L’affondo di Fini su Marchionne: “La Fiat salvata dagli italiani”.
Il presidente della Camera replica
a Marchionne: “In tv ha parlato
da canadese”. Chiamparino frena:
“La competitività è fondamentale”
«Marchionne mi sembra ieri abbia dimostrato di essere un po’ più canadese che italiano, visto che è italo-canadese». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, interviene sulle parole pronunciate a “Che tempo che fa”dal manger del Lingotto. «Marchionne ha detto una cosa – così il presidente della Camera – che sarebbe normale se detta da uno che non è un top manager italiano, ma è un po’ paradossale che lo dica l’amministratore delegato della Fiat perchè se è ancora un grande colosso è stato perchè c’è stato il contribuente italiano a garantirlo. Non è un paradosso – ha aggiunto Fini – se lo dice a noi classe dirigente “non ce la facciamo con questa concorrenza serrata, ma l’Italia non riuscirà mai a vincere la gara se punterà solo sulla quantità e non sulla qualità». «Di questo – ha spiegato Fini – mi piacerebbe parlare nella politica italiana, non di quello di cui si parla tutti i giorni sulle prime pagine dei giornali».
Il plauso della maggioranza
Dal governo, però, si levano molte voci a favore di Marchionne. «È davvero auspicabile che la politica italiana abbia la lungimiranza di sostenere Sergio Marchionne, che si sta dimostrando un coraggioso innovatore. Da questo punto di vista, anziché polemizzare su una provocazione verbale di Marchionne, occorrerebbe concentrarsi sulla sfida di competitività a cui l’Ad Fiat giustamente ci richiama», dice il portavoce del Pdl Capezzone. «Le persone intelligenti non si soffermano sulle singole parole, ma sulla sostanza di un discorso. Se l’Italia avesse ancora una classe dirigente nazionale degna di questo nome e dei leader politici autorevoli, si interrogherebbe a fondo sulle affermazioni di Marchionne, che chiamano in causa i problemi veri con i quali tutti dovremmo confrontarci secondo uno spirito di cooperazione e non di conflitto. Ignorare o peggio polemizzare con una battuta paradossale quanto allarmata di Marchionne significa far finta che i problemi non ci siano e che tutto possa continuare come nel passato. La sinistra lo può fare, tutti coloro che lavorano per il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia no», interviene Bondi.
La mano tesa del sindaco di Torino
Secondo il sindaco di Torino Chiamparino «Marchionne ha detto cose che dice da tempo, non ha detto niente di nuovo. Non mi sembra una novità. Se non c’è competitività è difficile andare avanti».
Nello studio di Fazio, Marchionne ha detto che «senza l’Italia la Fiat farebbe meglio», spiegando che «nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia». Secondo Marchionne, poi, «Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre». La Fiat, ha chiosato Marchionne, ha ripagato «qualsiasi debito verso lo Stato in Italia». «Non voglio ricevere un grazie, ma non accetto che mi si dica che chiedo assistenza finanziaria». L’Italia oggi si trova «al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48/mo posto per la competitività del sistema industriale. Siamo fuori dall’Europa e dai Paesi a noi vicini – ha proseguito Marchionne – Negli ultimi 10 anni l’Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri Paesi, ma non è colpa dei lavoratori».
Le precisazioni di Sacconi
Una puntualizzazione che non deve essere particolarmente piaciuta al ministro Sacconi che a stretto giro gli ricorda che «l’Italia è un Paese che ha già dimostrato l’attitudine ad evolvere verso una maggiore competitività nel rispetto dei diritti dei lavoratori incluso il diritto ad incrementi salariali legati a una maggiore produttività. Se »è legittimo invocare maggiore produttività».
Fonte: Lastampa.it



