Archivio per la category ‘ Solidarietà ’

La scelta terribile di Aung San Suu Kyi. Besson: “Icona di amore infinito”.

Besson "indossa" Shepard Fairey...

 

“Le offriamo la libertà di decidere: la lasciamo partire immediatamente per l’Inghilterra, lì potrà ricongiungersi con suo marito e i suoi figli”, dice uno dei grigi, orrendi ufficiali dell’esercito birmano. E lei, la straordinaria Aung San Suu Kyi interpretata dalla diva cinese-malese Michelle Yeoh, risponde con veemenza: “Ma se me ne vado voi non mi farete mai più tornare qui… Che libertà è quella che mi costringe a scegliere tra il mio Paese e la mia famiglia?”.

"The Lady" Aung nella interpretazione di Cristiano Cascelli.

 

E’ in questa sequenza il cuore autentico di The Lady, il film diretto da Luc Besson che apre la sesta edizione del Festival di Roma. Un’opera che è, e vuole essere, un omaggio a una grandissima figura di donna: l’attivista rimasta agli arresti domiciliari per quasi 15 anni a Rangoon, premio Nobel per la pace 1991, simbolo di tutte le lotte non violente dei popoli oppressi. Questa sera, alla proiezione ufficiale della pellicola, viene letto un  messaggio inviato proprio da Aung San Suu Kyi: “Ciò che conduce l’uomo ad osare e soffrire per edificare società libere dal bisogno e dalla paura è la sua visione di un mondo fatto per un’umanità razionale e civilizzata. Non si possono accantonare come obsoleti concetti quali: verità, giustizia e solidarietà, quando questi sono spesso gli unici baluardi che si ergono contro la brutalità del potere”. Queste le sue parole. A inaugurare una manifestazione che fa delle presenze femminili il suo fiore all’occhiello.

VIDEO Il trailer di “The Lady”

Ma non ci c’è solo la storica battaglia per i diritti umani. Lo spiega oggi il regista, incontrando i cronisti: “Non mi interessava esplorare tanto gli aspetti politici, quanto la dimensione umana del personaggio. All’inizio, mentre la studiavo, devo dire che quasi non mi era simpatica. Anche se questa pellicola l’abbiamo fatta per aiutare la sua causa. Alla fine, però, ho compreso profondamente l’amore infinito di questa donna, per le persone che le erano più care. La nostra storia ruota tutta intorno al seguente quesito: come ha poturo prendere quella decisione, scegliere la la famiglia e il suo Paese? Una cosa non tanto diversa da quanto accaduto a molti nostri nonni, partigiani che si allontanarono da casa per combattere per la nostra libertà”.

Quella della protagonista, insomma, è – parafrasando un celebre vecchio film con Meryl Streep – una sorta di “La scelta di Aung Suu Kyi”. La pellicola segue le vicende della nostra eroina tra il 1988 e il 2007. Tutto comincia quando da Oxford,  dove vive col marito inglese (l’attore David Thewlis) e due figli, lei torna a Rangoon perché la mamma ha avuto un ictus. E da lì non si muoverà più: perché a Suu – figlia di un generale dell’esercito divenuto martire nel 1942 per un colpo di mano dei militari – la sua gente guarda come a un punto di riferimento. Avvengono bagni di sangue, persecuzioni. Poi i lunghi arresti domiciliari, l’isolamento completo. Ai familiari viene impedito di andarla a trovare, e lei sa che se parte per andarli a trovare gli impedirebbero di tornare in Birmania. E il suo popolo perderebbe la sua guida morale. Da qui lo strazio di non potere nemmeno dire addio al marito morente…

Un film che la vera Suu non ha potuto vedere, anche se – come ricordano Besson e la Yeoh – uno dei figli, che loro hanno incontrato, lo ha visto proprio un paio di giorni fa: “Ci ha detto che lo ha trovato bello – racconta il regista – quanto a sua madre, ovviamente non l’abbiamo incontrata, trattare con rispetto una persona vivente, ma che non abbiamo conosciuto di persona, è stata la nostra sfida più grande”. “Interpretare una figura del genere è stato un impegno enorme – dice la protagonista Michelle, in miniabuto scuro rigato, accompagnata fin dentro la sala Sinopoli dell’Auditorium dal marito Jean Todt – non dovevo imitarla, anche se ho studiato il birmano e perso cinque chili per poterle assomigliare, ma interpretarla. Mi sono concentrata sul fatto che è una persona che si esprime con gli sguardi più che con le parole. Questo film è un atto d’amore verso di lei”. Anche la Yeoh poi sottolinea il dilemma della scelta che il suo personaggio è stata costretta a compiere: “Il suo dramma mi ha fatto comprendere il significato dell’amore vero. Il senso di sacrificio, la passione, l’impegno, l’ho imparato da lei. Dopo aver girato sono diventata una persona migliore: vi invito anche a sostenere Useyourfreedom, il nostro sito per la causa della libertà birmana”.

