Post Taggati ‘ Bersani ’

#Renzi “sfida”# Bersani: si perde tempo “clessidra agli sgoccioli”.

maglietta

Se la clessidra è questa siamo rovinati.

 

Matteo Renzi, uno dei pochi, se forse non il solo, che probabilmente potrebbe riuscire a formare un nuovo governo, che ottenga la fiducia delle Camere, “sfida” Bersani e lancia un allarme: “Stiamo viveno una situazione politico istituzionale in cui stiamo perdendo tempo. La politica non sa correre, produce soluzioni che non sa concretizzare. E questo mentre il mondo ci chiede di correre ad una velocita’ doppia”. Il sindaco di Firenze, durante le celebrazioni per i 120 anni della Camera del lavoro di Firenze, lancia la sua “sfida”, rivolta innanzitutto a Bersani, che con un doppio passo avanti, insiste nella sua strategia sia per il Quirinale, sia per un governo di “cambiamento”, che esclude larghe intese con il Pdl. La partita interna al Pd, che sembrava avviata verso una tregua, dopo la decisione di Napolitano di affidare ai “facilitatori” il compito di trovare una mediazione, e’ invece ora ufficialmente aperta. Renzi ha fatto l’esempio delle amministrazioni locali: “Noi sindaci sappiamo bene quanto stia soffrendo il patto di stupidita’-stabilita’”. E qui c’e’ anche l’affondo del rottamatore contro gli accordi troppo stretti pattuiti con l’Europa. Ed ancora: “Il tempo e’ scaduto, tante imprese sono sull’orlo della fine”. Insomma Renzi sembra avvertire, meglio di altri politici, il mal di pancia della gente comune, ormai stretta da una crisi senza fine e apparentemente con scarsi sbocchi, senza interventi urgenti, anzi urgentissimi. Il sindaco sembra avvertire tutti, che ogni giorno guadagnato e’ prezioso: “Serve credibilita’ politica e risposte sui temi del lavoro o rischiamo di perdere la strada per tornare a casa: ormai bisogna prendere atto che la clessidra e’ agli sgoccioli”. La conclusione: “Serve credibilita’ politico istituzionale”.

Fonte: http://www.in20righe.it

 

#Birra, #elezioni e malintesi.

bersani

Facciamoci una birra: prima o dopo?

 

“Prima si vota, poi si beve. Non come le altre volte”.

No, non è una battuta tratta dallo show di Crozza, ma la scritta che campeggia sui manifesti pubblicitari di Ceres. Sì, Ceres intesa come marca di birra. Perché l’azienda ha deciso di puntare, per la sua ultima campagna, proprio sulle elezioni del 24 e 25 febbraio. Il messaggio, chiaramente rivolto a un pubblico giovane, è chiaro: andate a votare e fatelo con raziocinio, perché, come recita lo slogan, “l’Italia ha bisogno di eroi”.

birra per tutti

Tutto fa …birra, anche le elezioni.

 

Una pubblicità che colpisce nel segno (e, infatti, siam qui a parlarne) per almeno 3 motivi:

1. si lega a un fatto di attualità, o meglio a “il” fatto di attualità intorno al quale ruota, ormai da settimane, gran parte del dibattito pubblico, e non solo;

2. esprime una presa di posizione rispetto a un ambito diverso da quello strettamente commerciale, in quanto invita esplicitamente a non astenersi. Un aspetto tanto più importante per un target, come quello giovane, che, dai sondaggi, mostra un’elevata propensione all’astensione;

3. l’affermazione “prima si vota, poi si beve. Non come le altre volte” comporta una chiara implicazione: in passato gli elettori si sono comportati come fossero ubriachi, con poca lucidità… Un riferimento, neppure tanto velato, all’ubriacatura del berlusconismo?

Certo, non è detto che l’invito al voto di Ceres si traduca in un reale incremento del numero di giovani che andranno ai seggi. Anzi, leggendo i commenti al video a supporto della campagna, postato anche sulla pagina Facebook dell’azienda, parrebbe il contrario. C’è chi (anche se pare incredibile) ha scritto che non sapeva neppure che si andasse a votare e chi si scatena con commenti del genere “i politici sono tutti ladri!”

birra

Vuota Bavaria, geniale.

