Charlie Brown & Co. sui muri del mondo. I Peanuts son cresciuti…

Non abbiamo parole....

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I Peanuts sono diventati adulti. E dunque se ne vanno soli soletti sui muri del mondo praticando le antiche abitudini ma regolandole sulle nuove attività. Sono manager, vittime, finanzieri, sabotatori…; fanno davvero tante cose.

Ma rimangono tra noi più di quanto si possa pensare; Charles M. Schulz è stato sicuramente un genio dello scorso secolo.

E allora terminiamo così:

Schulz morì il 12 febbraio 2000 a Santa Rosa in California a causa di un attacco cardiaco. Il giorno dopo fu pubblicata la sua ultima striscia, in cui lasciava a Snoopy il compito di congedarsi dai suoi lettori con queste parole:

  « Cari amici,
ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant’anni. È stata la realizzazione del sogno che avevo fin da bambino. Purtroppo, però, ora non sono più in grado di mantenere il ritmo di lavoro richiesto da una striscia quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano disegnati da qualcun altro, quindi annuncio il mio ritiro dall’attività.Sono grato per la lealtà dei miei collaboratori e per la meravigliosa amicizia e l’affetto espressi dai lettori della mia “striscia” in tutti questi anni. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… non potrò mai dimenticarli…

Charles Schulz »

M.M. per newsfromtshirts + wikipedia

L’invasione degli usignoli. ( Punto fermo di Gramellini su Twitter…)

Sinceramente io non twitto...

 
 
Aiuto, li sto perdendo. Sono i colleghi più cari, gli amici di una vita. Quelli con cui fino all’altroieri potevo scambiare un sano pettegolezzo all’orecchio o uno sguardo d’intesa durante le riunioni. Ora cerco i loro occhi e non li trovo più: sono curvi sul cellulare, con i pollici a forma di sogliola, per digitare ossessivamente dieci, cento, mille tweet (cinguettii). Cosa sono i tweet?, si starà chiedendo qualche lettore arcaico che avrei quasi voglia di abbracciare. Sono degli sms, ma invece di arrivare a un solo destinatario finiscono in simultanea su migliaia di telefonini. Se prima Pippo mandava a stendere Pippa in privato, adesso l’intera comunità degli usignoli può godersi lo spettacolo. Naturalmente su Twitter si parla soprattutto di cose serie. Per esempio si segnalano libri che nessuno avrà tempo di leggere perché per farlo bisognerebbe staccare di tanto in tanto gli occhi da Twitter. Come il giornalista, anche il cinguettatore non vive ma cinguetta il proprio vissuto. E oltre a cinguettare riceve i cinguettii di tutti gli altri, rivivendo così ogni giorno la frustrazione già mirabilmente espressa da Troisi: «I libri non li raggiungo mai, pecché io sono uno a leggere mentre loro sono milioni a scrivere».Scherzavo. In realtà Twitter è: a) un giornale personalizzato di cui si è direttori e lettori al tempo stesso, b) una fonte inesauribile di stimoli, c) un passatempo superficiale per maschi nevrotici, compulsivi e ossessivi. Una di queste tre definizioni appartiene a mia moglie, indovinate quale.
 Fonte: Massimo Gramellini per http://www.lastampa.it

La Street Art dilaga per Roma grazie alla mostra Vandalism Vol.1.

Berlino chiama Roma...la Street Art si allarga...Proclama della mostra...very nice

 

Proclama della mostra: very nice

 
Vi piace la Street Art? Allora non perdete la mostra Vandalism Vol.1. che si terrà da gennaio negli spazi della 999Contemporary della capitale. Potrete trovare tutto ciò che più vi piace di questa branca dell’arte contemporanea: poster, fotografie, digigrafie e serigrafie, ogni più piccolo spazio delle gallerie sarà occupato dalle loro opere. Si tratta di un progetto intrigante, che vuole fornire anche al pubblico italiano una panoramica sulla Street Art internazionale. E pensate: saranno due gli eventi che Roma dedicherà ai streeters più celebri, andiamo a scoprire quali sono.