Perché in quel Paese lontano, chiuso e misterioso, la democrazia è ancora lontana. Anche per la stessa Aung San Suu Kyi: “La sua è una libertà molto limitata – conclude Besson – non può espatriare perché altrimenti non la farebbero tornare, non  può tenere riunioni politiche. Credo che una nomination agli Oscar potrebbe aiutare ad accendere di nuovo i riflettori su di lei. Spero che un giorno diventerà presidente o primo ministro. Anche perché, al contrario di fenomeni recenti come la primavera araba o la Libia che hanno comportato spargimenti di sangue, la sua vittoria insegnerebbe noi tutti che la democrazia si può ottenere con la non violenza”.

Fonte: CLAUDIA MORGOGLIONE per Repubblica.it

Ci piace ricordarlo così il grande Sic.

Che forte che era!

 
Marco Simoncelli indossando la nuovissima T-shirt Dedikato 2011, che richiama nella colorazione la maglietta celebrativa realizzata nel 2001 per il pilota giapponese Daijiro Kato in occasione della vittoria del campionato modiale di motociclismo, ha voluto sostenere la campagna di beneficenza per la vendita delle magliette il cui incasso, così come negli anni precedenti, sarà interamente devoluto a favore della Fondazione per a ricerca sulla Fibrosi Cistica presieduta da Matteo Marzotto.

Come ormai da tradizione la grafica dell’esclusiva T-shirt è stata firmata dal designer dei motociclisti, Aldo Drudi ed è in vendita a soli 10 euro nell’Info Point Misano Eventi di via dei Platani 23 -si legge in una nota ufficiale-.

(Era il 25 agosto di quest’anno..)

Breaking News: schiaffo al figlio nelle vie di Stoccolma. Arrestato un consigliere di Canosa.

Magari era solo un "allegro" schiaffetto....

Come una piacevole vacanza con la famiglia, nella bella Stoccolma, si può trasformare in un soggiorno forzato. A raccontarlo potrà essere Giovanni Colasante, 46 enne consigliere comunale di Canosa di Puglia, centro a pochi chilometri da Andria. Per lui fatale è stato uno schiaffo diretto al figlio 12 enne motivato da un rimprovero tra le strade della capitale svedese. Un gesto non consentito dall’ordinamento locale che ha causato l’arresto dell’uomo poi trasformato in obbligo di firma fino al giorno del giudizio (previsto il 6 settembre). Resta a Stoccolma anche la moglie, mentre il figlio è dovuto tornare a casa assieme al resto della compagnia vacanziera.

LA SANZIONE – In Svezia non è tollerato usare anche forme lievi di violenza contro i figli. È un reato grave che corrisponde al maltrattamento. L’uomo, martedì scorso, è stato ammanettato, denunciato dalle autorità locali e tenuto in carcere per tre giorni. Per questo ha dovuto rinunciare alla gita in nave tra i fiordi prevista per il giorno successivo, in attesa del giudizio. La famiglia si è stretta nel massimo riserbo, ma nella città pugliese qualcuno ha diffuso la notizia e si è subito sparsa la voce. Ora si aspetta la decisione definitiva del giudice svedese.

Fonte:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

 

nota di newsfromtshirts:  e vai…questa storia ci ricorda un pò la poesia di Prevert in cui i pesci sono felici nel giorno della crocefissione memori della pesca miracolosa…

Da non perdere…

E c'hanno ragione i fans!

La seconda vita del cantante, da rockstar a fenomeno web. Immagini ritoccate, video con i Teletubbies, forum impazziti. Polemiche anche per la dichiarazione d’appoggio al nucleare. All’origine c’è il suo canale YouTube, pieno di clip sorprendenti, e il suo rapporto disinvolto con il web .

fonte: Repubblica.it per il testo e You Tube per il video.  Vai Vasco!

Pippa corre con canotta, e la fatica diventa fashion. (E la maglietta…”santa”….).

Canotta di Pippa...

 Non si spengono i riflettori dei media britannici su di lei: Pippa Middleton viene immortalata dal tabloid ‘Mirror’, stavolta al traguardo del Triathlon, nel parco di Blenheim Palace, a Woodstock, nello Oxfordshire, dove nacque Winston Churchill. E’ la numero 6642. Canotta grigia e pantaloncini, occhiali da sole a mascherina, catenina d’oro, la sorella di Kate ormai duchessa di Cambridge, completa la sua performance sportiva, e poi si rilassa in compagnia di amici sul prato.