Resta da capire come nasca il sodalizio tra la birra e la politica. Perché Ceres non è l’unica a cavalcare l’onda elettorale. Anche Bavaria, nell’ultima campagna, fa riferimento al voto imminente e propone giochi di parole, come “- tasse, + casse” oppure “dal magna magna al bevi bevi”.

bersani - sappino

Ma non è che si riferissero a questo scatto?

t-shirt: www.magliettefresche.it

Fonte:Anna Zinola per  http://www.linkiesta.it

 

A proposito di #brogli.

Occhi veri capiscono le vere bugie.

Occhi veri capiscono le vere bugie.

Cerchiamo di osservare brevemente, ma con attenzione, questa maglietta, frutto di uno scatto fotografico effettuato a New Delhi e raffigurante un graffito testuale lasciato lì da un ignoto street artist, forse indiano. Un writer.

Non è importante la maglietta in questo caso, ma la scritta. Aggiungeremmo che il grafitaro (indiano o meno che sia, ma a noi piace pensarlo di quel Paese) non solo è artista ma anche filosofo. A leggerla bene ci dice tante cose. Come appunto la filosofia sa fare , sa dare.

Ci dice che se hai occhi “puri”, veri,  sei predisposto a intuire le menzogne; se hai occhi puri sei preposto alla verità. E forse alla tristezza. Ma  noi crediamo che questa bella scritta, questa profonda maglietta, possano essere un deterrente a quanto leggiamo in giro in queste ore, se ci interessiamo alla attualità.

Occhi veri, occhi puri, sanno riconoscere bene le bugie e i brogli, sanno distinguere la politica buona da quella cattiva, sanno anticipare il disastro. E, aldilà del gioco di parole e della consonanza del testo, che funziona ovviamente solo in lingua inglese, vorremmo che questa maglietta fosse un monito per tutti coloro (ammesso che ce ne siano) che oggi, stanotte, tramano nei loro antri, per rimescolare le carte, per essere protagonisti occulti di una antica regola, quella dei brogli, che fa si che ogni due passi in avanti se ne faccia almeno uno indietro.

Attenzione, o voi che votate, che scegliete, che partecipate, che vi appassionate: gli occhi puri scoprono le menzogne.

Domenica indossate questa maglietta se andrete ai seggi e usatela come scudo verso i malintenzionati. E’ un consiglio che arriva dall’India, tutto sommato una grande democrazia oltre che un grande Paese.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

t-shirt : www.magliettefresche.it

Bersani e il “discorso della birra” ( You never have the second chance to make the first impression.)

Chi beve birra se ne frega...

 
La foto di Pier Luigi Bersani seduto al bar davanti a una birra intento a riguardare il discorso per l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico ormai è un caso su Twitter. E anche un nuovo cartellone per la campagna pubblicitaria del Pd. Il segretario del Partito Democratico è stato immortalato  in un locale nel centro di Roma, il pub Open Baladin, dietro via dei Coronari, mentre, penna alla mano è intento a rivedere dei fogli, probabilmente gli interventi di venerdì 20 e sabato 21 all’assemblea nazionale del Partito democratico.
Solo al tavolino, in compagnia di una bionda… tutto malto, per togliere subito ogni ombra di dubbio. La scena è stata immortalata da Luca Sappino, giovane dirigente romano di Sel, con il suo telefonino. Troppo goloso lo scatto per non condividerlo e infatti Sappino l’ha subito pubblicato su Twitter commentando: “Leader di grande partito del fu centrosinistra cerca compagni di bevute”. Il diretto interessato non si è fatto attendere e ha risposto: “Beccato. La prossima volta fatti vedere, ti offro una birra”.
L’ironica battuta del giovane dirigente scatena subito un fiume di cinguettii, e  #Bersani diventa uno degli hashtag più utilizzati su Twitter. Parole di elogio e di critica e soprattutto molto huomour si spendono attorno al leader del Pd che ha cercato inutilmente di bersi una birra in santa pace.
Non mancano gli estimatori che vedono ne segretario solo e al lavoro un esempio di serietà e concretezza: “Come si fa a non volergli bene?”, “Quanto mi piace quest’uomo”. O ancora con una vena di ironia; “E’ perfetta, stona solo la birra: era meglio un bicchiere di Bonarda”. C’è poi chi passa subito a conclusioni elettorali: “Mi sa che lo voto. Chi beve birra non può essere malvagio”.
Non mancano però le critiche in chi vede nella scena un uomo solo, abbandonato:  “L’uomo senza qualità”, “Che tristezza”, “Prepara il discorso al bar perché da sobrio non ci riesce”. Qualcuno propone il paragone con il presidente Usa: “Obama canta all’Apollo Theatre e Bersani beve da solo al bar. Fate voi…”.
 

