nei loro affari.

Fonte: http://www.fattidicronaca.it

E ora sto dito?....

La Corna e Bossi:«Rovinata dal gossip».

Smentito il pettegolezzo sull’ictus: non conosco il senatur.

Senza parole...

 

C’è una maledizione che perseguita Luisa Corna dall’11 marzo 2004. Quel giorno Umberto Bossi fu vittima di un ictus. E fin dal primo momento, un pettegolezzo si è diffuso dagli ambienti della Lega a tutto il mondo dello spettacolo: «Il senatùr era in compagnia di Luisa Corna». Una versione dei fatti smentita da tutti gli interessati, e dalla stessa Luisa Corna. Che torna a parlarne ad Oggi per dire: «Questa storia mi ha rovinato la vita».

L’INTERVISTA – Nell’intervista la showgirl spiega che «per la prima volta in questi termini, voglio chiarire una volta per tutte. Poi basta». La Corna è impegnata in questi giorni come protagonista del musical Pirates. La sua carriera potrebbe essere a un bivio, ma quelle che considera insostenibili calunnie continuano a tormentarla: «Umberto Bossi l’ho incontrato la prima e ultima volta a un concorso di Miss Padania. Ma più che conosciuto, l’ho intravisto», dice la cantante e conduttrice televisiva: «Questa storia mi ha ferita come donna», prosegue Luisa. «Io non sono una persona che fa certe cose per calcolo. Non è quella la mia natura, non ci penserei nemmeno». E poi: «Sono passata attraverso vari stati d’animo: dall’indifferenza alla risata, dal dire: “È terribile”, fino alle lacrime. Mi rivolgo a chi legge: non credete a questa voce, è falsa. Chi lo dice? Chi lo prova? Non c’è mai stato niente, mai una foto, mai. Perché credere ancora a una stupidaggine? … È pazzesco. È un passaparola che non ti risparmia. Il fatto è che certi ambienti, anche il mio, a volte sono davvero faticosi. E cattivi».

IL MUSICAL - Per superare la ferita intanto Luisa debutta nel nuovo family show di Maurizio Colombi, «Pirates», al Teatro Nuovo di Milano dal 15 fino al 27 novembre, dando il volto a Jolanda, la figlia del Corsaro Nero.

Fonte: Corriere.it

 

Bossi insulta Brunetta.Il leader della Lega: «Nano, non rompere i c…». Brunetta: il politico (se così si può definire) più insultato della Repubblica…

Meglio l'immagine del nano che quella dei......

Prima gli insulti a Brunetta (“Nano di Venezia, non rompere i coglioni”), poi la battuta sulla Montalcini (“meglio Scilipoti di lei per tenere il governo”): il linguaggio di Bossi torna ad essere un caso politico.
Con una curiosa variante: Brunetta incassa la solidarietà dell’opposizione: con l’Idv in testa e il capogruppo alla Camera Massimo Donadi che definisce Bossi “fascista”. Ma il n.1 del Carroccio viene attaccato anche all’interno della coalizione. “L’inciviltà delle dichiarazioni di Bossi, dovute anche al suo stato di disagio psicofisico, si commentano da sole. Di norma, parole di questo tipo richiederebbero delle scuse” afferma Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente dell’Ufficio di presidenza del Senato. “La crisi che viviamo costringe tutti ad atteggiamenti di grande responsabilità e di esempio al Paese”.

In due tempi la nuova polemica scatenata dal leader della Lega. Nella notte, il comizio a Ponte di Legno 3, con le offese a Brunetta. La mattina dopo, altra gaffe: “Fino a che c’era Fini era più facile governare, ma quando si ha bisogno, ci si regge con quello che si può trovare: meglio Scilipoti che quella scienziata, la Montalcini”.

 Immediate le reazioni, in questo caso soprattutto a sinistra. “L’Italia è un Paese che sta sempre più scivolando verso il baratro e che fa passare sotto silenzio anche le innumerevoli rozzezze quotidiane della Lega Nord, partito chiave del governo Berlusconi. Non possiamo, però, oggi tacere sulle parole e sui paragoni sprezzanti rivolti dal leader della Lega nei confronti del senatore a vita e premio Nobel, Rita Levi Montalcini, uno scienziato di valore internazionale, uno dei cervelli più fini ed acuti del mondo”, afferma il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. E il suo compagno di partito Vannino Chiti definisce “vergognosi” gli insulti a Brunetta e la battuta sulla Montalcini.

“Tante volte non abbiamo condiviso le iniziative e i modi del ministro Brunetta e, soprattutto, abbiamo censurato le molte riforme annunciate sulla carta e mai realizzate – dichiara il deputato e responsabile enti locali Udc, Mauro Libè. “Ma offese e frasi boccaccesche non si addicono a un membro del governo. Bossi danneggia l’italia”.

Di fronte a questo fuoco di fila, in tarda serata, il leader della Lega minimizza: quando una giornalista gli chiede se ce l’ha con Brunetta risponde: “Ma no, abbiamo un rapporto molto buono, di amicizia. Però logicamente quando rompe le scatole glielo faccio capire”.