I paparazzi non la perdono d’occhio. Cinque chilometri di corsa, affrontati in 25 minuti e 30 secondi, un tempo rispettabilissimo, che le fa meritare una medaglia. Pippa ha affrontato la faticosa gara, commenta il tabloid, con la consueta “disinvoltura fashion”. Nel ‘pacchetto’ del torneo erano previsti anche una gara di nuoto (750 metri), e un percorso di 20 km in bicicletta. La squadra di Pippa, chiamata SJP, ha concluso l’intero circuito in 1 ora, 27 minuti e 32 secondi.

Indignati, da Madrid l’onda si allarga. ( Questo movimento è da tener presente…)

Tutti contro tutti; finirà così

 

“Creare è resistere. Resistere è creare”.

Stéphane Hessel – INDIGNATEVI!

A Madrid almeno 28mila “indignados” hanno sfidato nella notte il divieto di manifestare durante la pausa di riflessione per le elezioni amministrative. Nonostante la Commissione elettorale avesse chiesto di sciogliere gli assembramenti 1 con cui da inizio settimana migliaia di giovani protestano contro le misure di austerità, gli “indignati” sono rimasti alla Puerta del Sol anche dopo la mezzanotte, salutata da un “grido silenzioso”. Al mattino sulla piazza epicentro dell’”indignazione” erano ancora in 18 mila.

Nessun intervento di sgombero da parte della polizia che ha ricevuto indicazione di agire soltanto in caso di incidenti. Gli agenti per il momento si limitano a distribuire volantini in cui si rende nota la decisione della Commissione elettorale e si ricordano le possibili sanzioni per chi non la rispetti.

Intanto altre 10 mila persone hanno raccolto l’appello di quello che è stato ribattezzato come il “movimento 15 maggio” a Plaza de Catalunya, a Barcellona, e sit-in notturni si sono svolti anche a Siviglia, Saragozza e Valencia.

La sfida degli “indignados” mette in seria difficoltà il governo socialista che, malgrado le richieste della Commissione elettorale, non può permettersi di reprimere la protesta a poche ore dalle elezioni. Una mossa che rischierebbe di far precipitare ulteriormente i consensi del partito del premier Zapatero. Domenica andranno al voto 8.116 comuni e 13 delle 17 regioni del Paese.

Le rivendicazioni. Il movimento spontaneo, formato prevalentemente ma non esclusivamente da giovani, denuncia una situazione economica senza prospettive, con una disoccupazione oltre il 20% (il 44% tra gli under 25). Gli “indignados” chiedono un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni della politica nazionale, attraverso l’utilizzo di referendum popolari a cui sottoporre le leggi più importanti, e un decentramento del potere centrale. Sotto attacco poi anche la monarchia, di cui si chiede l’abolizione.

Ma è soprattutto il tema del lavoro che sta a cuore al movimento “Democrazia real ya” (“Democrazia reale adesso”). Gli “indignados” infatti vorrebbero una forte risposta per fronteggiare precarietà salariale e sfruttamento degli stagisti e chiedono l’istituzione di un salario minimo di 1.200 euro. Sempre in materia economica, il movimento sollecita un pacchetto di riforme fiscali in grado di favorire i redditi più bassi, l’applicazione dell’Iva come imposta progressiva, l’imposizione della Tobin tax e la nazionalizzazione delle banche salvate dall’intervento statale. Altre rivendicazioni degli “indignados”, la riduzione delle spese militari, la chiusura di tutte le fabbriche di armi e delle centrali nucleari.

 Fonte:Repubblica.it

Naomi Campbell: maglietta del dopo Tsunami giapponese.

Co un sorriso e una maglietta così i fondi dovrebbero accrescersi...

Non poteva mancare, al festival cinematografico che in questi giorni catalizza il top del glamour planetario. E così anche Naomi Campbell è sbarcata a Cannes. Per presentare un’iniziativa benefica a favore del Giappone colpito dal terremoto e dallo tsunami, e realizzata in collaborazione con Vogue Italia. L’ennesima buona causa per l’ex top model, che deve farsi perdonare le troppe intemperanze del passato recente o più remoto.

Fonte:
http://d.repubblica.it

Roma due aprile: agenti di polizia contro le t-shirt di Emergency

I fatti segnalati dopo la manifestazione di sabato

Emergency presenterà nelle prossime ore un esposto alla procura della Repubblica di Roma. L’organizzazione non governativa fondata da Gino Strada ha ricevuto diverse segnalazioni dopo la manifestazione del due aprile contro la guerra. Diversi partecipanti sono stati fermati per le vie della capitale, in prossimità di luoghi ‘istituzionali’ eobbligati dalle forze di polizia a cambiare percorso per gli indumenti che indossavano: magliette di Emergency che ricordano il testo dell’articolo 11 della Costituzione e bandiere della pace.

