La notizia “bufala” del merchandising di #Putin che va a ruba a Mosca.

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Se ai tempi di Napoleone fosse esistito il merchandising, sai che business!

Ci sembra una notizia rilevante. In Russia va a ruba (sarà vero o sarà semplicemente l’ennesima truffa di Putin per far credere che nel suo Paese lui sia molto amato) il merchandising a lui dedicato. Immaginiamo se alle loro epoche Lenin, Napoleone, Hitler, fossero state icone di merchandising che ne esaltasse le loro qualità politiche e dittatoriali. Pastori di greggi smarriti le cui icone vengono indossate per ingraziare la loro stima.E protezione.

Per noi è una notizia “bufala”, ben concepita, e rilanciata a livello internazionale, anche se il “testimonial” di eccezione, l’attempato Mickey Rourke se la ride sotto i baffi e sicuramente fa parte della congrega che ha pensato a tavolino questa ennesima beffa del pessimo Putin che si fa gioco dei russi e del mondo.

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E rimarranno li…a meno che qualcuno non ne imponga la vendita.

Vediamole da vicino queste magliette. Portiamole in Italia. E forse con spirito “vintage” verranno indossate, come uno sberleffo, magari con qualche aggiunta casereccia che ne ravvivi l’edulcorata e stantia immagine.

Il ricavato andrà in beneficienza, dicono i prodi stilisti , e ci chiediamo se gli ipotetici guadagni andranno in Ucraina, a risarcire quella popolazione (ma proprio in parte) del grande danno che Vladimir ha causato loro.

 

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

 

 

Twitter allarga (e riduce) i confini del calcio. #Twittao14, il nuovo bar sport.

twitter, cruciano, la zanzara

Una delle magliette speciali e personalizzate per #Twittao14. Un hashtag, una garanzia.

 

 

I maschi, con il calcio, si divertono e si distraggono. Uno zen casereccio. Anche se magari  per alcuni di essi raccontare lo sport è il mestiere, ciò non toglie che esiste una netta separazione tra lavoro e divertimento. E in questo caso il club sorto intorno a #Twittao14, l’hashtag che sta facendo impazzire la comunità italiana di Twitter , riunisce prevalentemente professionisti del giornalismo, sportivo o meno, pronti a trasformarsi in dilettanti per un pronostico.Spogliandosi consciamente della propria sapienza al momento di interpellare l’Oracolo. Quello che si sa è che ci sono migliaia di fans alle porte dell’hashtag che vorrebbero dire la loro -e partecipare- e invece il club ha la classica forma della “torre d’avorio”

zazzaroni, calcio

Un pizzico di Brasil, un pò di Twitter. Il pallone. Ed è sempre Mundial. Ecco il logo ormai già noto di #Twittao14.

Questo scrive uno dei noti partecipanti (Zazzaroni) sul proprio blog:

Ci sono tanti modi per seguire il primo mondiale mostruosamente twitteriano. Trentasei sciamannati fancazzisti ma non del tutto – me compreso – presenti con frequenza sul social più azzurro che c’è lo faranno (anche) attraverso i pronostici di #Twittao14.

Cos’è Twittao14? Un torneazzo (crasi) il cui regolamento parla chiaro, o quasi (non l’ho redatto io): “qui si gioca sul serio ma è evidente che il faticoso conteggio dei punti debba rispondere a logiche di facile lettura anche se ovviamente sarebbe stato possibile dettagliare i punteggi in maniera meno grezza. La raccomandazione per chi ha accettato di giocare a #twittao14 è quella di essere costanti nel gioco anche se i primi risultati non dovessero essere positivi. Ci sono tante partite e recuperare è un attimo.

Insomma, un gioco fatto sul serio, un impegno fatto cazzeggiando…

A presto con le altre t-shirt del Club, speriamo.

(M.M. per Newsfromtshirts)

 

Tunicula Seraphica, le #magliette #digitali dedicate a 3 Papi. #qrcode

 

 

 

bergoglio

Francesco superman.

 

Il 27 aprile verranno santificati Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII: Magliette Fresche celebra l’evento con la linea Tunicula Seraphica.

La voglia di avvicinare la Street Art alla Chiesa: una “carezza alla nuova generazione che è a casa” e che spesso utilizza le citazioni per comunicare?

La comunicazione è un bel caleidoscopio ormai. Anni fa era facile che nelle nostre collezioni comparissero Buddha, Milarepa, Gandhi, icone orientali del bene e di religioni già divenute pop, grazie agli anni ’70, agli hippies, e ai movimenti di controcultura. Penso che oggi anche un laico indosserebbe Wojitila o Bergoglio, esattamente come un tempo – anche pur non sapendo esattamente chi o cosa fosse – molti erano pronti a portare in giro il faccione di Buddha, o una maglietta “zen”.

E’ questo che sta facendo la Chiesa, agli albori della nostra modernità con Roncalli e i suoi discorsi semplici, poi con Wojitila e ora con il super Papa Francesco, il comunicatore: diventare una icona di bene e di pace, anche per chi credente o fedele non è. E come sempre l’ immagine di un volto su una maglietta attesta il passaggio di questo dalla notorietà al Mito. Nasce il culto o il “cult”. (Chissà perchè in inglese suona laico e in italiano no).

wojtila

Chi non ricorda questa frase?

Il resto della intervista a: http://www.ninjamarketing.it/2014/04/18/tunicula-seraphica-le-magliette-digitali-dedicate-a-3-papi-intervista/

Sciopero del sesso: lanciato con una #maglietta il boicottaggio della promiscuità tra Russi e Ukraine.

 

 

 

 

 

 

ukraina

Sciopero del sesso transnazionale. I russi si scordino le ukraine.