Eccolo, il Segretario al bar. Ottima pubblicità al pub e alla birra tout-court

Quindi fiumi di commenti ironici: “Ma il bicchiere di birra di Bersani è mezzo pieno o mezzo vuoto?”, “Una bionda per Bersani. Pizzicato il leader del Pd”,  “Chi non beve in compagnia o è un Bersani o una spia”, “Vado a farmi una birra. Peró in compagnia. Saró fuori linea? Bersani”. E non potevano mancare i paragoni “colti”, con Bersani che diventa protagonista di un quadro di Hopper, seduto al bancone del bar: “Capolavori dell’arte contemporanea: Nighthawks di Edward Hopper Bersani”.
 

Politici in maglietta: la t-shirt soppianta i comizi-

Vota Antonio, vota Mangoni...ma dillo con una t-shirt!!! Noi lo abbiamo sempre saputo...

Strana estate, quella dei politici. Con la gente che non li ascolta più. E appena li vede in televisione cambia canale. Addirittura dal «Lei non sa chi sono io», per ottenere sconti e favori, si è passati a un più mesto «Lei non sa chi non sono io», per restare in clandestinità. Con le ferie saltate per votare la manovra a Ferragosto e i comizi a spiegare che sì, i privilegi ci sono, ma sarebbe giusto eliminarli. Almeno un po’, come il numero dei parlamentari. Salvo poi rimangiarsi tutto (o in parte) quando si entra a Palazzo. E allora si sono dati alla «visual art», riscoprendo le magliette e scoprendo le braccia. Costano poco, fanno simpatia e non impegnano. Oppure faceva talmente caldo che in camicia, giacca e cravatta, proprio non si poteva resistere.

PER POLITICA O PER MODA
Il caso che apre la serie è datato, ottobre 2009, ma il capostipite va citato. Rosy Bindi rispose a Silvio Berlusconi, dal divano bianco di Porta a Porta: «Non sono una donna una sua disposizione». Era una replica al «Lei è più bella che intelligente» del premier. E subito quella frase venne impressa sul cotone dalle pasionarie Pd contro il Cavaliere.
Senza dimenticare Roberto Formigoni. Il governatore della Lombardia al quarto mandato è un altro politico portabandiera della t-shirt e dell’abbigliamento informale in genere. Memorabile, il 15 maggio, giorno delle amministrative, la mise del presidente lombardo al seggio di Milano: maglietta grigia con Paperino in bella vista sotto al chiodo nero. Un duro dal cuore tenero, che apre, in anticipo, la stagione calda dei politici in cotone colorato e mezze maniche.

SEGRETARI CON IRONIA
L’estate, si diceva. Con i «pezzi da novanta» che si muovono. Ha cominciato Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, che, in occasione della festa di Pesaro, ha sfoggiato la sua t-shirt, autoironica il giusto. Riciclando le battute di Maurizio Crozza nell’imitazione (riuscitissima) del leader democrat, gli stilisti di casa Pd hanno disegnato una maglietta con la battuta: «Oh ragazzi, ma siam pazzi?». Poi tre slogan diversi (sempre made in Crozza): «Non siamo mica qui a smacchiare i giaguari», «Non siamo mica qui a pettinar le bambole» e «Non siamo mica qui a montare i pannelli fotovoltaici sulle lucciole». Risate e un occhio al bilancio: 4 euro a pezzo, tre per 10 euro. Con almeno 5mila esemplari già venduti. I democratici restano all’opposizione, ma almeno fanno affari d’oro. E stavolta Penati non c’entra.
Solo divertimento per il nuovo segretario del Pdl, Angelino Alfano, che all’esordio ad Atreju, la festa dei giovani organizzata ogni anno dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, ha sfoggiato un «Daje Angelì» in giallo su fondo blu. Nel partito c’è molto da fare.

