Scrivevo silenzi,notti,annotavo l’inesprimibile,fissavo vertigini. Arthur Rimbaud per #pickabook
« Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi. »
A.Rimbaud
“Una stagione all’inferno” non è descrivibile, come non è descrivibile il verso stampato su questa T-shirt. L’uso evocativo e sicuramente “poetico” dell’imperfetto, ci proietta, leggendo i tre versi, in un mondo senza tempo, in un inferno neanche tanto cattivo ma sicuramente accattivante, ci evoca semplicemente l’adolescenza e poi la gioventù, quel passaggio in cui “annotare l’inesprimibile” viene meglio che osservare il banale.
La faccia di Rimbaud, su questa maglietta che a sua volta ritrae un famoso graffito parigino ispirato ad una delle poche fotografie che si hanno del poeta, è quella di un giovane destinato al palcoscenico. Fosse vissuto oggi potrebbe chiamarsi, forse, Bieber, oppure Di Caprio. Oppure Morrison.
Da rileggere, almeno una volta l’anno, “una stagione all’inferno” perchè leggendo si torna indietro nel tempo, si torna a quando si è giovani, essendo questa raccolta non altro che una enorme metafora della adolescenza e della gioventù. E delle vertigini che si provano in quel passaggio.
E questa maglietta “pickabook” lo permette, di tornare indietro, perchè, scansendo il qr code stampato sulla maglia, con smartphone o tablet, in pochi secondi si avrà questo “inferno” nel proprio device, pronto a dare una nuova carica, pronto a servire una traccia di vita.
(Marco Mottolese per newsfromtshirts)
T-Shirt: http://www.magliettefresche.it


