Fonte: Repubblica.it

Bossi, Bossi e Bossi (e il culto del padre si affida alla reliquia “maglietta”)

Tale padre tale figlio...

La scritta «La rivoluzione… ha un solo volto» sopra la faccia di Umberto Bossi si vede sulla maglia di Renzo Bossi con il padre a una festa del Carroccio a Paderno Dugnano (Ansa/ Fabrizio Radaelli)..

Se Che Guevara avesse avuto un figlio immaginiamo che guardaroba di magliette avrebbe potuto mettere in piedi; sfoggiandone una la mattina, una a pranzo e una la sera il figlio di Che Guevara, più o meno come il “trota”, avrebbe portato in giro -sul proprio petto- l’immagine di un padre “mito” e al quale i commercianti di magliette di tutto il mondo devono molto, in termini di vendite e di royalties mai versate!

E dunque il Trota incarna qualcosa che forse mancava sin qui; il figlio che trova la propria utilità nel diventare l’uomo sandwich; il tadze bao della immagine paterna, il portavolto, più che il portaborse…

Bella foto, dice molto!

 

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

 

Obiettivo centrato…Berlusconi’s Waterloo. Daltronde si è sempre creduto Napoleone…

Grazie alla Waterloo di Berlusconi torniamo tutti bambini...

Ballottaggi: stravincono Pisapia e De Magistris, travolto Berlusconi

Il centro-sinistra conquista Cagliari, Trieste, Novara e perfino Gallarate ed Arcore. Ed è in vantaggio nelle Province di Trieste, Mantova, e Pavia.

 
Grande vittoria del centrosinistra ai ballottaggi, che conquista le principali città italiane dove si è votato: Milano e Napoli innanzitutto. Con tutta probabilità anche Cagliari e Trieste. Poi Grosseto e Novara. E perfino un comune come quello di Gallarate dove al primo turno Lega e Pdl sono andate separate, e uno come Arcore, dov’è la principale residenza di Berlusconi.
Per non parlare delle provinciali dove il centrosinistra ha conquistato Mantova, Trieste e Pavia.
Una batosta neanche immaginabile in queste dimensioni per il centrodestra di Berlusconi. Il principale sconfitto di questa consultazione elettorale.

Lo hanno detto gli exit pool, lo hanno ribadito le proiezioni, e lo confermano anche i dati dello spoglio reale.

Che danno a Milano Pisapia al 55,1% e la Moratti al 44,9, quando siamo a 1.223 sezioni su 1251.
Ancora più grande il vantaggio di De Magistris a Napoli: lui è al 65,2%, Lettieri al 34,8, quando le seioni scrutinate sono 760 su 886.
Berlusconi perde il referendum che aveva indetto su se stesso e sulla sua politica. La sua leadership è entratat seriamente in crisi anche nel centro-destra. Le proiezioni d’altra parte lo avevano già detto.
Non si tratta però solo di una vittoria alle ammnistrative.
Quello di oggi è stato anche un voto politico, e lo sconfitto è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
 
Fonte:Angelo Angeli per  http://www.ilsalvagente.it

Bossi:Moratti-Pisapia? Non l’avrei fatto.

Saggezza, il significato. Maglietta del giorno al "saggio" Bossi

-’Io non l’avrei fatto, tanto non ci fa guadagnare voti: e’ illusorio, la gente vota secondo le idee che si e’ gia’ fatta’. Umberto Bossi, rispondendo ai giornalisti a una manifestazione elettorale, ha commentato cosi’ l’accusa rivolta dal candidato sindaco di Milano, Letizia Moratti, al suo avversario Giuliano Pisapia, durante il faccia a faccia di oggi. Tenere bassi i toni ‘e’ difficile in campagna elettorale, continua Bossi, ma io sto con Napolitano, e’ meglio non esagerare troppo’.

Fonte: ansa.it

Siamo in mano al nuovo “Che”? O “Gh’e”?

Prepariamoci tutti ad indossare questa maglietta...

Bossi: “La lega ha quasi in mano il Paese”. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha dichiarato durante un comizio per le amministrative: “Diciamo la verita: la Lega ha quasi in mano il Paese, Berlusconi può fare, ma deve avere l’accordo della Lega”. In precedenza, Bossi aveva respinto l’ipotesi che per il dopo Berlusconi sia possibile l’opzione di un governo tecnico: “Non siamo scemi, un governo tecnico ci fa arrivare tutti i clandestini del mondo”.
Ma le esternazioni del Senatùr in giornata hanno toccato anche Napolitano, con cui ha negato di avere “asse privilegiato”: “Io posso trattare con lui, moderare, ma Berlusconi è Berlusconi, è il mio alleato e l’altro è il presidente della Repubblica che firma le leggi”. E come già ieri, torna a frenare sui pm di Milano, anche se con un linguaggio decisamente colorito: “Non si può dire che siano tutti stronzi”.

Fonte: Repubblica.it e agenzie varie

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