SIMBOLO DI LOTTA E DI GOVERNO
E non si è tirato indietro nemmeno il simbolo dell’anti politica. Beppe Grillo, in piazza il 10 settembre davanti a Montecitorio, quando ha voluto recapitare una rete piena di cozze a deputati e senatori. Il comico-blogger-capopopolo sfoggiava una t-shirt con bandiera tricolore di sfondo e la richiesta per un «Parlamento pulito».
La risposta leghista non si è fatta attendere ed è arrivata dal Monviso e da Venezia, durante la tradizionale settimana padana. Dopo la maglia verde a Ivan Basso, primo vincitore del «Giro di Padania», e oltre alla classica «Padania is not Italy» ci ha pensato il Trota a mandare un messaggio al movimento. Renzo Bossi si è presentato con una maglietta che ritraeva il padre, Umberto, ovviamente serigrafato nel colore ufficiale di casa Lega. Come dire, in un momento non facilissimo per il consenso interno: il Capo è lui e guai a chi lo tocca.

LA REGINETTA NICOLE
Un capitolo a parte merita Nicole Minetti. La consigliera regionale lombarda, indagata per il caso Ruby dalla Procura di Milano, si è fatta fotografare per le vie del Quadrilatero della moda con una maglietta bianca in risposta alle allusioni sulla sua candidatura: «Senza t-shirt sono ancora meglio». Il web si è scatenato con un numerose imitazioni (rivedute e corrette, molte non riportabili), ma anche la politica non è stata a guardare. Le donne del Pdl veneto riunite nel fine settimana successivo a Cortina hanno risposto al veleno alla Minetti indossando un «è una questione di stile…». Mentre il consigliere regionale Idv, Stefano Zamponi, l’ha buttata sul pratico: «Finché non vedo non credo» ha scritto su una t-shirt poi regalata alla collega del Pdl in aula. Lei s’è fatta una risata. E si è tenuta la maglietta. Ma qualche giorno dopo, era il 22 settembre, tutti sono stati ripresi da Davide Boni, leghista e presidente del consiglio. «Basta con felpe e magliette, facciamoci rispettare. Non siamo alla bocciofila o alla fiera degli Oh bej oh bej». Scuse pubbliche e ritorno alla divisa d’ordinanza. Tanto ormai l’estate è finita.

Fonte:    per http://www.ilgiornale.it

Spopolano le magliette con le mitiche e paradossali frasi di Bersani ( o di Crozza?)….

Eccolo alle prese con le magliette...

Pesaro, 10 set. (Adnkronos) – La pubblicita’ maggiore gliel’ha fatta il comico Maurizio Crozza ed ora quelle frasi colorite di Pierluigi Bersani sono diventate una caratteristica del segretario. E cosi’ a Pesaro, alla festa del Pd, le magliette con stampate le frasi piu’ famose vanno a ruba. Ne sono state vendute circa 5.000. Una al prezzo di 4 euro e tre al prezzo di 10 euro.

Tre le frasi scelte per le magliette: ‘Non siamo mica qui a smacchiare i giaguari’, ‘Non siamo mica qui a pettinar le bambole’ e poi ‘Non siamo mica qui a montare i pannelli fotovoltaici sulle lucciole’.

Fonte: http://www.libero-news.it

La gaffe di Vespa su Pisapia diventa un caso politico. Questa sera la rettifica, sotto gli occhi di Berlusconi .

La maglietta del giorno a Bruno Vespa; un gran bel granchio!

Una gaffe di Bruno Vespa rischia di diventare un nuovo caso politico.
Il giornalista durante Porta a Porta, ieri, ha letto un’agenzia Ansa che dava conto di un’intervista a Vanity Fair della moglie di Giuliano Pisapia, Cinzia Sasso, giornalista di Repubblica. E nella fretta ha scambiato il candidato sindaco del centrosinistra a Milano con Silvio Berlusconi.

Cinzia Sasso a Vanity Fair racconta, tra le altre cose che a Giuliano Pisapia è simpatico Silvio Berlusconi. Spiega: «Lo trova divertente e simpatico come intrattenitore, ma inadatto a governare». Strano che lo trovi simpatico? «Giuliano è estremamente tollerante, non è prevenuto, e non giudica mai le persone. Ha un’eccezionale apertura mentale».
Bruno Vespa a Porta a Porta leggendo quell’agenzia attribuisce invece a Cinzia Sasso quel giudizio sul marito. Così Giuliano Pisapia risulta nel racconto della moglie come «una persona simpatica, estremamente tollerante, dotata di apertura mentale», e anche «un simpatico intrattenitore ma inadatto a governare». Il conduttore, dopo aver letto queste parole commenta: «Certo che la signora non ha fatto un gran piacere al marito».