Una prima testimonianza, pubblicata da Repubblica domenica, è di una signora che racconta di essere stata fermata da un agente di pubblica sicurezza mentre usciva dal pacifico presidio contro la guerra che si è tenuto a piazza Navona, portando sulle spalle una bandiera della pace. L’agente le ha detto “Signora, di qui non può uscire con quella bandiera sulle spalle”.

Un altro caso, raccolto dall’organizzazione umanitaria, si è verificato davanti a Palazzo Madama, verso le 14.30: alcuni volontari di Emergency stavano attraversando la piazza per raggiungere la mostra di Tiziano Terzani a Palazzo Incontro, insieme a molti altri passanti e turisti. Anche qui i volontari indossavano magliette di Emergency e magliette con l’Articolo 11 della Costituzione Italiana. Sono stati fermati da alcuni agenti di pubblica sicurezza che hanno detto loro “Con quell’abbigliamento da manifestazione non potete passare di qui, dovete fare il giro della piazza” e ancora “Con quelle magliette non ci si può fermare davanti a Palazzo Madama”.

Sempre sabato, intorno alle alle 18.00: altri volontari di Emergency, rientrando da piazza Navona e dirigendosi verso la stazione Termini, stavano camminando davanti a Palazzo Grazioli. L’area era chiusa al traffico, mentre i pedoni potevano passare. I cinque volontari, che indossavano magliette di Emergency, sono stati fermati da agenti di pubblica sicurezza, in mezzo alla fiumana dei passanti, ed è stato loro impedito di attraversare il varco pedonale. Gli agenti hanno detto loro: “Con questo abbigliamento da manifestazione, voi dovete passare sul marciapiede opposto”.

Il divieto per la E di Emergency è avvenuto anche prima della manifestazione, secondo questa terstimonianza che arriva da Pisa: “Arrivando a piedi da piazza Barberini quando eravano su via del corso abbiamo girato in piazza Colonna passando davanti Palazzo Chigi, dopo che erano passati i primi del gruppo due bambine di 14 anni che avevano la E di Emergency disegnata sulla guancia sono state fermate da un poliziotto che ha detto che non potevano passare da quella parte perchè erano “manifestanti”, tutti quindi abbiamo fatto il giro passando dall’altraparte della piazza”.

Chi ha dato un ordine che violenta la libertà di espressione e le libertà personali riconosciute dalla Costituzione?

 

fonte: peacereporter.net

8 t-shirt X 8 stilisti = insieme per il Giappone.

Se gli stilisti fanno sul serio allora questa è cosa buona e giusta...

Continuano le iniziative della moda per aiutare il Giappone, Trollbeads ha deciso di devolvere alla Croce Rossa giapponese parte del ricavato delle vendite dei beads del Set Kimono, Fornarina una parte del ricavato dei jeans “Fornarina Jeans for Japan”, oggi yoox.com e 8 brand della moda internazionale uniscono le loro forze a sostegno del Giappone.

Ann Demeulemeester, Antonio Marras, Dsquared2, Kitsuné, Maison Martin Margiela, Marni, Moschino e Y-3 hanno impiegato il loro talento e creatività per realizzare alcuni disegni unici per una collezione speciale di t-shirt che sarà in vendita in esclusiva su yoox.com.

L’intero ricavato delle vendite sarà devoluto alla Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) per le attività a supporto delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami in Giappone.

Intorno al motivo “We Love Japan”, ogni brand ha creato un’interpretazione unica e orginale nel suo genere, inviando un solo messaggio di unità e solidarietà verso il Giappone in questo momento di avversità.

La Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) è la più grande rete umanitaria al mondo ed è attualmente impegnata a supportare la popolazione giapponese in questo momento di difficoltà ambientale e sociale.

Le t-shirt “We Love Japan” fanno parte della serie di iniziative YOOX4Love che supportano le organizzazioni internazionali non-profit attraverso progetti creativi.

Fonte:
http://www.sfilate.it

Del Piero presenta la sua iniziativa benefica per il Giappone: “Voglio aiutare un Paese a cui sono legatissimo”.

Grande, come sempre, nelle sue manifestazioni. Bravo Alessandro. La scritta dice: Amicizia.

Alessandro Del Piero ha presentato l’iniziativa benefica ALE10FRIENDSFORJAPAN in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Giappone. “Su www.ale10friendsforjapan.org venderemo delle magliette per aiutare il Giappone -ha spiegato il capitano della Juventus- I miei ricordi di questo Paese sono meravigliosi, primo su tutti quello legato alla vittoria dell’Intercontinentale a Tokyo. Voglio dare un aiuto e un segnale di amicizia a questo popolo, che mi ha sempre colpito per la sua dignità. Faremo in modo che i bambini di Sendai possano avere il più possibile da questa iniziativa. Finire la carriera in Giappone? Chi lo sa… Non ho mai chiuso le porte davanti a me”.

Fonte:
http://www.calciosport24.it

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