 

Come si fa a non amare le donne russe o ex russe? Negli ultimi tempi si sono inventate le Pussy Riots, che protestano a suon di rock trasgressivo suonato nelle chiese , a sorpresa, contro Putin.  Poi sono arrivate le Femen, si spogliano ovunque, si scrivono addosso, si fanno arrestare in ogni luogo, sia in Vaticano o sotto la Tour Eiffel. Il seno scoperto come arma impropria. E ora le donne ukraine, che attraverso una maglietta e una pagina facebook lanciano la loro campagna contro i maschi russi : “non darla a un russo”, questo il boicottaggio politico affidato alla t-shirt, lanciando una sorta di passaparola imperativo o parola magica, che di donna in donna dovrebbe circolare per lasciare a bocca asciutta gli invasori. L’onta peggiore per l’invasore senza scrupoli.

Io consiglierei ai grandi pubblicitari del mondo di affacciarsi nell’ex impero russo e dare una occhiata alla ricerca di nuovi talenti perchè la capacità di comunicare e di far parlare di sè che hanno queste donne aggressive è davvero innovativa.

E comunque si affidano alla scrittura, come spesso accade alle donne rivoluzionarie;  che sia stampato su una maglietta o su un corpo nudo con pretese diverse da quelle della seduzione , per loro conta lo slogan, che è come l’incipit della battaglia. La cornamusa degli scozzesi prima dello scontro.

Uomini russi, respinti con feriti, tornate dalle vostre di donne, e state bene attenti alla rabbia di una donna invasa e di una maglietta stampata sul suo petto.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

 

Amo 80 euro e me ne vanto. Grazie ad una #maglietta.

renzi

Instant t-shirt

Noi continuiamo a dirlo da anni: “dietro ogni maglietta c’è una notizia e dietro ogni notizia c’è una maglietta“.

Prendiamo questo caso; il Presidente del Consiglio sta cercando di chiudere la sua proposta: agli italiani meno abbienti far avere 80 euro in più in busta paga. Ne abbiamo parlato in questo blog da poco http://newsfromtshirts.wordpress.com/2014/03/11/meglio-luovo-oggi-o-la-gallina-domani-carpe-diem-famiglie/ e l’idea che ci siamo fatti è che questi 80 euro siano molto graditi.

Dunque ci appare non solo naturale e normale che sia già spuntata la maglietta ” i love 80 euro”  nel solco di una immagine “cult“, ma troviamo davvero divertente,  e a suo modo sofisticato , che si possa indossare , con notevole facciatosta, un desiderio così minimo.

Segno di crisi ma anche di humor; quell’humor che passa ormai sempre più spesso dalle magliette, testimonial di  sentimenti comuni che le rendono così popolari ed insostituibili. Media popolari e perfetti.

Marco Mottolese per newsfromtshirts

Dove c’è casa, c’è #Mussolini. Alessandra.

Mussolini

Il mulino bianco ancora dopo anni identifica la famiglia. Che grande campagna fu, questa della Barilla.

Il nonno di Alessandra, Benito, alle famiglie ci teneva, e molto. Infatti ne aveva più di una. Ma il Duce voleva un Italia che non andasse “a puttane” e dunque si impegnò per rafforzarla e modernizzarla, alleandosi con i tedeschi…

Detto questo non è la Storia che ci interessa ma, come sempre, la “maglietta”. ( Chiaramente qui in un contesto di photoshop).  Oggi abbiamo ricevuto questa che vediamo  qui in alto ed abbiamo elaborato dei piccoli pensieri perchè, come sempre, l’utilizzo delle t-shirt “parlanti” ci fa pensare.

Intanto ci è apparsa mirabile l’equazione famiglia=mulino bianco. Più che altro perchè quella è una campagna pubblicitaria che ormai data vent’anni ma a distanza di così tanto tempo ancora identifica la “finta” famiglia italiana. Un grande fake che avanza e del quale non riusciamo a liberarci.

E pensando al creativo che ha voluto ideare questa maglietta (che non sappiamo neanche se mai qualcuno  indosserà o se effettivamente verrà prodotta) ci siamo chiesti:

1) quanti anni avrà l’ideatore della t-shirt?

2) è un consumatore Barilla?

3) avrà pensato, facendola, a quante simbologie ha messo insieme?

Questo perchè, tralasciando per un attimo l’incidente in corso al marito della Mussolini, quel Floriani  che si professa comunque ignaro e innocente (ed è suo diritto sentirsi tale sino a prova contraria) non dobbiamo però dimenticare che il signor Barilla non molto tempo fa fu distrutto pubblicamente avendo dichiarato che i suoi prodotti non erano certo pensati per quella commistione pericolosa che risponde al nome di “coppia gay”.

E allora il creativo che ha concepito questa maglietta o è un super doppiogiochista lucido e ironico al limite del parossismo oppure è un ignaro/ignorante, che ancora crede che il mulino bianco rappresenti un valore da contrapporre alla filosofia di coloro che vanno a puttane, il luogo del demonio.

A noi sembra una modesta e triste maglietta,  non solo non indossabile e brutta ma anche inutile, perchè invendibile persino alla Barilla che mai e poi mai approverebbe un lay-out del genere quantomeno per la “gravissima” parolaccia che ne è contenuta. Non si può delocalizzare così un simbolo immarscescibile dell’Italia pulita…Il Mulino Bianco è studiato come “case history” nelle facoltà di marketing.

Però (c’è il però) ci piace che una maglietta, vera o virtuale che sia, faccia discutere, sia elemento virale,  trasformandosi in testimonial di una notizia di cronaca e ci confermi, come sempre, che: ” dietro ogni notizia c’è sempre una maglietta e dietro ogni maglietta c’è sempre una notizia”. A volte da censurare.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

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