Maurizio Baruffi, portavoce del candidato sindaco del centrosinistra e Vinicio Peluffo (Pd), membro della commissione di vigilanza Rai, chiedono a Bruno Vespa di rettificare quel «clamoroso scivolone» a danno di Giuliano Pisapia. Peluffo parla di «effetto distorsivo dell’errore compiuto» e chiede a Vespa una rettifica nella puntata di questa sera, in cui è ospite il presidente del Consiglio.
Il giornalista rettificherà e assicura che si è trattato di un errore in assoluta buona fede . «La verità, purtroppo – dice – è che pensavo che la gaffe l’avesse fatta la signora Sasso, tanto è vero che ho detto: vedremo se farà una smentita’, tanto mi sembrava enorme la notizia. La mia rettifica, simpatica e doverosa, avverrà naturalmente questa sera durante la trasmissione con Berlusconi».

Se il clima della correzione di Vespa sarà goliardico è difficile immaginare che il presidente del Consiglio non voglia dire la sua. Come pure sulla campagna elettorale pre-ballottaggi: pur essendo agli sgoccioli entrerà per forza di cose nella discussione. Silvio Berlusconi cercherà anche e soprattutto di guardare oltre questo voto, di parlare dei temi che stanno a cuore agli elettori: il lavoro, lo sviluppo, la questione Sud e, naturalmente, il fisco. Con animo sereno e senza ricorrere allo scontro a tutti i costi, pratica mitigata nella seconda parte di campagna elettorale.
Berlusconi interviene a Porta a Porta dopo Antonio di Pietro che è stato ospite della puntata di martedì. Prima del leader Idv era stato interpellato Pierluigi Bersani come capo dell’opposizione, ma il segretario del Pd ha declinato l’invito.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com

CEPUzza di bruciato…Miss Cepu si vende per salvare l’aziendina…E Totti torna analfabeta…

Come si impara al Cepu...

Taca banda...

Ora il Cepu le darà la laura Honoris Causa in Scienze politiche”

(Fabio Granata)

ROMA – Era una delle «colombe» di Futuro e Libertà, ma il suo voto a favore della sfiducia all’esecutivo non era stato messo in discussione. Invece al momento decisivo Catia Polidori si è espressa a favore del governo e la sua scelta ha scatenato un parapiglia in aula che ha costretto il presidente Fini a sospendere momentaneamente la seduta. Appena subito dopo il voto la Polidori è uscita dall’Aula diretta verso la sala del governo, scortata da alcuni dei parlamentari del Pdl. La stessa cosa ha fatto poi Antonio Razzi, che nelle ultime ore aveva lasciato l’Idv per passare al movimento filogovernativo Noi Sud. Entrambi i deputati hanno incontrato in un faccia a faccia il premier Silvio Berlusconi che ha espresso loro a caldo il proprio riconoscimento per avere contribuito a scongiurare, almeno temporaneamente, la crisi.

«SERVE STABILITA’ – «Ho votato contro la sfiducia perchè è fondamentale non privare il Paese di un governo che possa garantire la stabilità che il momento attuale richiede – ha poi fatto sapere la stessa Polidori -. Rimango coerente con me stessa per aver dichiarato dal 29 luglio in poi che, pur approvando l’azione di stimolo promossa da Futuro e libertà sin dalla sua fondazione, non avrei mai votato contro il governo». E per questo motivo, «per ulteriore coerenza», la deputata ha annunciato l’intenzione di lasciare il gruppo finiano. «Da ex presidente di un’associazione di imprese – ha aggiunto – reputo assolutamente indispensabile la permanenza di un governo in piena capacità durante l’attuale emergenza del debito, tale da prevalere su qualsiasi emozione ed evitare motivi di polemica. L’Europa non ci perdonerebbe l’impossibilità di far fronte alle esigenze legate agli equilibri che ci vengono richiesti, in un momento in cui dobbiamo rispondere dei nostri conti pubblici».

LE ACCUSE DI BARBARESCHI – Ma mentre il voto di Razzi era ampiamente annunciato, quello della Polidori è giunto, come detto, inatteso. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato ironicamente che «evidentemente la notte ha portato consiglio», con riferimento alle parole pronunciate lunedì al Senato dal presidente del Consiglio. Luca Barbareschi, uno dei fedelissimi di Fini, dà una sua interpretazione dell’accaduto: «Persone come la Polidori è meglio perderle per strada. Ieri aveva confermato il no alla fiducia e poi stamattina ha detto che aveva problemi con il Cepu. Ma vi rendete conto che cosa sta succedendo? Siamo alla corruzione di pubblico ufficiale». La famiglia Polidori è titolare del Cepu, l’istituto privato per la formazione a domicilio e secondo il deputato di Fli la sua collega avrebbe ricevuto pressioni per un voto favorevole all’esecutivo. «Sappiamo per certo – ha sottolineato Barbareschi – che la Polidori ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono».