Il primo evento che si terrà a Roma alla 999Contemporary avrà la sua inaugurazione il 30 gennaio e potremo trovare esposte le opere dei più grandi artisti di Street Art del mondo, fra cui Bansky, Obey, Ben Eine, JRm Mr Brainwasgh, Slinkachu e anche Space Invader. Si tratta della prima volta che nel nostro paese questi streeters si uniscono in una collettiva. Da non perdere anche il secondo evento, che vedrà la luce l’11 febbraio e che sarà invece dedicato agli artisti nostrani, troppo spesso ignorati sul suolo natio, ma con una poetica e una grinta che non sono inferiori a nessun altro.

Maglietta: www.magliettefresche.it

Fonte: http://www.apollodoro.it

Contributo tessile per gli sfigati. “Dai ‘bamboccioni’ agli ‘sfigati’, i ministri che sfidano i giovani”

Se non ti laurei prima dei 28 anni ti tocca questo....

 
Dai ‘bamboccioni’ agli ‘sfigati’. I giovani che restano a casa troppo a lungo, nel primo caso, quelli che a 28 anni ancora non si sono ancora laureati, nel secondo. I ragazzi che non crescono mai finiscono puntualmente nel mirino dei governi che si trovano a fronteggiare le conseguenze della crisi economica, insieme alle abitudini consolidate di un Paese che tende a lasciare i giovani indietro. Da Tommaso Padoa-Schioppa, che da ministro dell’economia uso’ l’espressione “mandiamo i bamboccioni fuori di casa” per indicare uno degli obiettivi della sua Finanziaria che prevedeva agevolazioni per gli affitti per i piu’ giovani, al viceministro del lavoro Michel Martone, che oggi vuole mandare un messaggio “chiaro” e dice: “se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato”. Sono passati piu’ di quattro anni tra le due esternazioni e la situazione e’ senz’altro peggiorata. La crisi economica ha accentuato un ritardo, quello dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che i dati sulla disoccupazione giovanile, ormai al 30%, e i due milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano, rischiano di rendere drammatico.
 
Fonte: adnkronos

La Street Art si muove veloce: un superlativo graffito francese esprime il sentimento comune…

Esemplare il gioco di parole tra Concordia e Codardia.

 

Altri street artist hanno proposto LUI come salvatore della Concordia...

 
E’ noto che la Street Art raccoglie velocemente gli input che provengono dal sociale. Il mondo è diventato piccolo ed un ignoto streetartist francese dimostra dimestichezza con la nostra lingua (e con i nostri problemi) sino ad arrivare a formulare un gioco di parole quasi “bartezzaghiano”…
 
La mano dell’artista è felice seppur questo aggettivo contrasta con la situazione. Ma non solo la mano, anche la testa…sulla Concordia la Codardìa ha prevalso. Ha ragione l’ignoto artista. E non ci riferiamo  solo a Schettino, probabilmente.
 
Speriamo che questo graffito possa rimanere a lungo -e per futura memoria- sul muro che lo ospita. E ricordiamoci  che la Street Art, oggi, è una delle forme più innovative per esprimere i sentimenti comuni nonchè le tendenze, i trends, gli umori del mondo.
 
Marco Mottolese per newsfromtshirts
 
maglietta Batman: www.magliettefresche.it

Location – Shining: l’Overlook Hotel esiste davvero

Johnny/Jack

 
 
 
 

Una leggenda metropolitana vuole che il celebre Overlook Hotel del terrificante Shining di Stanley Kubrick non esista realmente. Per togliermi ogni dubbio ho fatto qualche ricerca e ho scovato questo splendido video che risponde a ogni domanda.

Il suo autore si chiama Hervé Attia e nel suo tempo libero ama viaggiare alla ricerca dei luoghi che sono stati location per alcuni grandi film.

In questo video svela ogni segreto del capolavoro horror di Kubrick, dalla Going to the Sun Road nel Glacier National Park in Montana, la strada che Jack (Nicholson) Torrance percorre verso l’Hotel.

In realtà il set dove Kubrick ha effettivamente girato è stato completamente ricostruito in studio, sebbene le immagini dimostrino come gli interni siano incredibilmente simili per proporzioni, volumi, decorazioni e arredamento. Quello che vediamo nel film però è il risultato della somma di due luoghi reali e ben distinti. Gli esterni sono quello del Timberline Lodger, alle pendici del Mount Hood in Oregon, mentre gli interni sono dell’Ahwahnee Hotel nello Yosemite National Park.

Fonte: http://www.cineblog.it/

 

 

 

Ultim’ora…. Tg4, Minzo ha Fede…Il Cav pare pronto ad arruolare l’ex direttorissimo in Mediaset.

A parte che Rete 4 era già da suicidio, ora con Minzolini sguinzagliato?

 
 

Continua il tira e molla sulle dimissioni di Emilio Fede dal vertice di Tg4. Più volte annunciate, ma mai confermate. Ora però i tempi sembrano maturi. E tra i papabili successori del fido Emilio entra in pole position nientepopodimenoche Augusto Minzolini. Berlusconi pare aver gettato una scialuppa di salvataggio all’ex direttorissimo del Tg1. Del Biscione, però, non si butta via niente. Al direttore 80enne potrebbe andare, secondo indiscrezioni, la conduzione di un approfondimento settimanale.

Fonte: http://www.lettera43.it

Di giovani primavere e street art.

I veri occhi scoprono le "vere" bugie.

 
 

Non solo sui social networks. La rivoluzione si racconta anche sui muri.

La “primavera araba” è esplosa e continua a corrrere su internet, tramite twits in tempo reale, video caricati su youtube, dove la rabbia e la voglia di cambiare si scontrava con l’orrenda macchina di chi la libertà non lo ritiene un bene inalienabile, ma un qualcosa di pericoloso, di mortale, quasi blasfemo.

Lo street artist Ganzeer al lavoro sulla sua ultima opera al CairoLo street artist Ganzeer al lavoro sulla sua ultima opera al Cairo

Ma le testimonianze di quest’onda in piena che continua e si ingrossa, malgrado i riflettori abbiano iniziato ad affievolirsi, non si riducono alla sola capacità di utilizzo dei social networks.

Si lasciano anche sui muri, sulle pareti buttate giù a colpi di mortaio, pezzi di architettura crivellata, inquietante memento che le guerre, in realtà, non finiscono mai. Possono addormentarsi per un pò, salvo poi risvegliarsi, e sempre per tempo.

Muri sfigurati che diventano tele, anzi, il playground di quelli che noi chiamiamo “graffitari”, “imbrattamuri” o proprio “delinquenti” quando la simpatia viene meno.

Al Cairo, così come in Libia, fino a spingersi oltre le barriere dell’Arabia Saudita super conservatrice, dove fare certi “giochetti” può essere veramente pericoloso.
Immagini che raccontano la rivolta, che ricordano i morti, utilizzando metafore, simboli, scritte, utilizzate come “pillole galvanizzanti” che hanno richiamato alla rivolta, alla battaglia.

Giovani artisti di strada, calati nella realtà, che hanno appoggiato questa rivoluzione non solo aderendo al pensiero, ma offrendo alla causa la loro arte come viatico.

E’ fortissima la valenza “sociologica” di questi graffiti, che se da noi, fatte salve le solite eccezioni, hanno da tempo perso di ogni significato e valore, qui, nei luoghi dove ancora tutto è in corso, ancora tutto è da fare, da portare a termine, da cambiare, rappresentano più di quello che si possa cogliere ad un primo sguardo, per quanto attento esso sia.

Il 12 e 13 gennaio scorsi, al British Museum e al Royal College of Art di Londra si sono tenute due giornate di dibattito sul mecenatismo artistico in Medio Oriente, presieduto dalla Serpentine Gallery, dove il tema della portata sociale di questi graffiti è stato ampiamente analizzato e discusso.

Immagini che non lasciano indifferenti, sono racconti veloci, testimonianze forti ed ambiziose, come il murales al quale Ganzeer, uno dei “graffitari”, sta lavorando, dedicato ad ognuna delle vittime dei 18 giorni di rivolte in Egitto, nel gennaio del 2011. Un lavoro impressionante, ma che dice anche molto su quali siano i sentimenti dei “ragazzi della primavera”.

La volontà, il desiderio lacerante di comunicare il cambiamento sperato e radicale, ma anche l’irriverenza della caricatura, specie in Libia, nei confronti del defunto Gheddafi, al quale sono state date, di volta in volta, le sembianze di un topo, di una scimmia, di un vampiro.

Graffiti che sono tutti da leggere come “mappe” nelle quali si possono intravedere contaminazioni culturali, nella “novità di stampo occidentale” del graffito e il modo di rappresentare i morti, gli sconfitti, i dittatori, il popolo.

Opere, queste, che chiedono di essere conservate, di diventare un museo della memoria a cielo aperto, in modo che non si dissolvano, che non perdano la loro forza nel momento in cui, come accade nel fluire della storia, cade la polvere della lontananza temporale.

Opere multifunzionali, che sostituiscono i socials quando si tratta di lanciare messaggi affinché la primavera non imploda e non perda slancio.Forse frutto della globalizzazione, di modelli importati, ma come in tutte le cose, è sempre l’uso che se ne fa a definirne i contorni.

Fonte: Alessia Signorelli per http://www.ghigliottina.it

maglietta: www.magliettefresche.it

(fonte immagine: http://www.csmonitor.com)

Saysdream il Social Network per sognatori!

Un sogno, uno qualsiasi….:-)
 
 

Navigando per web capita spesso di trovare pagine molto originali. Per perdersi fra i meandri della rete a ritmo di click serve veramente poco, così, facendo zapping (forse meglio linking) fra un sito e l’altro, sono finita sulla pagina di Lorenzo Sinisi giovane appassionato di web e programmazione con già un po’ di anni di esperienza alle spalle.

Quello che mi ha colpito e mi ha convinto a provare a scoprire qualcosa in più su di lui sono state le prime righe di presentazione: “… è un sognatore prima di tutto” . Non male come biglietto da visita!

Ed infatti, detto fatto, Lorenzo ha creato un social network proprio sui sogni. Si tratta di Saysdream.com un portale che nasce dalla voglia di andare oltre e di condividere le emozioni ed i sogni.

Alla base della piattaforma esiste la possibilità di raccontare i sogni di ogni notte. Nonstante i sogni siano già argomento di molti libri e trattati, Lorenzo ha cercato di creare un unico incubatore che potesse raccogliere i sogni di tutti e che permettesse di studiarne le relazioni.

Saysdream ha come obiettivo quello di provare a spiegare il “perché” che sta dietro ai nostri sogni, il portale inoltre offre la possibilità di ottere feedback e commenti. Così come avviene sui più “tradizionali” Social, in questo caso non esistono amici o follower ma sogni ricorrenti comuni. E se normalmente ci troviamo a rispondere a domande del tipo: “A cosa stai pensando?” in questo caso dovremmo fare un’eccezione. La domanda è:  “Cosa hai sognato?”.

Fonte:  http://www.tagliatelelatesta.it

maglietta: Impure

 

 
 
 

Arriva ” il letto Facebook’, per non staccare mai…

Se incontri qualcuno che ha questo letto non può che essere aggiunto come "nemico"...

 
Per non pochi Facebook è l’ultimo pensiero prima di dormire e il primo appena svegli. Ma il designer croato Tomislav Zvonaric ha pensato che si può andare anche oltre e ha progettato il prototipo di un “letto Facebook”. Per ora è un modello in scala, ma ha già colpito la fantasia di molti in rete, dove circolano le immagini di questo letto a due piazze. Il ‘giaciglio sociale’, di colore ovviamente blu, ha la forma di una “f” sdraiata, con le fiancate decorate dalla scritta Facebook.

Il guanciale è anch’esso di colore blu. Il piumino, invece, riproduce varie icone di Facebook, tra cui quella che accompagna gli auguri di compleanno. Nella parte superiore dalla “F”, poi, che fa parte della testata del letto, c’é anche una postazione computer con tanto di schermo e di tastiera per chi vuole aggiornare il proprio profilo anche quando è a letto. A giudicare da quanto si può leggere online su siti come Mashable ed altri siti tecnici, le reazioni all’idea non sono tutte contrarie. Anzi.

 

Roba da malati....come forse sono i social network

 
 
Al momento, però, non è chiaro se Zvonaric abbia già ottenuto o intenda chiedere, il permesso dal social network per poter produrre e vendere il “Facebook Bed”, ma l’iniziativa dell’architetto croato non è l’unica che sta cercando capitalizzare su Facebook, che ad agosto di quest’anno pensa di poter raggiungere il miliardo di utenti. In Brasile, per esempio, secondo quanto riporta il Guardian, stanno per aprire un nightclub che si chiamerà appunto “Facebook” e che cercherà di sfruttare la formula della rete sociale per attrarre clienti.
 
Fonte: Ansa.it
 
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