VISITA DI CORTESIA – Lo scorso 19 luglio Silvio Berlusconi aveva partecipato a Novedrate, nel Comasco, ad un’iniziativa presso l’Ecampus, l’ateneo telematico creato dal fondatore del Cepu, Francesco Polidori, e il suo intervento aveva fatto molto discutere sia perché avveniva a un paio di giorni dall’approdo in Parlamento della riforma universitaria voluta dalla Gelmini, sia perché era stata l’occasione per un nuovo attacco a Rosy Bindi sul tema della bellezza.

Al. S. per Corriere.it

Fini e Bersani in tv da Fazio e Saviano elencano i valori di destra e di sinistra.

Chi di destra? Chi di sinistra?

 

Il segretario Pd e il presidente
della Camera puntano più sulle
ragioni comuni che differenti

Dal premier Berlusconi e dal leader della Lega Bossi, a Pizza, segretario della Democrazia cristiana, passando per Di Pietro, Cesa, Rutelli, Pionati, Lombardo, ma anche per il presidente dell’Union Valdotaine Perron e il segretario Sudtiroler Volkspartei Theiner. È il lungo elenco dei «segretari e presidenti di partito», una ventina, che Vieni via con me, se fosse «una tribuna politica», dovrebbe invitare nelle prossime puntate, «che però sono solo due».

Così Fabio Fazio ha aperto questa sera la trasmissione, che ha ospitato il presidente della Camera Fini e il segretario del Pd Bersani. Una lunga serie di nomi, seguita da quella di decine di partiti e movimenti, che è soprattutto una risposta alle polemiche dei giorni scorsi sulla presenza di Fini e Bersani e all’altolà della direzione generale, che ha chiesto ai responsabili di Vieni via con me di allargare la rosa degli inviti ai leader di Pdl, Lega, Idv e Udc. «L’elenco è aggiornato alle ore 21.10 di stasera», ha ironizzato in chiusura il conduttore.

Gli elenchi sono l’ossatura di Vieni via con me: e così Fazio, dopo aver aperto la puntata di stasera su Raitre con la lista dei leader che il programma dovrebbe invitare se fosse una tribuna politica, ha letto con Silvio Orlando «le cose che non avevamo previsto e che invece sono accadute». Tra queste, che «l’erede dei Savoia vincesse Ballando con le stelle», che «Gheddafi piantasse le tende nel centro di Roma», che «Enzo Biagi venisse accusato di fare un uso criminoso della tivù», che «un uomo che voleva mettere nel cesso la bandiera italiana, diventasse ministro della Repubblica Italiana», che «Mike Bongiorno non ci fosse più», che «quelli di sinistra fossero entusiasti prima di Indro Montanelli e poi di Gianfranco Fini»; che «uno scrittore, per aver scritto un libro, dovesse andare in giro con sette uomini di scorta», evidente riferimento a Roberto Saviano. In chiusura, ancora ironia sul caso Ruby: tra le cose imprevedibili, che «la nipote di Mubarak passasse una notte in questura a Milano», ha detto Fazio. Gli ha fatto eco Orlando: «e che la nipote di Mubarak non fosse la nipote di Mubarak».

Poi è stata la volta di Bersani e Fini: ecco il video.

Fonte: Lastampa.it

Pd: Bersani, uniti quando si combatte.

...dobbiamo dare al Paese un sogno possibile non una favola..(Bersani dixit)

(ANSA) – CORTONA (AREZZO), 3 OTT – ‘Il partito e’ unito, discutiamo ma non abbiamo un padrone e quando e’ ora di combattere siamo uniti’, afferma Bersani. ‘Il Pd – spiega nell’intervento alla Scuola di politica – deve dare al Paese un sogno con le gambe, altrimenti e’ una favola e noi non possiamo sostituire la favola di Berlusconi con un’altra favola’.

Dobbiamo mettere in campo pensiero, azione e simpatia per la gente. I tratti di un partito popolare, perche’ a noi la Lega ci fa un baffo’.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 8.340 follower

%d bloggers like this: